• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Dopo elezioni 1/ La sconfitta guidata dal Pd è del Pd

di Franco D'Alfonso | 20 Marzo 2013

Il Pd ha messo in campo ancora una volta una alternativa non ritenuta credibile dagli elettori : il “bacio della morte” politico elettorale del Pd  è sempre attivo.

pdA costo di non essere originale credo che la doppia sconfitta ( o non vittoria , come qualcuno cerca di dire con involontario umorismo ) sia interamente da attribuire alle scelte del  PD ed alla  conduzione esclusiva della campagna elettorale da parte di Pierluigi Bersani.

All’indomani del secondo turno delle primarie avevo scritto . “ per la prima volta le elezioni si vinceranno o si perderanno non tanto perchè si portano a votare i “nostri” più o meno delusi che si erano rifugiati nel non voto o nella protesta , ma anche e forse soprattutto nell’intercettare i consensi lasciati in libertà dal disfacimento del Pdl e del centrodestra, contendendoli a Grillo ed al non voto.

 E’ successo che il  Centrodestra, rispetto alle elezioni politiche del 2008 ha perso per strada circa 7 milioni di voti, mentre il Centrosinistra ne ha persi circa 3,7 milioni che diventano 4,2 se si tiene conto del saldo negativo del confronto tra il voto a Rifondazione comunista e quello andato alla lista capeggiata da Ingroia, ma  la maggioranza dei voti in fuoriuscita è andata al Movimento 5 Stelle (circa 8,7 milioni),  il resto si è disperso tra la Scelta Civica di Mario Monti e liste minori. Se si aggiunge che il calo degli elettori rispetto alle elezioni politiche del 2008 è risultato di oltre 2,7 milioni, la competizione tra Centrodestra e Centrosinistra è risultata una gara tra gamberi, ovvero tra chi arretrava meno velocemente dell’avversario, tenendo conto che il punto iniziale di partenza era diverso in termini assoluti.

Insomma, la più grande migrazione di voti della storia delle elezioni repubblicane per la prima volta avviene non tra una maggioranza uscente e l’opposizione ma sceglie una terza via pur di non dare spazio a quest’ultima . Il Pd ha messo in campo ancora una volta una alternativa non ritenuta credibile dagli elettori : il “bacio della morte” politico elettorale del Pd  è sempre attivo e la comparsa in piazza Duomo del fantasma della sinistra che non sa governare , Romano Prodi , è lì a ricordarlo. Uso ancora parole scritte nel dicembre scorso :

“Nel Pd ci sono ancora molti che pensano che si possa arrivare al governo con una legge elettorale truffa che da’ la maggioranza avendo il 30% dei voti e che poi si governi con gli accordi con i centristi, con gli editori che hanno meno lettori che negli anni sessanta, con i poteri deboli che si credono forti e che credono che sia ancora eludibile un serio discorso di rapporto con i partiti ed i popoli dell’Europa, coprendosi dietro un qualche accordo con grand commis come Monti o Draghi, che sono membri di una comunità e di una cultura diversa , già internazionalizzata .Questa oligarchia apparentemente “light” che governa il Pd, che controlla il finanziamento pubblico di quasi 300 milioni di euro, che nomina parlamentari, che stabilisce carriere, non è adeguata a guidare una politica di governo di centrosinistra perchè antepone la propria sopravvivenza alla bontà ed alla liceità delle scelte.” 

La politica del Pd : tutto tranne l’essenziale

La non credibilità del Pd è legata alla riproposizione di modalità e logiche bocciate ripetutamente dall’elettorato ma risiede soprattutto nell’assoluta e continua mancanza di chiarezza della proposta politica a tutti i livelli . Nel programma sciorinato da Bersani “c’era tutto tranne l’essenziale” , come scrive Giovanni Cominelli in un articolo di cui peraltro condivido solo questa affermazione. Quale era la proposta del centro sinistra in materia economica, la trovavamo nelle parole di Fassina o in quelle di Letta ? Quale era la proposta di riassetto istituzionale , quella di chi condivide l’annullamento delle autonomie locali maltemperato da un “regionalismo” altrettanto centralista come tradizione che viene dal Pci o quella rivendicata dai sindaci di Milano, Genova , Cagliari da ultimi, che vedono nel Comune il centro del sistema delle autonomie e la base del federalismo ? Quale è la politica europea e quali sono i riferimenti proposti , la richiesta di maggiore democrazia e l’adesione al Pse di Hollande e Schultz, come Bersani ha detto solo fuori dai confini italiani e con convinzione minima  o l’acritica adesione alla Europa guardiana della moneta e della finanza di Draghi e della Bundesbank , il risultato verso il quale porta l’afflato liberista dei vari Morando?

