Saremo senza dubbio vetero-laici senza possibilità di guarigione: ma non riusciremo mai a sognare alcunchè di bello con tale premessa.
I giornali e le TV che, consapevolmente o inconsapevolmente, si appiattiscono sulle posizioni del governo hanno raggiunto in questi giorni livelli di ridicolo difficilmente eguagliabili sugli sviluppi delle vicende romane.
Dopo le dimissioni dei ventisei consiglieri comunali che hanno costretto al ritiro il sindaco Marino e la nomina del commissario, il prefetto Tronca, battono la gran cassa sul “dream team” che con assoluta certezza restituirà gloria e onore alla città eterna.
Dunque, una squadra da sogno, finalmente in Campidoglio. Una squadra diretta da Tronca, che come primo atto, tanto per accreditarsi, ha ritenuto giusto, senza ritegno, farsi fotografare mentre, curvo sino all’inverosimile e spingendosi fin quasi al suolo, afferra la mano del Papa per baciarne voluttuosamente l’anello.
Saremo senza dubbio vetero-laici senza possibilità di guarigione: ma non riusciremo mai a sognare alcunchè di bello con tale premessa.
Ma c’è di più e di peggio. Oltre che vetero-laici inguaribili, siamo “vetero” anche per quanto riguarda il rapporto tra politica e Amministrazione dello Stato. E, dunque, capaci di scandalizzarci quando tra di esse c’è una eccessiva commistione. Pensiamo che la gestione di un Comune in crisi, grande o piccolo che sia, debba avvenire, come è sempre accaduto, per automatismi. Il Prefetto che nomina il commissario, e il commissario che, se necessario, si sceglie i collaboratori. Nel caso di Roma dopo l’uscita di Marino, stiamo invece assistendo a manovre della peggiore politica politicante. L’idea del “dream team” attribuita direttamente a Renzi. Non al prefetto, e nemmeno al ministro dell’interno Alfano (parce sepulto!). A Renzi perché, in qualità di segretario del PD e non di presidente del consiglio, possa trovare il modo di assegnare un ruolo di visibilità a qualche possibile candidato a Sindaco di Roma quando verrà il momento. E non basta: si scrive anche, come se fosse normale, che la chiamata dei romani alle urne potrebbe slittare, allo scopo di tentare di evitare la prevedibile mazzata al partito del presidente del consiglio.
Qualcuno si è meravigliato per la durezza con cui abbiamo criticato le cosiddette “riforme” di Renzi: l’abolizione del Senato, la legge elettorale e la spoliazione dei diritti a danno degli elettori.
Perché, domani, in mancanza di bilanciamenti e controlli allo strapotere del governo, a chi ci dovremmo affidare, alla libera stampa?

Tutto trasuda Papa, è come una sorta di liquido viscido che tutto avvolge, una specie di Alien che è sempre in agguato, anche quando non lo vedi, è la, dietro l’angolo, o sopra la testa. Il Papa puo’ dire o non dire, fare e disfare, ma sono i genuflessi che controllano l’Italia, genuflettersi a Renzi o al Papa fa la pari. Ma l’intervista a Bertone sul suo appartamento di quasi 300 mq, è un pezzo di teatro, dell’assurdo pero’. I Papi poi sono 4, due in carica al Vaticano, gli altri due (Renzi & Mattarella) che si occupano della politica. Un triumvirato col nonno. Questa è l’Italia.
Al signor Tronca dovremo essere grati per citarlo in un testo di fisiognomica. Si è mai visto un corpo e un volto più cattolici? Tutto in lui trasuda cattolicesimo lucido e esaltato, ma sempre lucidissimo. Grazie a Renzi il vecchio avanza. Laici, se esistete, battete un colpo anziché vivere di retorica e commemorazioni ottocentesche, ossia anziché essere cattolici.