Che il guappo fosse dotato di un coraggio non comune si evince da un aneddoto presente nella “Bibbia napoletana” di Carlo Bernari, edita da Vallecchi nel 1961.
Don Gaetano, noto come l’infame di Porta Capuana, era solito proteggere la gente del rione da altri malviventi al prezzo di una modesta tassa mensile che, unita ad altri illegittimi proventi, gli consentiva di vivere da gran signore.
Un giorno, si diresse, in groppa al baio, in campagna insieme ad alcuni dei suoi uomini. Qui, nei pressi di un’osteria, si fermò in attesa di un misterioso ospite con cui aveva appuntamento a mezzogiorno in punto.
Per l’occasione era previsto un ricevimento in onore di una coppia di sposi.
Con notevole ritardo, la carrozza con gli sposi, i parenti e gli invitati al banchetto finalmente arrivò. Dopo un breve scambio di saluti un furente Don Gaetano afferrò lo sposo per i risvolti della giacca, ricordandogli il loro appuntamento.
Un’atmosfera di tensione regnava nell’aria.
Don Gaetano, vestito di alpagà nero, con una camicia di seta priva di colletto ed un panama a larghe falde in stile Al Capone, sudava copiosamente. Improvvisamente, un rumore di grida, di sedie rovesciate e di stoviglie rotte, accompagnò l’ingresso di quattro uomini che gettarono un corpo esanime sul tavolo. Uno di questi, un certo Mezzacapa, a cui il vaiolo aveva deturpato metà volto, invitò il guappo a riprendersi la propria roba.
Alla vista del cadavere tutti ammutolirono. Uno scontro stava per avere luogo.
Non appena gli fu riempito il bicchiere, il guappo lo sollevò per sputare ai piedi dell’avversario. Di fronte alla provocazione, Mezzacapa invitò Don Gaetano a seguirlo. Disarmato ad eccezione del bastone, il guappo lo seguì per la campagna. Si preparava, in condizioni di disparità, a sfidare la morte.
Cinque spari risuonarono nell’aria finché, nel silenzio assoluto, riapparve nell’osteria Mezzacapa. Era solo.
A questo punto, nel fuggi-fuggi generale, scoppiò una sparatoria nell’osteria.
Quell’episodio, di cui il velo ingiallito e rovinato dai buchi costituiva una chiara testimonianza, sarebbe rimasto per sempre impresso nei ricordi della sposa.
Monica Florio

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