Questo Pd clamorosamente vincente è un’altra cosa

È del tutto evidente ed innegabile che il clamoroso trionfo del Pd, che un anno fa si leccava le ferite della “non vittoria” e balbettava di fronte a Grillo, immaginando un governo “di cambiamento” con i Cinquestelle, va intestato solo a Matteo Renzi, e questo senza nulla togliere alla sua squadra di governo e di partito, ma oggi nessuno, neanche il più accanito detrattore, potrebbe negare la forza trainante che il Premier ha saputo esercitare sull’elettorato italiano confermando, peraltro, quell’appeal che gli aveva permesso di portare già tre milioni di persone alle primarie del Pd, e che ora gli ha fatto conquistare oltre il 40% dei voti alla prima prova elettorale.
Questo risultato, prima di tutto, sana una ferita aperta, ovvero quella della legittimazione elettorale, del passaggio alle urne che Renzi aveva saltato nel momento in cui, con una mossa veloce e predatoria, aveva conquistato la Presidenza del Consiglio mandando a casa Letta; non solo, sana anche una ferita precedente, quando la arrogante prosopopea della vecchia dirigenza piddina aveva impegnato mezzi e risorse degne di miglior causa partorendo regole assurde, fino al respingimento degli elettori dalle urne, per favorire la vittoria di Bersani alle primarie per le elezioni politiche, aprendo la strada al disastro della “non vittoria”, con tutto quello che ne è seguito, e gettando via la possibilità di avere subito una vittoria con un programma di riforme ed un Premier convincente in grado di realizzarlo.
Certo, il risultato riportato da Renzi è talmente grande che non può non ripercuotersi sul Pd: innanzitutto, per una leadership che, in pochi mesi, ha ottenuto con le primarie e poi con le elezioni due conferme schiaccianti, che certo superano di slancio tutti i maldipancia interni, non perchè li cancellino – chè il livore degli sconfitti attende solo di riprendere fiato alla prima occasione – ma certo perchè li marginalizzano su posizioni sempre più ininfluenti. Questo Pd, clamorosamente vincente come mai prima in nessuna della sue tante declinazioni storiche, nasce di fatto con Renzi, non è più il Pd di Veltroni, che pure lo aveva pensato maggioritario, men che meno è il Pd della vecchia guardia, dei Bersani, dei D’Alema, degli Epifani, è un’altra cosa, e per la prima volta somiglia davvero ad un partito liberal aperto e convincente, riformista e contemporaneo, capace di governare ma al tempo stesso di avere un rapporto diretto e forte con i cittadini, parlando un linguaggio chiaro e comprensibile, riscoprendo le piazze, ma soprattutto consapevole che si vince conquistando i voti di tutti, anche degli “altri”. Tre milioni di voti in più in un colpo solo stanno lì a dimostrarlo.
Ci voleva un leader giovane, post ideologico, del tutto estraneo al vecchio Pci, per fare finalmente del Pd un partito in grado di convincere gli italiani a votarlo, sulla base di idee condivisibili e di una gestione che, nei primi mesi del governo Renzi, è subito parsa chiara a tutti: tempi rapidi, decisioni prese ed attuate, promesse mantenute, nessuna concessione ai vecchi stantii riti delle concertazioni infinite, delle trattative estenuanti, dei veti e controveti. Ci voleva un leader che invece di chiudersi nelle Fondazioni elitarie, nei ritrovi selezionati, non temesse o, peggio, snobbasse il rapporto con i cittadini, ricucendo un dialogo con loro ad ogni occasione – gli incontri alla Leopolda, ad esempio – tornando nelle piazze, e accettando le sfide – di governo come elettorali – trasmettendo un messaggio politico concreto di cambiamento, riforme e, perchè no, speranza. Ci voleva un leader in grado di capire e, soprattutto, di dire con chiarezza che il tempo degli steccati ideologici è finito, che la politica si è spostata su altri tavoli, altri temi, altre sfide, e richiede dunque approcci, linguaggi ed idee nuovi, perché tutto il vecchio armamentario dei partiti che fino a pochi mesi fa, governo Letta incluso, ci ha schiacciati sotto il fallimento che aveva creato, non è più sostenibile e dunque non ha ragione di essere ed esistere ancora.
