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Discendenti del Foscolo

Ugo Foscolo quando vide il trattato di Campoformio ebbe un colpo al cuore. Pensò che il suo idolo Bonaparte, si fosse venduto all’Austria. Invece di marciare su Vienna le regalava Venezia. Il poeta cadde in uno stato di prostrazione profonda che lo segnò per anni. Foscolo era un genio letterario e non aveva informazioni che abbiamo noi due secoli dopo. La prima che l’esercito di Bonaparte era forte di ventimila uomini. Aveva combattuto contro un altro numeroso il doppio e sul punto di venir distrutto più volte.

di Riccardo Bruno | 26 Novembre 2025

Ugo Foscolo quando vide il trattato di Campoformio ebbe un colpo al cuore. Pensò che il suo idolo Bonaparte, si fosse venduto all’Austria. Invece di marciare su Vienna le regalava Venezia. Il poeta cadde in uno stato di prostrazione profonda che lo segnò per anni. Foscolo era un genio letterario e non aveva informazioni che abbiamo noi due secoli dopo. La prima che l’esercito di Bonaparte era forte di ventimila uomini. Aveva combattuto contro un altro numeroso il doppio e sul punto di venir distrutto più volte. La seconda, che il Direttorio aveva promesso all’Armata d’Italia altri quindicimila uomini e gliene aveva mandato tremila. La terza, che l’esercito austriaco si era ulteriormente rinforzato oltre il Tagliamento e sostituito i suoi comandanti che diciamo erano degli incapaci. Infine, che l’amata Venezia aveva accolto Bonaparte con sussiego e gentilezze, per affondargli una nave ormeggiata in porto annegando tutto l’equipaggio e sterminato a sorpresa una guarnigione francese lasciata a protezione.

Campoformio non fu un tradimento, fu il trattato di una necessità in cui Napoleone prese per il collo l’Austria sfruttando i successi ottenuti per nascondere tutte le sue debolezze. Fu allora che Metternich si convinse che Napoleone fosse principalmente un bluff, ma un bluff ben riuscito. Per il resto, il trattato di pace è un compromesso, come si vide presto, molto precario. Campoformio non durò due anni. Fu utile alle parti contraenti per smettere di ammazzarsi, e rimase per tutti i successivi trattati di pace napoleonici redatti in continuazione. Napoleone non era un conquistatore, voleva un accordo con i suoi nemici per lasciare la Francia indipendente e tutti questi trattati hanno fatto giurisprudenza. I trattati di pace che gli Stati Uniti d’America hanno stipulato con le tribù native, seguono il modello di Campoformio.

Il presidente Roosevelt quando volle evitare la guerra con la Russia comunista, cosa che Churchill avrebbe fatto volentieri, si attenne agli stessi principi napoleonici, lasciando a Stalin, mezza Europa. Da allora la logica di Yalta è subentrata a quella di Campoformio, ma ricalca perfettamente il trattato di Tilsit del 1807. L’America fece due ulteriori importanti trattati di pace, in Corea ed in Vietnam. In Corea, Truman aveva un discreto vantaggio. Poteva usare l’atomica sulla Cina. Preferì ritirarsi. In Vietnam l’America fu, escluso Lyndon Jhonson, realista. Poteva salvare parte dell’Indocina, non il corrotto regime di Saigon, impedendo alle forze comuniste di raggiungere il golfo dell’india.

.Il piano americano in discussione oggi è frutto di questo lungo e controverso processo diplomatico. In Italia, non ci sono propriamente degli esperti del settore. L’Italia in quanto tale, ha siglato, escluso Osimo che concerne i confini, un solo trattato di pace e subito lo ha contraddetto. L’unico caso di un paese vincitore che si lamenta di quanto sottoscritto. Da allora ce la si prende con gli americani che pure hanno lasciato a francesi, inglesi ed italiani predisporre i loro affari come ritenevano meglio.

Poi se uno solleva una questione di principio, non fa un compromesso con il suo avversario, continua a combattere. Qui sorge un problema specifico nella trattativa di Ginevra. Non sono né gli europei, né gli americani, né tanto meno gli italiani a combattere. Contro i russi combattono solo gli ucraini. Gli americani, né Obama, né Biden, né Trump, non ci pensano proprio. Se europei ed italiani avessero schierato i loro soldati, truppe europee sul campo, con Calenda commissario politico, il peso della trattativa in corso sarebbe molto diverso, come sarebbe stato diverso Campoformio se Bonaparte avesse avuto le truppe promesse e non Fouchè a dirgli che non sarebbero mai arrivate.

Il risentimento di Foscolo nei confronti di Napoleone si attenuò con il tempo. Già nel 1813 era tornato nell’esercito francese ed il giorno della battaglia di Waterloo, di stanza in Svizzera, Foscolo scrisse che la libertà dell’Italia sarebbe dipesa dalla Francia. Infatti l’Italia tornò oppressa. Che oggi l’Europa possa essere libera senza l’aiuto delle armi americane, per non parlare della sua politica, è bello da credere, quanto ancora tutto da vedere.

Riccardo Bruno

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l’Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all’Ufficio esteri del PRI diretto dall’onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l’Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

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