Non se ne avrà a male l’amico Domenico Civitano: apprezziamo molto i suoi interventi, lucidi, onesti e appassionati. Questa volta siamo in disaccordo: non vediamo come si possa attribuire alle donne la colpa delle violenze delle quali sono vittime. Decisamente meglio lavorare sulla testa di certi uomini. (n.c.)
Non sono più gli incidenti stradali, la caduta di un aereo, la scomparsa in mare di una nave a fare notizia per il popolo italiano. E’ la violenza sulle donne, l’argomento d’attualità. Si commentano le violenze domestiche, le moleste sessuali e infine le violenze fisiche.
Il commissario europeo per i diritti umani, Nils Muiznieks, crede di risolvere il problema con la convenzione per la prevenzione e la lotta contro la violenza alle donne che entrerà in vigore il primo agosto 2014.
Non ci sarà convenzione europea o legge dei singoli Stati dell’Unione Europea a porre un freno alle violenze sulle donne se non si affronta il problema sin dalle radici.
Bisogna avere il coraggio di moralizzare il comportamento sociale delle donne. Siamo al limite della decenza. Manca poco a vedere le ragazzine di sei, sette anni, le signorine e le donne madri mostrare liberamente le loro fattezze fisiche come suggerisce la moda propagandata dalle televisioni i cui programmi sono prevalentemente diseducativi e immorali.
Diseducativi sono i film sulle rapine, sugli omicidi per problemi di mafia, ndrangheta e camorra. Immorali tutti i film con contenuto pornografico. Deprimenti i Talk Show, specie quando si trasformano in Tribunali Penali per colpire personaggi politici. Non si venga a dire che i film violenti hanno una didascalia educativa. Chi guarda tali film impara solo come si usano le armi, come si scassa una cassa forte, come si uccide.
Durante la seconda guerra mondiale la radio trasmetteva i bollettini di guerra che, messi a confronto con le notizie funeste trasmesse quotidianamente dalla televisione, erano meno drammatici.
Se dalla televisione si passa al computer, viene voglia di far giustizia verso chi riempie i siti di pornografia facilmente consultabile anche dai ragazzini. Oggi, sia i maschietti sia le femminucce, età dieci quindici anni sono informati di tutto sul sesso. E ciò si nota dal loro comportamento quando sono in comitiva per strada, in locali da ballo, al mare e nelle palestre.
La cosa che inquieta di più è vedere i genitori rinunciare a controllare i propri giovani e a dissuaderli, quando si tratta di ragazze, a imitare le giovani dello spettacolo, costrette a mostrare tutte le parti del loro corpo per ragioni di lavoro.
In passato i genitori erano severi, specie con le proprie figlie. Le tante tragedie che accadono nei giorni nostri, in passato si riducevano a qualche caso nell’arco due o tre anni.
Per ridurre i tristi fenomeni della pedofilia, delle violenze e delle molestie sulle donne è necessario che le famiglie, in primo luogo, le scuole, le istituzioni civili, religiose contribuiscano a modificare l’attuale etica che è libertinaggio immorale.
Si deve vietare di andare a scuola con vestiti succinti. In chiesa non si deve entrare con minigonne e scollature eccessive. Uguale rigore deve essere osservato quando si va negli uffici pubblici. Fare capire che non bisogna imitare Nina Moric quando mostra vergognosamente il suo lato”B”.
E’ opinione diffusa, tra le persone normali e gli studiosi dei fenomeni sociali, che a stimolare i maniaci, i delinquenti criminali, i drogati, i depressi siano le donne i cui vestiti succinti sono una provocazione continua e irrefrenabile per determinati soggetti.
Non tanto tempo lontano dal nostro attuale girava nelle città, nei paesi la squadra della “buon costume”. Somigliava alle “Ronde” militari. In chiesa non si poteva accedere se vestiti a un certo modo. Oggi in moltissimi Comuni si vede solo qualche vigile urbano a rilevare il numero di targa dell’auto lasciata in divieto di sosta per la multa in base al codice della strada.
Non sarebbe sbagliato addossare alla politica una parte di responsabilità per il degrado etico in cui versa l’Italia. L’impegno degli onorevoli e dei senatori è salvaguardare la propria poltrona e i relativi privilegi.

Lascia un commento