Soprattutto, ci voleva un leader in grado di capire che la sinistra può vincere e convincere solo se cambia, cresce e si evolve, lasciandosi alle spalle modelli superati e non più competitivi rispetto alle attuali condizioni, e dunque di fare del Pd il primo partito di sinistra in Europa, l’unico che governa ed ottiene la conferma della fiducia degli elettori – il bollito Hollande, incapace di mantenere una sola delle promesse fatte a suo tempo in campagna elettorale, indeciso a tutto e privo di credibilità politica, è la perfetta immagine della vecchia sinistra rimasta al secolo scorso, perdente e non più riproponibile ormai in nessun paese.
Fino a poco tempo fa, avremmo commentato questo risultato elettorale scrivendo che il noto autolesionismo insito nel patrimonio genetico del Pd sarebbe stato in grado di gettarlo via, disperdendolo nelle manfrine dissennate delle sue quarantasei correnti interne. Oggi, invece, ci sentiamo di dire che il Pd di Renzi non commetterà questo errore, e saprà fare buon uso del peso politico, e della grande responsabilità, che gli elettori gli hanno consegnato.
È ragionevole pensare che la legittimazione elettorale – piena, indiscutibile, immune da ogni ombra – permetta al Presidente del Consiglio di portare avanti con maggiore sicurezza le riforme per cui ha avuto ampissimo mandato dagli italiani, ed anche di presiedere il semestre europeo con altra e diversa autorevolezza. E questo ci aspettiamo da lui.

Chiara ma tu pensi davvero che per fare la giornalista si debba prevedere il futuro, non mi ricordo nessun vincitore di premio Pulitzer, che abbia mai avuto bisogno di farlo, hanno tutti solo guardato i fatti con la lente d’ingrandimento, vedendone quindi i difetti, a cui tu invece sei orba.
Come previsioni sul futuro io avevo consigliato in questa rubrica di vendere FIAT e comperare Trip Advisor in borsa, chi l’ha fatto ha decuplicato i soldi, questo credo vogliano i lettori, non sapere chi ci tasserà domani, ci basta quello che ci tassa oggi!
Paolo, per Chiara che la DC abbia cambiato nome e si chiami PD è ininfluente. Di cosa vuoi discutere con persone simili?
Chi si loda , s’imbroda Chiara, sai che lungimiranza! Renzi è e resta una persona mediocre, che sia seguito e/o votato non cambia la sostanza, ed è un peccato che tu noin te ne renda conto, peccato per te, a me come ti ho scritto, non brucia assolutamente niente, non posso neanche votare per l’Italia, alle amministrative e europee sono disiscritto dalle liste elettorali italiane.
e quindi un problema tuo e vostro, io continuo a pensare che Renzi sia un ambizioso e che gli italiani devono aver qualcuno pef abbindolarli bene, ieri Berlusconi, oggi Renzi.
Non è il PD che ha vinto, è il novello Berlusconi (Renzi) quindi te non hai proprio capito niente, o molto poco, della situazione attuale italiana.
Io non confondo proprio nulla, la mia gravissima “colpa” è di avere scritto ed intuito tra i primi – quando la maggior parte degli osservatori ridacchiava sul “sindachino” – che stava nascendo un leader nuovo ed un nuovo Pd, ed averlo raccontato da queste pagine. Che la cosa vi bruci assai, e problema vostro, non mio, come ripeto sempre, dato che è evidente che, a differenza vostra, io ci vedo benissimo, avendo anticipato da anni quanto sarebbe poi accaduto effettivamente mentre quasi tutti, voi per primi, continuavano a dire “è impossibile”.
Dunque, ho svolto appieno il mio compito verso i lettori.
Ieri mattina, commentavo in diretta sua una importante emittente i risultati elettorali, ed ho ricevuto telefonate e messaggi di lettori di Pensalibero che hanno sottolineato che sono stata fra le prime a capire e raccontare questo nuovo fenomeno politico – che altro?!
Vedi Chiara abbiamo l’impressione che tu stia confondendo le elezioni con una corsa di cavalli, in cui chi indovina il vincitore riceve il premio.
