Donne escort, donne disposte a tutto pur di arrivare al successo ed al denaro, donne frivole, donne del premier e del suo gruppo di gagliardi anziani amici. In questi ultimi mesi a tutto si sono dovute adeguare le nostre orecchie, tutto è stato scritto, dalle intercettazioni squallide tra Berlusconi e Tarantini alla santificazione o demonizzazione di alcune note showgirl ed attrici.
Un sottoinsieme del mondo reale, sicuramente lontano dagli stereotipi di donna comune e dagli infiniti problemi che l’Italia sta affrontando, ma che nonostante ciò è in assoluto primo piano. Probabilmente, anche in presenza di un personaggio pubblico, la vita privata dovrebbe essere sacrosanta ed i paladini della morale dovrebbero essere tenuti a distanza in quanto spesso portatori sani di ipocrisia. In questo caso però si sta oltrepassando qualunque decenza umana: il problema non è con chi passa le sue serate in Presidente del Consiglio, non è l’immagine negativa e distorta che viene data della figura della donna, non è l’etica bigotta di fingere che certe cose non avvengano, è solo una questione politica e di onestà individuale. Molti si chiedono come mai le donne “normali”, quelle che lavorano e contemporaneamente sono anche madri, mogli, ecc… non reagiscano sufficientemente a questa proposta di donna oggetto, ma ciò che dovremmo chiederci, invece, è altro: perché dovrebbero perdere il loro tempo, tra l’altro pochissimo e prezioso, a parlare delle donne migliori? Non è forse sufficiente dimostrare con il proprio comportamento che la realtà quotidiana che molte vivono è un’altra e completamente diversa? L’attività di movimenti organizzati da donne come “Se non ora, quando?” ha cercato di porre alla luce la questione femminile, ma in realtà ahimè per la maggior parte delle italiane l’attuale scenario è contemporaneamente causa di nausea e menefreghismo, anche del tutto comprensibile. Al come far “girare la patonza”, antepongono il come far girare lo stipendio, il tempo, la famiglia ed il lavoro. Forse quelle stesse donne preferirebbero che nelle aule parlamentari anzichè disquisire su di chi sia la nipote Ruby Rubacuori, si concentrasse l’attenzione su vere riforme di welfare, che permettano alle stesse di fare carriera senza compromessi e vincoli, di essere madri e lavoratrici allo stesso tempo e di garantire loro ed alle famiglie una migliore qualità di vita.
Inoltre è assolutamente demagogico continuare a dire che si tratta solo di una minoranza di donne disposte a tutto , perché ci sono anche tanti uomini disposti a tutto per raggiungere i loro obiettivi, anche a vendere il loro corpo esattamente come le colleghe femmine. La mentalità arrivista dell’avere tutto e subito si sta trasformando in una questione sociale che sempre più attrae i giovani uomini e giovani donne. Nessuno sta dicendo a questi ultimi che stanno sbagliando in quanto i rappresentanti nelle Istituzioni che per primi dovrebbero dare l’insegnamento, sono anch’essi coinvolti in questo vortice di malcostume e dunque i primi a bisfattare la dignità e la solidarietà dell’agire pubblico.
La questione morale forse si potrà dunque risolvere solo il giorno in cui i principi di rispetto, meritocrazia, uguaglianza e solidarietà torneranno al centro della politica e nelle istituzioni. Il primo passo? Forse cambiare l’attuale legge elettorale che eviterebbe che molti/e siano presenti solo in base al principio del “do ut des”.
Claudia Bastianelli (avantidelladomenica.it)

Un tempo si diceva, secondo le alterne fortune, molto brevemente: “Donne e Champagne”, o “Seghe e Gazzose”, secondo se eri ricco e avevi il fuoriserie, o se eri povero e viaggiavi a piedi.
purtroppo, è così. Quando una “si sente bella” cerca il meglio cara signora. E mostra il meglio di sè, anche da ragazza. Poi succedono gli stupri e gli omicidi. Ma non si demorde: le “reginettre di BELLEZZA impazzano. E, a domanda rispondono: voglio fare la modella, la cantante, l’attrice, ecc. Con quale professionalità non si sa. anzi: si sa.
Spesso sono i sogni infranti mdella genitrice a spingerle: sono stato uomo di spettacolo da giovane e ne ho viste di tutti i colori.
Ovvio quindi che i danarosi sporcaccioni scelgano loro e non le BINDI che poi si arrabbiano offese (affermando che si offendono le donne sich!). Sono cose di mondo. Chi può pasteggia a champagne, avvisava più di un secolo fa Luigi Capuana (era veramente un verista, anzi un avvenirista, visto il successo
delle sue osservazioni!) e i meno fortunati si devono accontentare via via degli “avanzi”. Perché i desideri di quest’ultimi, garantisco, sono gli stessi degli sporcaccioni – che comprendono anche i magistrati eh! – e alla fine pasteggiano “con vino grosso e carne di maiale.
Mica si va in piazza a rivendicare per nulla!