Qualunque sia il giudizio sul convegno di Chianciano e poi sulla Costituente Socialista partita il 14 luglio a Roma credo che il dato di fatto dal quale si debba partire sia che dopo 15 anni gran parte del mondo organizzato socialista, temo purtroppo non gran parte dell’elettorato del PSI craxiano, abbia deciso di riunirsi in un unico partito che credo a rigor di logica sarebbe giusto chiamare PSI. Il fatto nuovo è che sembra che si torni all’antico ovvero che si ritorni al sistema “una testa un voto” e che quindi si cercerà di creare un partito con dei veri iscritti e dei veri congressi locali e nazionali. Già solo questo fatto dovrebbe essere motivo di gioia per tutti coloro che come me rimpiangono i partiti della Prima Repubblica anche se come me non provengono dal mondo socialista. Alla fine il percorso iniziato a Bertinoro ha prodotto il ritorno del PSI, come avevo immaginato fin dall’inizio, il chè soprattutto se saprà essere un PSI il più possibile craxiano sarà un bene per l’Italia ma indubbiamente, non nascondiamoci dietro un dito, crea un problema per chi come me e come molti altri degli amici di Pensalibero socialisti non sono e magari sono laici, liberali, radicali o repubblicani come il sottoscritto. Lamentarsi del fatto che questo PSI risorto dalle ceneri giustamente si voglia collocare nel PSE, creando quindi difficoltà ulteriori a chi invece si è sempre rapportato con i liberaldemocratici dell’ELDR, e che voglia chiamarsi Partito Socialista Italiano pur essendo pronto ad allargarsi a tutto il mondo laico e liberale secondo me è un atteggiamento molto conforme alla nostra mentalità ma completamente suicida politicamente.
E se provassimo anche noi laici, liberali, radicali e repubblicani ovunque dispersi a ritrovarci e a costruire anche in Italia una casa laica, liberale, radicale e repubblicana con il riferimento comune europeo dell’ELDR? Perchè non cercare di costruire un manifesto di 10 punti , partendo magari anche dalle idee proposte da Capezzone con il suo network decidere.net prima tra tutte la flat tax, che unisca una politica estera occidentale che sia senza se e senza ma dalla parte di Stati Uniti ed Israele, un’europeismo convinto ma non supino, deciso a far valere le nostre ragioni e i nostri interessi in Europa, libertà e rigore in politica economica e sociale, la proposta per una società aperta e multietnica in cui i doveri e i diritti siano uguali per tutti e che difenda la laicità della Repubblica italiana da nemici vecchi e nuovi. Possiamo partire dal di qui per iniziare un percorso comune che ci porti ad un’unità che gli amici socialisti stanno cercando di realizzare? Questo è l’appello che lancio a tutti coloro che si sentono ancora laici, liberali, radicali e repubblicani sia che facciano parte di strutture organizzate sia che siano cani sciolti e liberi pensatori: l’Italia ha bisogno delle nostre idee e dei nostri principi, la minorità non ci ha mai spaventati e quindi non penso che questa folle sfida possa spaventare dei veri laici, liberali, radicali e repubblicani. Il problema è che il Governo Prodi sembra oramai il Titanic solo alla ricerca di un iceberg che lo faccia colare a picco e quindi il tempo stringe: mettersi in una prospettiva esclusivamente di elezioni Europee del 2009 potrebbe rivelarsi un errore fatale. Ritroviamoci al più presto: magari attorno al XX settembre, data che ci unisce tutti quanti, e aiutiamo per esempio Capezzone nelle sue battaglie sulle pensioni e sulle tasse. Infine quello che secondo me sarà il compito fondamentale per il Polo Laico Liberale Socialista e che solo esso per la sua storia e la sua natura potrà svolgere: essere il ponte, anche pungolando costantemente, tra il mondo socialista e il mondo laico liberale affinchè si arrivi al più presto ad avere una federazione laica, liberale e socialista perchè o si riuscirà a presentare agli italiani un progetto politico realmente nuovo che partendo dalle nostre culture e dai nostri principi fornisca risposte concrete e chiare ai problemi dell’Italia (senza aver timore di dire le cose come stanno anche in maniera brutale o di essere scambiati per grilli parlanti o peggio uccelli del malaugurio come capitò per anni al PRI di Ugo La Malfa) oppure il fallimento elettorale e politico sarà certo. Dopo anni passati in cerca di un posticino in tribuna non è forse il caso di tornare a giocare in mezzo al campo?
Federico Baldini

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