La ballotta serviva anche per questo, ora non sarai tu a essere pagata ma De Benedetti, hai voluto il Premier ora tu paghi e i soliti riceveranno.
Do il benvenuto tra i cervelli all’ammasso a tutti i baggiani entusiasti convinti che la vittoria di Renzi sia il segnale di una nuova sinistra e non l’annuncio che moriremo democristiani, pardon democratici. Gli italiani si rivelano il popolo più governativo d’Europa, milioni di disgraziati allo sbando imbecherati dall’informazione, nemmeno il generale Huerta sperava tanto dai disperati messicani. In una nazione allo sbando la tenaglia cattolica ha funzionato bene, poi ci sono i cretini che credono di essere laici.
Chiara, sei talmente infervoarata sulla via di Renzi che confondi profezie e realtà, io mica sono Paolo Fox! Ma invece di perder tempo a scrivere da un anno lo stesso pezzo, con la dote profetica, faresti un mucchio di soldi! Io cerco di non sbagliare le previsioni sulla vita reale, la mia, e ci riesco abbastanza bene devo dire, a cominciare dalla dicesione di lasciare l’Italia tanti anni fa ormai, Renzi, Berlusconi & c. Penso con orrore a come potrei vivere dove vivevo, non per la gente, ma per la distruzione del tutto che hanno subito colleghi e amici meno fortunati e/o coraggiosi di me.
Ricorda il detto, ride bene chi ride l’ultimo, e anche chi si accontenta gode….
Certo si, a vedere la faccia a schiaffi della Boschi ho cambiato canale, talmente sono provinciali, piccini piccini e insopportabili.
Ma devo dire che anche la Chiara Fede Santanché (di Servelloni Mazzanti memoria) ha perso la simpatia originale, venduta o svenduta per Renzi& C.
Peccato.
Trevigiano, cosa non ti è chiaro nel concetto: nella divisione dei compiti, Cariglia mi ha chiesto di fare un pezzo sul risultato visto dalla parte del Pd?! L’italiano non è un’opinione, e per Pd si intende il partito e le sue vicende che hanno portato ad un forte cambiamenti nell’ultimo anno e mezzo, i giochini da asilo di infanzia, fingendo di non aver letto la mia risposta, te li puoi risparmiare, tanto più che bai letto il pezzo di Carilgia ed hai visto bene che una prima analisi a livello europeo era invece il suo compito. Così come il terzo commento, quello di Magni, verte sul centrodestra – come mai a lui non hai scritto che è “provinciale”?! ed abbiamo seguito lo schema che oggi hanno seguito tutti i quotidiani nei primi commenti: uno europeo, uno sul Pd, uno su Fprza Italia.
– segue – alla vigilia delle elezioni francesi, dissi che non aveva nè strumenti nè personalità nè idee per poterlo fare, e che quindi non avrebbe mantenuto nulla di quanto pro,esso. Il pezzo è sempre in archivio, e sotto ci sono – indovina un pò – in tuoi commenti : no Chiara sbagli, rovescerà il tavolo in Europa, ci salverà. Vedrai.
Ora, se non ne azzecchi una, che palle potrei dirlo io, no?! a proposito, che finezza, si vede che lo stile Grillo ti ha contagiato,
@Chiara intendi dire quindi che il provinciale è il PD?
Perchè non è questione di opinione, commentare le elezioni Europee senza guardare oltre la propria pancia è da donne incinte, il PD non ha posizioni sulla vittoria dei movimenti anti- Europeisti?
Magari di estendere a tutta Europa gli Ottanta Euro in busta paga?
Inutile cercare di imbrogliiare con me cambiando le carte in tavola, ora che le hai rimescolate arrivano a me i rimbrotti per Paolo!
Comunque a volere sopportare tutti i peccati del Mondo, credo che la fiducia in Grillo, Berlusconi, Salvini e persino, obtorto collo per Alfano, siano grandi serbatoi di democrazia di cui la vostra Italia ha immenso bisogno.
Un giorno poi discuteremo delle nostre Ballotte di cui alcuni Fiorentini cercano di appropriarsi il merito, e di come servissero ad eliminare i populisti.
