
A Bolzano, dopo venti anni, vince la destra con Claudio Corrarati che va alla guida del Comune, seppure con un risultato di stretta misura, 51 per cento.
Sembra che a fare la differenza a favore della destra siano stati proprio i quartieri popolari.
Invece, nella seconda città dell’Alto Adige, vince a Merano una esponente della Südtiroler Volkspartei (Svp), battendo al ballottaggio il sindaco uscente, sostenuto da una rete di liste civiche di centrodestra.
Insomma, non è un buon risultato per il centro sinistra, anche se nel trentino la situazione politica è particolare per la presenza della Südtiroler Volkspartei (Svp).
L’altro dato preoccupante è il crollo della partecipazione: di poco superiore al 40 per cento in questa tornata elettorale di ballottaggi.
C’è motivo di riflessione per il centrosinistra. Uno schieramento ancora troppo diviso al suo interno, e incapace finora di rappresentare una vera alternativa alla destra meloniana e quindi di mobilitare la partecipazione dell’elettorato popolare.
Oltre ad un programma di giustizia sociale e ridistribuzione della ricchezza che ancora non è sufficientemente delineato, a mio avviso, manca una posizione unitaria e forte a favore della pace e contro il riarmo.
Sono due temi cruciali su cui senza chiarezza è difficile che la sinistra possa tornare a vincere.
Enrico Rossi

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