Si fa più consistente il fronte del rifiuto del Partito Democratico da parte di esponenti di primo piano dei DS. Dopo Fabio Mussi anche Gavino Angius, leader della terza mozione al congresso di Firenze, ha annunciato che non farà parte del nascituro PD. In una nota Angius spiega che il suo dissenso “non è compatibile con la partecipazione alla fase costituente” che porterà alla nascita del Partito Democratico. “Di conseguenza – annuncia il leader della terza mozione – non parteciperò al comitato promotore votato dal nostro congresso che avvia la nascita del nuovo partito”. “E’ una decisione per me sofferta e difficile ma coerente con ciò che penso e sento” sottolinea Angius che insieme ad Alberto Nigra, Mauro Zani, Massimo Brutti e Mezzetti era stato eletto nel comitato promotore.
“Non penso che tutti i riformisti italiani stiano nel Pd. Credo nella necessità storica, oggi e domani, in Italia, di un’autonoma forza democratica e socialista, laica, riformista e parte integrante del Partito del socialismo europeo” sostiene Angius che nella lettera inviata a Fassino, nella quale sostiene che al congresso di Firenze non ha “avuto risposte soddisfacenti sulla collocazione internazionale del Pd e sulla laicità dello Stato”.
“Resto convinto – prosegue l’esponente DS-che l’esigenza politica essenziale non solo per noi era ed è la coesione politica dell’Unione, come condizione primaria per garantire al governo Prodi l’efficacia e l’affidabilità della sua azione riformatrice, di cui l’Italia ha bisogno nel quadro del bipolarismo italiano che vedo apertamente messo in discussione”.
Con l’uscita di Angius dal progetto del partito democratico, si fa più consistente l’ipotesi di un raggruppamento laico e liberalsocialista ancorato al socialismo europeo. Un raggruppamento che, secondo gli auspici del movimento per la Costituente laica e liberalsocialista di Bertinoro dovrebbe comprendere anche esponenti e circoli laici, liberali, repubblicani e radicali: un progetto, dunque, che va oltre la costituente socialista lanciata da Enrico Borselli a conclusione del congresso SDI di Fiuggi.
“I punti fermi della nostra proposta politica – ricorda Angius – erano: appartenenza al Pse, laicità, garanzia di una fase costituente aperta e non chiusa ai soli Ds e Margherita”. Il leader della terza mozione sostiene che “il dibattito congressuale ed il dispositivo inclusivo non hanno dato alcuna risposta politica concreta”. “Ho creduto profondamente – scrive Angius – in ciò che ho detto al congresso ed ho scritto nella mozione. Come ho rimarcato più volte non sono disponibile, e con me tanti altri compagni, ad uscire dal socialismo europeo e a rinunciare ai principi che abbiamo affermato in questa difficile battaglia congressuale”. “E’ chiaro ed evidente, come riportato dai più importanti organi di informazione, che da sabato i Ds sono sciolti e la fase costituente è largamente premeditata”, osserva Angius nella lettera in cui definisce il suo dissenso “incompatibile” con la fase costituente.
Dopo Mussi anche Angius lascia. Non aderirà al Partito Democratico
Si rafforza l’ipotesi di un raggruppamento laico e liberalsocialista che, secondo gli auspici del movimento per la Costituente laica e liberalsocialista di Bertinoro, dovrebbe comprendere anche esponenti e circoli laici, liberali, repubblicani e radicali: un progetto, dunque, che va oltre la costituente socialista lanciata da Enrico Borselli.

Lascia un commento