
A dimostrazione di quanto abbiamo sostenuto negli ultimi commenti scritti e pubblicati, ovvero che la discesa del Nasdaq sia temporanea e non strutturale, e legata peraltro, a questioni contingenti (dubbi sulla possibilità che le aziende del settore avanzato che stanno sviluppando l’intelligenza artificiale, possano non realizzare, nel prossimo futuro, i profitti attesi), venerdì scorso il Dow Jones è salito su nuovi massimi storici, con un rialzo del 2,5%. C’è stata quindi una rotazione di titoli da growth a value, verso il Dow Jones con Wall Street che comunque si è ripresa. Il ritorno degli acquisti sui ribassi, è stato generato all’attenuarsi dei timori per la disruption dell’intelligenza artificiale a breve termine e per la deleveraging forzata. L’S&P 500 è balzato dell’1,9% e il Nasdaq del 2,1%, trainati da un netto rimbalzo dei semiconduttori, con Nvidia, Broadcom e AMD in rialzo di oltre il 7% ciascuna, grazie alla selettiva riorganizzazione dell’esposizione da parte degli investitori dopo forti cali. I titoli ciclici hanno sovraperformato, con Caterpillar e Goldman Sachs in rialzo rispettivamente del 7,1% e del 4,3%, rafforzando l’idea della rotazione verso i settori value e quelli sensibili all’economia, di cui abbiamo scritto sopra. Nonostante l’impennata di venerdì, il Nasdaq ha comunque chiuso la settimana in calo dell’1,9%, riflettendo la persistente cautela riguardo alle valutazioni elevate, agli ingenti impegni in conto capitale per l’intelligenza artificiale e al rischio di esecuzione degli utili. L’S&P 500 ha chiuso la settimana in calo dello 0,1%, mentre il Dow Jones è avanzato del 2,6%.
VALUTE.
Che dire, l’unico movimento interessante è parso quello sullo jpy, con ribassi consistenti della valuta giapponese, in ragione del fatto che Takaichi sembra essere in netto vantaggio nell’elezione della camera bassa che le consentirebbe di attuare il programma di allentamento fiscale, indebolendo lo Jpy, almeno fino a prova contraria, rappresentata da Katayama, Ministro delle finanze e Bessent, Segretario di stato Usa, che invece sembrerebbero opporsi all’eccessiva debolezza della valuta e ad una sua ulteriore eventuale svalutazione. Senza dimenticare che in mezzo, c’è un certo Ueda, Governatore Boj che freme per alzare il costo del denaro, oggi allo 0.75%, con il decennale sopra 2.25%. Una situazione ingarbugliata che rischia di creare volatilità e ulteriore incertezza. Sull’EurUsd,i prezzi restano sopra 1.1800 dopo la tenuta di 1.170 con resistenze poste a 1.1870 e 1.1900. Chf sempre fortissimo, al di sotto di 0.9200 ormai a ridosso di 0.9150. Oceaniche in leggera correzione, anche se sopra i supporti chiave.
CINA, IL DOLLARO SCENDE E LA CINA….
Le riserve valutarie della Cina sono aumentate di 41,2 miliardi di dollari, raggiungendo i 3.399 miliardi di dollari a gennaio 2026, rispetto ai 3.358 miliardi di dollari di dicembre 2025. Si tratta del settimo aumento mensile consecutivo e del livello più alto da novembre 2015, sostenuto da un dollaro statunitense persistentemente debole. Nel frattempo, la Banca Popolare Cinese ha continuato ad aumentare le sue riserve auree per il quindicesimo mese consecutivo, con Il valore di queste riserve salito a 369,58 miliardi di dollari, rispetto ai 319,45 miliardi di dollari del mese precedente. Nel 2025, le riserve valutarie della Cina sono aumentate in 11 mesi, con un incremento di 155,512 miliardi di dollari nel corso dell’anno.
SETTIMANA ENTRANTE.
I ritardi nei dati dovuti alla chiusura parziale del governo statunitense hanno portato alla pubblicazione la prossima settimana sia del rapporto sull’occupazione (Non Farm Payrolls) sia dell’indice dei prezzi al consumo (IPC), destinati a influenzare entrambi i lati del doppio mandato della Federal Reserve. Saranno presentati anche i dati sulle vendite al dettaglio e sul costo del lavoro. In Asia, una settimana ricca di eventi sarà caratterizzata dalle elezioni anticipate in Giappone, dopo che le oscillazioni dello yen e dei titoli di Stato giapponesi hanno avuto un impatto sui mercati globali del reddito fisso quest’anno. Nel frattempo, il Regno Unito pubblicherà i dati sul PIL del quarto trimestre e sono attesi i dati sull’inflazione da Cina, Brasile e India. Sul fronte della politica monetaria, la Banca di Russia stabilirà i tassi. Infine, saranno presentati i risultati finanziari di McDonald’s, Coca-Cola, Cisco Systems, T-Mobile e Applied Materials.
FIDUCIA DEI CONSUMATORI USA
L’indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan è salito di 0,9 punti a 57,3 a febbraio 2026, segnando un terzo aumento mensile consecutivo e superando le aspettative del mercato di 55, secondo i dati preliminari. Nonostante il miglioramento, che dimostra comunque la tenuta del sistema americano, il sentiment è rimasto circa il 20% al di sotto del livello di gennaio 2025. I modesti miglioramenti nella percezione delle attuali finanze personali e delle condizioni di acquisto di beni durevoli sono stati in parte compensati da un leggero deterioramento delle aspettative aziendali a lungo termine. Le preoccupazioni per l’erosione delle finanze delle famiglie dovuta ai prezzi elevati e al rischio di perdita di posti di lavoro rimangono diffuse.
ARGENTO.
Venerdì, l’argento ha esteso il suo rimbalzo verso la soglia dei 78 dollari l’oncia, arrestando la svendita iniziata a fine gennaio, quando i mercati hanno valutato i solidi fondamentali del metallo a fronte di posizioni speculative eccessive che hanno innescato una volatilità senza precedenti nella storia. Nonostante il rimbalzo, i prezzi dell’argento hanno azzerato tutti i guadagni di quest’anno dopo aver raggiunto il record di 121 dollari il 29 gennaio, a cui ha fatto seguito il crollo innescato da un restringimento dei margini al Cme che ha innescato liquidazioni di posizioni. Tra i catalizzatori del crollo c’è stata anche la nomina di Kevin Warsh a prossimo presidente della Fed, che in precedenza aveva dichiarato di voler restringere il bilancio Fed, che equivale ad un drenaggio di liquidità paragonabile ad un rialzo dei tassi. I metalli preziosi si erano ripresi dopo che l’amministrazione presidenziale statunitense aveva accennato a tentativi di indebolire il dollaro, oltre alle preoccupazioni geopolitiche tra i membri della NATO e le potenze militari mediorientali. Allo stesso tempo, le scommesse speculative sull’argento, dovute al suo utilizzo industriale nell’elettrificazione e nelle infrastrutture di intelligenza artificiale, hanno contribuito al sentiment rialzista.
Saverio Berlinzani

Lascia un commento