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DOPO I POLITICI MONA I …. MONAGER

I famosi “manager” hanno comprato prodotti finanziari “moderni” , sistemando i bilanci del proprio anno di gestione e, come nel caso dell’Atm, portandosi a casa come premio lo stipendio di una ventina di consiglieri comunali. Nella maggior parte dei casi, i “buchi” salteranno fuori dopo anni.

di Franco D'Alfonso | 10 Novembre 2007

Siamo ormai convinti da mesi che il problema è l’eccessivo costo dello stipendio dei consiglieri comunali , il cui ruolo dopo l’introduzione della riforma Bassanini è giusto quello decidere il prezzo dell’aranciata alla buvette consiliare :campagne mediatiche distinte e convergenti , che rispettano perfettamente tutti i canoni e le regole del lancio dei prodotti sul mercato , sono condotte dai diversi gruppi editoriali , producendo fatturato per i propri libri ed influenza politica per la propria lobby , individuando nei rappresentanti del popolo e nei gestori politici della cosa pubblica la sentina dei mali del Paese .
La complicità della pletora di clientes politici che affollano il “Parlamento dei Nominati “ e le maggioranze delle amministrazioni locali – alle quali ormai ci si iscrive direttamente, senza passare per un filtro partitico – regolarmente beccati ad assumere il fratello dell’amante ovvero ad aumentarsi le indennità di ogni genere e numero in qualsiasi occasione , fa il resto : tutti sono convinti che il vero primo passo per risanare il Paese sia ridurre il numero dei consiglieri comunali nel Comune di Caloziocorte !
Intendiamoci , non è che mi sfugga l’aspetto simbolico positivo che verrebbe dal mettere un freno a questa degenerazione da Sud America del primo Novecento , ma che questo sia ottenibile riducendo ulteriormente la democrazia e la possibilità di scelta popolare non è per niente convincente. Anche perché questa democrazia delle elite ricche e legate ad aziende e giornali che si sta impadronendo delle amministrazioni grandi e piccole attraverso banche, Camere di Commercio, Unioni Industriali, spesso spazzando via del tutto la mediazione politica formale, come a Milano , dove i ricchi hanno eletto la più ricca alla carica di Sindaco , sta creando delle vere e proprie voragini nei bilanci pubblici , nella maggior parte dei casi destinate ad emergere nei prossimi anni e quindi difficilmente attribuibili ai veri responsabili : nel caso strano nel quale il danno economico emergesse troppo presto , la notizia viene rapidamente seppellita e dimenticata da un sistema dell’informazione ferramente controllato da loro stessi , molto spesso con il lancio di campagne diversive per le quali gli imbecilli che popolano le assemblee elettive per nomina sono sempre pronti a fornire argomento. Non è ancora andata così a Bologna, dove gli amministratori locali hanno resistito eroicamente alla richiesta incredibile del Presidente dell’Unione industriali di fare una società mista ( ovviamente, per ragioni di efficienza,velocità etc) per gestire i 5 milioni di finanziamento pubblico per la progettazione della Nuova Tangenziale ( peraltro inutile perché non c’è traccia di fondi stanziati per la molto eventuale realizzazione della stessa per i prossimi dieci anni) : un modo nemmeno raffinato per dire che si devono spostare un po’ di costi di struttura sotto la voce “politica” e si vuole avere voce diretta in capitolo nel dare un contratto ad un progettista amico , dal momento che ora non ci si fida più dell’”intermediazione” della politica.
E’ andata così a Milano , dove la signora Moratti ha finito di rovinare quella che fu la macchina amministrativa di Maria Teresa , nominando grazie alla “Bassanini” , una ventina di eterogenei personaggi con curriculum discutibile ai vertici di tutti i dipartimenti con stipendi più simili a quelli di Figo e Ibrahimovic che a quello dei dirigenti comunali che arrivavano in tram in ufficio partendo dalle dignitose case piccolo borghesi di Città Studi e Porta Volta , facendola così grossa che la Corte dei Conti le ha richiesto il rimborso di qualche milione di euro : notizia e vicenda sparita dalle pagine dei giornali e nazionali dopo poche ore, dibattito in Consiglio Comunale chiuso nello stesso tempo senza alcun eco, mentre la macchina amministrativa del Comune sta andando, per valutazione pressochè unanime, rapidamente a rotoli.
Ma che dire di come è trattata questa incredibile vicenda dell’acquisto dei “derivati” di amministrazioni pubbliche ? I famosi “manager” , qualifica della quale si fregia ormai un numero notevole di persone che dalle parti del Nord Est definiscono familiarmente “monager” , hanno comprato prodotti finanziari “moderni” , sistemando i bilanci del proprio anno di gestione e, come nel caso dell’Atm, portandosi a casa come premio lo stipendio di una ventina di consiglieri comunali .A Milano l’imprenditore-amministratore di condominio Albertini , con il decisivo supporto del noto monager Porta ( già noto per aver traforato la gestione di Montedison ai bei tempi ) ha incassato e messo in bilancio 100 milioni di euro , girandone 36 (!) alla banca di appoggio come commissione , esponendo il Comune ad un beneficio massimo di 82 milioni ed una perdita potenziale di 420 (!!) : ad oggi, secondo Bloomberg, la perdita sarebbe di 215 milioni di euro. Tutta questa girandola di milioni, ovviamente non lascia alcuna traccia sul bilancio comunale e quindi non si sottopone al fastidioso rito dell’esposizione di cifre al parco-buoi del Consiglio, fino all’effettivo verificarsi della perdita, prevista (guarda caso..) per la legislatura amministrativa seguente !
Ma da Genova a Torino , da Vicenza a Trieste , nessuno sembra si sia astenuto dal ricorrere a queste operazioni che , se fatte nella gestione di una delle loro aziende di famiglia , le avrebbe portate al fallimento immediato .
Le stime di allora dicevano che Tangentopoli avesse provocato , a Milano, danni per 2-300 miliardi di vecchie lire . Meno della metà di quanto una sola operazione farà nell’azienda- Comune, gestita da manager e imprenditori infastiditi dalle lentezze della democrazia.

Franco D’Alfonso

Pubblicato in : Primo piano

Info Franco D’Alfonso

Conseguita la laurea in Giurisprudenza alla Statale di Milano, prosegue gli studi con il Master Business Administration, MBA conseguito alla Scuola di Direzione Aziendale dell’Università Bocconi. Dal 1984 al 1998 è stato manager in Fininvest e Mediaset, dove ha ricoperto la carica di direttore delle produzioni internazionali. La sua vita professionale in ogni caso è principalmente incentrata sulla consulenza aziendale nel campo della telecomunicazione e dei media, con esperienze in Alfa Romeo, Finmeccanica e Italtel. E’ stato inoltre amministratore delegato di numerose aziende in settori diversi, dalla discografia al turismo. Giornalista pubblicista dal 1975, è editorialista per quotidiani e periodici locali e nazionali. Socialista storico milanese, è animatore di vari circoli e organizzazioni nati dopo la dissoluzione del Psi. Dal 2006 al 2008 è stato vicepresidente dell’ANMC – Associazione Nazionale Mutilati Invalidi Civili di Milano. Dal 1992 al 1997 è stato Consigliere d’amministrazione del Piccolo Teatro di Milano, nel periodo della direzione artistica di Giorgio Strehler.
E’ stato coordinatore e organizzatore della Lista Milano Civica per Pisapia Sindaco, con il quale ha svolto l’incarico di Assessore al Bilancio.

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