Ancora una volta il “ma-anchismo” , il peccato politico originale del Pd, la volontà di non scegliere e non rischiare politicamente , il non volere nemici a sinistra, come da tradizione, ma non crearseli nemmeno a destra  è la causa profonda del fallimento elettorale e politico .

Come l’asino di Buridano il Pd è sempre più vicino alla morte per non aver deciso in quale secchio approvvigionarsi e non per il “destino cinico e baro” di saragattiana memoria..

Mea culpa, nostra culpa, nostra maxima culpa..

Non sarebbe onesto non ammettere che a questo turno esiste una nostra responsabilità nella sconfitta, intendendo con “nostra” l’esperienza arancione milanese, quella vera e non quella tarocca targata De Magistris giustamente cestinata e dimenticata dagli elettori quasi subito .

La Milano di Pisapia è stata per tutte le primarie non schierata nel  confronto fra Bersani , Renzi e Vendola . Purtroppo è prevalsa prima del secondo turno  la linea di chi riteneva fosse necessario invece schierarsi con la ipotesi ritenuta più affine , quella di  Bersani , attraverso la pronuncia a favore del segretario del Pd . Con questa dichiarazione, nemmeno lontanamente bilanciata e bilanciabile da scelte a favore di Renzi da parte di altri come chi vi parla che pure ci sono state, si è deciso di agire come supporter in una campagna di cui pure non si condivideva l’impostazione, considerando che il confronto politico dovesse farsi dopo e non prima dello scontro elettorale con il centrodestra . E’ stato un grave errore politico che ci porta tutti a condividere una responsabilità della sconfitta elettorale , con l’aggravante leggermente beffarda di essere stati quelli che, almeno a Milano ed in Lombardia, si sono maggiormente spesi ed impegnati sul campo. Nemmeno chi come il sottoscritto potrebbe a qualche titolo avanzare qualche fondato ed inascoltato  “ ve l’avevo detto “ può pensare di non avere responsabilità , essendo comunque convinto che nella “ gara dei gamberi” il nostro…crostaceo avrebbe prevalso seppure di una incollatura  permettendoci così di riaprire da una posizione di maggior comodità la questione politica.

La Regione Lombardia persa nell’election day

La consapevolezza di aver giocato e perso la partita regionale in Lombardia contro un centrodestra che difficilmente in futuro si presenterà in condizioni peggiori al nastro di partenza rende ancora più amara la sconfitta subita. Più volte abbiamo avuto , tutti , la sensazioni di essere finalmente in vantaggio politico e numerico dimenticandoci che l’handicap di tre anni fa era di 23 punti percentuali , un abisso di oltre un milione duecentomila voti che avremmo dovuto coprire grazie agli errori dei nostri avversari ed alle caratteristiche del nostro candidato Umberto Ambrosoli , che effettivamente tra voto alla Camera e voto Regionale ha recuperato quasi mezzo milione di consensi .

Non potevamo certo contare sulla qualità e l’intensità dell’opposizione svolta in aula in questi diciassette anni, quasi tutti passati a rincorrere affannosamente e con poche se non nulle idee originali : ma questo lo sapevamo e lo sapeva anche il Pd , che infatti ha scelto sin dal primo istante convintamente la candidatura al di fuori del proprio recinto, come mai fino ad ora aveva fatto.

L’abisso era grande e profondo e per superarlo avremmo dovuto fare come a Milano , non commettere nemmeno un errore perché non c’era margine di recupero . Purtroppo non è andata così.

Pubblicato in : Editoriale

Info Franco D’Alfonso

Conseguita la laurea in Giurisprudenza alla Statale di Milano, prosegue gli studi con il Master Business Administration, MBA conseguito alla Scuola di Direzione Aziendale dell’Università Bocconi. Dal 1984 al 1998 è stato manager in Fininvest e Mediaset, dove ha ricoperto la carica di direttore delle produzioni internazionali. La sua vita professionale in ogni caso è principalmente incentrata sulla consulenza aziendale nel campo della telecomunicazione e dei media, con esperienze in Alfa Romeo, Finmeccanica e Italtel. E’ stato inoltre amministratore delegato di numerose aziende in settori diversi, dalla discografia al turismo. Giornalista pubblicista dal 1975, è editorialista per quotidiani e periodici locali e nazionali. Socialista storico milanese, è animatore di vari circoli e organizzazioni nati dopo la dissoluzione del Psi. Dal 2006 al 2008 è stato vicepresidente dell’ANMC – Associazione Nazionale Mutilati Invalidi Civili di Milano. Dal 1992 al 1997 è stato Consigliere d’amministrazione del Piccolo Teatro di Milano, nel periodo della direzione artistica di Giorgio Strehler.
E’ stato coordinatore e organizzatore della Lista Milano Civica per Pisapia Sindaco, con il quale ha svolto l’incarico di Assessore al Bilancio.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti