In questi giorni è mancato il mio amico Gianni De Michelis: UN UOMO.
Non voglio aggiungere alcun altro commento, se non il ricordo personale di un amico che capitava a qualche incontro a casa mia in mezzo alla campagna trevigiana. Si discuteva animatamente su temi sociali, su come rendere competitiva la nostra area, su che infrastrutture sarebbe stato necessario programmare per i prossimi vent’anni per dare modo agli imprenditori di ampliare le loro attività, creare mercato e con esso lavoro e benessere. Già a fine anni ottanta si discuteva sui probabili flussi migratori da Est e dall’Africa, su come governarli, data l’impossibilità di fermarli, su come competere con la Cina, stante che i dazi avrebbero solo creato tensioni e forse guerre, su come mantenere la pace in Medio Oriente. Una miniera di idee e iniziative che da ministro rendeva subito operative.
Poi, senza ipocrisie da bassa sacrestia, si passava al divertimento, sano, da uomini e donne. Era se stesso sempre, pur cosciente che questa immagine, allora come ora, per certa Italietta era negativa.
Una bella persona, intelligentissima e salvo qualche ratto che sempre si insinua tra le pieghe del potere per razziare qualche avanzo, un bel gruppo di allora giovani, che rivedo ogni tanto con piacere su Pensalibero.
Sulla sua vita ho letto commenti, dal fondo laido e ipocrita, su grandi testate che dovrebbero vergognarsi di averli ospitati.
A questo grande UOMO fa da contraltare, ampliato dalle stesse testate di cui sopra, il presente: “la guerra dei capponi”.
L’immagine mondiale del nostro governo è quella di un pollaio starnazzante dal quale emergono immancabilmente ogni mattina e ad ogni tramonto i canti striduli dei due capponi.
Per sapere cosa dicono basta andare al bar, sentire il commento para politico della persona più alticcia, tradurlo in forbito elementare, ed ecco i grandi programmi politici dei nostri gallinacci.
Renderebbe meglio in dialetto, ma accontentatevi di questo report sui vari temi dal mondo sovranista e pentastellato, scritto in Italiano:
“Mandiamo a picco i barconi a cannonate” diventa il più erudito “sui nostri porti sino a quando ci sono io non attracca più nessuna nave con a bordo migranti”;
“Se entrano a casa mia li spiaccico sul cancello con sei colpi della mia Magnum sempre pronta, colpo in canna sul comodino” o meglio “è sacrosanto che se uno entra a casa mia io possa sparargli per difendere i miei cari”;
“Questi c…. di Cinesi dobbiamo mettergli i dazi del 50% così hanno finito di rompere i c…..” sublima in “dobbiamo porre freno alle merci cinesi pensando di porre dei dazi”;
“Danno il reddito di cittadinanza ai terroni così non fanno più un c….” obtorto collo si trasforma “sul reddito di cittadinanza voluto dai Cinque Stelle controlleremo, state tranquilli, i furbetti li metteremo dentro”.
“ Se non ci danno l’Indipendenza gli facciamo un c….così” si trasforma da un lato in “l’autonomia fa bene a tutti al nord e al sud fa parte del contratto, al tavolo batteremo i pugni”, dall’altro “l’autonomia fa parte del contratto di governo, ma vigileremo perché non porti ingiustizie di trattamento e poi cos’è questa fretta….”.
“Se quel testa di c…..di Toninelli non sblocca i cantieri come facciamo a lavorare?” diventa l’ottimista “abbiamo fatto la legge che sblocca i cantieri, tra poco si comincia”.
“ Ha abolito la Fornero vado in pensione e che vadano tutti affanc….” qui cambia solo il finale “Ho abolito la Fornero, mandato in pensione migliaia di anziani per far posto ai giovani”.
“Va in mona anche l’Europa e quei mangia soldi, loro e i loro…Tony come si dice? Ah!!spread? insomma quella roba là” nel raffinato “vadano a quel paese i tecnocrati europei e il loro 3%, sforiamolo”.
Se ci fate caso abbiamo ripassato tutto il programma di governo, le idee, la programmazione del futuro dell’Italia.
Siamo certamente in buone mani…si nelle mani del Signore. Preghiamo.
Fiorenzo Da Ros

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