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E’ finita un’era

di Giancarlo Magni | 26 Maggio 2014

Renzi, più che il PD, ha stravinto. Il centrodestra berlusconiano è finito. L’uomo solo al comando ora è a sinistra. La strada dei moderati si chiama Partito Popolare.
renzieuropeeA fronte dei risultati europei i commenti sono quasi inutili. Come ebbe a dire una volta Bettino Craxi i numeri non parlano, cantano. Renzi, più che il PD, ha vinto e insieme a lui ha vinto la voglia di rinnovamento e di stabilità degli italiani. Di converso hanno perso Grillo, che ha esaurito  la sua spinta propulsiva e, da ora in poi, inizierà un declino più  meno rapido, e  ha perso il centrodestra. Berlusconi è definitivamente finito, non ci sono nemmeno le condizioni per una scesa in campo di Marina, NCD si è salvato ma non è riuscito a contenere l’ulteriore, pesante flessione di Forza Italia. Ora il centrodestra è tutto da ricostruire. Su basi nuove e con uomini nuovi.  Va ricostruito però nella chiarezza politica. Chi come la Lega, che pure ha avuto un buon risultato, e Fratelli d’Italia, che non ha raggiunto il quorum, si colloca in una posizione antieuropea non può far parte del progetto. Il modello è quello del Partito Popolare europeo. Da domani deve partire il cantiere. Non sarà facile, viste le dimensioni del successo di Renzi, ma è l’unica cosa da fare. Ed è anche la più giusta perché, smaltita  l’ubriacatura del risultato, non passerà molto tempo che il PD di Renzi mostrerà tutte le sue contraddizioni. Paradossalmente sarà un risultato così grande a mettere in difficoltà il partito. Il PD di Renzi, con il suo 40%, è un partito nuovo ma la sua anima è quella di sempre, anche se minoritaria. E sarà quest’anima che si troverà a disagio nel nuovo partito. L’era dell’uomo solo al comando è finita in casa del centrodestra ma inizia in quella del centrosinistra. E’ da qui che verranno i problemi. Ma questo riguarda il futuro. Ora come ora non è nemmeno giusto trovare ombre in un successo che è stato clamoroso, anche se è stato favorito dalla caterva di errori di Berlusconi e del suo cerchio magico. Il centrodestra deve attraversare il deserto. NCD ha tenuto accesa una fiammella ma è appunto una fiammella. Il risultato amministrativo ci dirà se almeno questa fiammella è riuscita ad avere un certo radicamento territoriale. Per ripartire comunque serve ben altro. Qualcosa aveva già cominciato a muoversi prima del voto, vedi Passera con il suo movimento. Ne vedremo gli sviluppi  Due componenti, a nostro avviso, sono indispensabili, il progetto, che non può che essere quello di dar vita anche in Italia al Partito Popolare, e gli uomini, rigorosamente nuovi.

Pubblicato in : Primo piano

Info Giancarlo Magni

Giancarlo Magni, giornalista professionista, ha seguito per anni, a Roma, la vita politico-parlamentare. Ha lavorato nella carta stampata, nelle radio e nelle TV. Ha collaborato con la Nuova Eri e con il RadioCorriere. In Rai, e’ stato prima alla redazione del TGR della Liguria e poi al TGR della Toscana, dove ha ricoperto la carica di Vice Capo Redattore. Attualmente è VicePresidente del Comitato Regionale per le Comunicazioni della Regione Toscana. Fa parte del Comitato Direttivo della Fondazione “F. Turati”, una Onlus che opera in Toscana, Lazio e Puglia e che gestisce Centri di Riabilitazione, Rsa, Centri per disabili e strutture per persone in stato vegetativo permanente e per malati di Alzheimer.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. marzio siracusa

    27 Maggio 2014 alle 13:22

    Il PD fingerà di stare nel PSE ma di fatto appartiene al Partito popolare europeo. Si dimentica questo particolare fonte di future fibrillazioni.

    Rispondi

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