C’è da imparare tanto dalle reazioni alla sentenza sull’uccisione della studentessa britannica Meredith Kercher che ha visto, a Perugia, la condanna della studentessa americana Amanda Knox e del suo “fidanzato” Raffaele Sollecito, rispettivamente a 26 e 25 anni.
La lezione viene da quanto hanno scritto, dopo il verdetto della Corte di assise, i mass media statunitensi e quelli britannici.
Sono, è bene tenerlo a mente, gli stessi giornali e le stesse reti televisive, che rimbalzano rilanciandole direttamente nella lotta politica italiana, le più viete argomentazioni sulla magistratura italiana calpestata dalla politica e impossibilitata a restituire il nostro Paese alla normalità democratica. Per essere più chiari: ci sono giornali italiani specializzati nel ruolo di mega ufficio stampa di certi procuratori; i loro articoli vengono ripresi da alcuni giornali stranieri, in particolare inglesi e statunitensi, meglio se specializzati nel seguire ed orientare le notizie economiche e finanziarie; il cerchio si chiude con i giornali italiani che riprendono le notizie che i giornali stranieri avevano ripresi da loro.
Con la sentenza di Perugia è venuto fuori, dalle opposte reazioni in USA e Gran Bretagna, quanto l’attenzione per l’Italia di questi giornali sia pelosa.
I giornali britannici hanno esultato per la sentenza di condanna: nessun dubbio che Amanda e Raffaele fossero gli assassini. I giornali statunitensi hanno criticato, facendola a pezzi, la giustizia italiana.
Insomma: i maestri del giornalismo obbiettivo, della separatezza dei fatti dalle opinioni, si sono comportati come tifosi da stadio. Anzi, come il detestato presidente del Milan.
DOPO LA CONDANNA DI AMANDA PER GLI AMERICANI LA GIUSTIZIA ITALIANA NON E’ PIU’ SANTA
Con la sentenza di Perugia è venuto fuori, dalle opposte reazioni in USA e Gran Bretagna, quanto l’attenzione per l’Italia di questi giornali sia pelosa.

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