Eh, brucia, quanti brucia, vi capisco, ma le mistificazioni non le faccio passare comunque,
Trevigiano: nella distribuzione dei tre pezzi di commento alle elezioni, Carilgia mi ha chiesto di commentare il risultato dal punto di vista del Pd, e questo ho fatto. Dunque, tieniti il tuo provincialismo, non mi appartiene.
Paolo, capisco, la batosta è dura, sei stato tre mesi, dal giorno che Renzi è diventato Premier, a citarmi fantasiosi sondaggi per dimostrare che era già spacciato, poi per giurare suo trionfo di Grillo – eh, oggi è dura, durissima, aver sbagliato per l’ennesima volta ogni precisione. Detto questo, la disinformazione è tua, Hollande ha fatto un’intera campagna promettendo di andare dalla Merkle, appena eletto, e di buttere all’aria tutti i precedenti accordi, e nel pezzo che scrissi su di lui alla voglia delle
Visto che siamo appena usciti da elezioni Europee, un’analisi meno provinciale che consideri i risultati in Europa, è chiedere troppo?
Chiara, davvero che palle! Gli elettori sono stati il 20% in meno delle politiche, su Hollande sbagli perché la sua prima misura annunciata in campagna elettorale, il matrimonio per tutti, é legge dello stato francese, quindi dai una falsa informazione, come quella che Hollande rappresenterebbe la vecchia sinistra, la ancora sbagli di grosso e ti dimostri per niente informata!
La politica che Renzi attuerà farà cambiar velocemente idea agli italiani che, come è noto, orfani della balena bianca e di Berlusconi all’ammazza caffé, si riversano su Renzi. Grillo ha sbagliato a non proporre di piu dopo la grande vittoria alle politiche, ha perso un’occasione.
Ma il giudizio su Renzi resta invariato, come sul destino che ogni popolo si sceglie.
Renzi non è passato in una elezione del parlamento italiano, ma europeo, se non doveva essere influente in un senso, non lo sarà neanche nell’altro, ma vallo a dire ai trinariciuti renziani?
L’Italia è sempre in ritardo, vinceva la destra quando nel resto dell’Europa vinceva la sinistra (di stampo renziano ovviamente!) e adesso che la sinistra fa acqua in Europa da tutte le parti, l’Italia arriva al seguito, ma è già fuori tempo massimo e subirà le stesse sorti a breve.
Te sei infervoarata e ti immagini già una specie di Dio su terra che sarà osannato dall’Europa, poverina te.
Come la chiami questa pagina Pensa Renzi?!?
Ma pensa te, se vinci sei fascista, se persi sei sfascista……uscire dai luoghi comuni no, eh?! Sarebbe proprio l’ora
@Chiara, ma lo leggi almeno quello che tu stessa scrivi?
“L’unica sinistra Europea che cambia”
Che vuol dire più isolato ancora di Benito…
Eh, caro Trevigiano, come fa male ragionare di politica su basi esclusivamente empatiche……
Alla prima Lepolda, tre a mi e mezzo fa, scrissi – quasi unica – che stava nascendo un nuov leader ed una nuova sinistra. Io non sono una cheerleader, sono una che ragiona e fa analisi, prescindendo da simpatie od antipatie, e fuori da ogni pregiudizio ideologico.
@Chiara anch’io tre anni fa capii che era nato un nuovo leader ed una nuova sinistra e mi misi all’opera per prevenire un nuovo fascismo, che nasce sempre con un nuovo leader e una nuova sinistra in Italia.
Purtroppo I’not successful yet.
Si Chiara Fede, magari che presieda l’ONU!
Poveri noi che da un giornale alla ricerca della verità siamo passati ad uno in mano ad una cheerleader di Renzi.
Ma cosa ti è mai successo dopo quella intervista?
Fino ieri Renzi diceva che in caso di sconfitta il Governo non era coinvolto, ora è legittimato dalla vittoria.
Qui per mia fortuna, è Bank Hollyday, che letteralmente significa che oggi non occorre pagare e che ogni scadenza è prorogata a domani, quindi concediamolo anche a Renzi, ma domani divrà pagare gli ottanta Euro promessi, quando un voto ne vale universalmente quaranta.
Come farà poi alle elezioni vere quando si troverà di nuovo a dover pagare?