
L’articolo riguardava la morte di un giovane per droga durante una festa, e nel testo veniva riportato nome e cognome della vittima. Nell’esposto presentato dai familiari si denunciava l’eccessiva pubblicità data alla notizia e la violazione della riservatezza dei dati personali.
Il Consiglio dell’Ordine non ha rilevato però violazioni delle norme deontologiche e per questo ha deciso di non procedere disciplinarmente nei confronti del giornalista che ha agito nell’ambito e nei limiti del diritto di cronaca.
Per tutelare il diritto all’oblio, ha però chiesto al quotidiano in questione di rimuovere la notizia dal sito del giornale, oppure di togliere il nome e il cognome del giovane, oltre ad eventuali collegamenti video su altre piattaforme.

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