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Droghe illegali. La strage continua. Provvedimenti zero. Cambi di rotta? Cerchiamo di non essere ridicoli….

di Vincenzo Donvito | 10 Luglio 2018

La Direzione centrale per i servizi antidroga della Polizia, fa sapere, nella sua relazione annuale, che, per il 2017, i sequestri di eroina sono stati in crescita (+27.95%); e non sono stati da meno la marijuana (+117,76%) e le droghe sintetiche (+101,17%). Non solo, ma i morti per overdose, in calo da anni, hanno invece registrato una crescita del 9,7% (1). Non ci avviciniamo alla situazione allarmante di Usa e Canada (dove le morti per uso di oppiacei da prescrizione, e non solo, sta toccando livelli stratosferici), ma sarebbe innegabile dire che la tendenza ha uno strascico anche da noi… sperando che gli allarmi scattati in Nord America abbiano un altrettanto strascico anche da noi, per impedirci di raggiungere i livelli registrati oltre l’Atlantico.
Abbiamo usato la parola strage e non ci sentiamo eccessivi. Non si tratta solo di una strage legata al consumo in senso stretto di queste sostanze, quindi in senso medico, ma a tutto un apparato sociale ed economico che, girando intorno al mercato clandestino di queste sostanze, non può che portarsi dietro -e alimentare- una strage di legalità istituzionale ed umana.
Certo, il ministero dell’Interno in questi momenti ha molto da fare con le questioni dei migranti, per cui, oltre la routine tradizionale (che comunque registra i numeri che abbiamo riportato sopra) non sembra stia facendo altro. Ma dobbiamo accontentarci di questa routine in crescita e -soprattutto- di una routine che prevede un approccio solo punizionistico in materia? Per chi si accontenta c’è un solo risultato in previsione: sfascio. Vagamente -essenzialmente in campagna elettorale- abbiamo sentito il neo-ministro dell’Interno che in materia ha promesso solo maggiore repressione. E del resto, da ministro dell’Interno, viste le leggi e le convenzioni internazionali vigenti, cosa potrebbero dire? Se il ministro fosse un notaio… ben poco. Ma ci sembra -vedi migranti- che di notaio non si tratti. Quindi ci aspettiamo che prima o poi dia corpo ai suoi intenti di maggiore repressione. Se qualcuno, visti gli intenti generici del nuovo governo, ha creduto che la logica del
cambiamento dovesse essere applicata anche a questo ambito, crediamo sia solo un’illusione. Infatti, cambiamento in materia di droghe potrebbe solo significare “svolta legalizzatrice”, ché altrimenti si tratta solo di aggiustamenti nell’ambito delle solite politiche repressive.
Esistono fior fiore di progetti di legge, anche di iniziativa popolare, depositati in Parlamento, ma per il momento è come se non ci fossero. Intanto la presenza dell’eroina aumenta e, soprattutto è più che raddoppiata la presenza di marijuana e droghe sintetiche. Raddoppio che di per sé, soprattutto per la marijuana, vuol dire poco da un punto di vista sanitario (non ci risultano morti per il consumo di questa sostanza), ma vuol dire moltissimo da un punto di vista sociale ed economico. Oltre ai morti legati all’attività della malavita organizzata che gestisce i traffici e i continui attacchi alle nostre legalità, c’è anche la morte delle istituzioni: incapaci di far fronte al dilagare del malaffare, e quindi sempre meno credibili di fronte ad un mondo di consumatori che si deve “accontentare” dei mercati neri, e quindi percepire le istituzioni come estranee e lontane. Cioé: se in Usa si moltiplicano gli Stati che legalizzano la marijuana anche a scopi ricreativi,
e se uno Stato federale come il Canada ha già stabilito di legalizzare, vorrà pur dire qualcosa: oltre Atlantico si sta cominciando a distruggere quanto creato dal proibizionismo e quindi si sta ridando credibilità alle istituzioni, mentre in Europa e -nello specifico- in Italia siamo ancora a promettere maggiore repressione, che è quello che ha sempre alimentato malaffare e crescita di illegalità e incertezze. Per andare dove? Bella domanda! A cui, purtroppo, temiamo che le risposte potrebbero essere simili a quanto avviene, per esempio, nelle Filippine o in Cina: morte, morte e morte, di persone e di istituzioni.
Siamo ancora in tempo a riprenderci. Basterebbe far lavorare i cervelli lontani dalle ideologie e dai consolidati rapporti con la criminalità organizzata.

1 – https://www.aduc.it/notizia/eroina+crescita+direzione+centrale+servizi_134976.php

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

Pubblicato in : Tutela e diritti - A cura di ADUCTag: aduc, anni, campagna elettorale, cina, consumatori, europa, governo, italia, mercati, mercato, mondo, notizia, nuovo governo, parlamento, persone, polizia, provvedimenti, punto di vista, stia, usa

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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