Dirigenti pubblici licenziabili, ma lo spoils system americano da noi resta ancora un miraggio
Secondo l’Anci la riforma Madia è comunque “un passo in avanti verso la semplificazione e la certezza delle procedure amministrative”.
Siamo lontanissimi dallo spoils system americano, ma è comunque un piccolo ma buon inizio. I dirigenti dei comuni, delle province e delle regioni che non raggiungeranno gli obiettivi amministrativi stabiliti con i programmi di governo e con le dotazioni finanziarie decise dalle rispettive giunti degli enti in questioni potranno essere demansionati, rimossi dagli incarichi e nell’ultimo dei casi addirittura licenziati. Sono questi i primi effetti della legge di riforma della Pubblica amministrazione approvata la scorsa settimana dal Senato su proposta del Governo. Come si diceva siamo lontani dal modello americano che agli occhi del mondo va in scena ogni 4/8 anni durante la fase di insediamento del nuovo presidente che prenderà possesso della Casa Bianca. Dopo le elezioni di novembre sino alla fine gennaio infatti negli Usa è il periodo della transizione quando cioè il “president elected” mette insieme la sua squadra di governo (ministeri e sottosegretariati) ma decide anche chi saranno i dirigenti e i funzionari primari che siederanno nei posti chiave dei dicasteri. Questo da noi non succede mai e quindi presidenti del Consiglio, di Regioni e Province e i sindaci, si devono “sorbire” da sempre il personale in forza per assunzione per concorso e per chiamata negli enti locali ad eccezion fatta con la riforma “Bassanini” del 1997 per la sola figura del segretario comunale scelto fiduciariamente dal primo cittadino in un’ albo professionale regionale. Da anni su queste colonne chiediamo una riforma della Pubblica amministrazione e della burocrazia che si adegui al mondo informatico 2.0 e all’intelligente sistema in uso da quasi centocinquant’ anni negli Stati Uniti d’America. Per ora accontentiamoci di questo inizio salutato con soddisfazione dagli 8500 sindaci italiani.
‘’Un passo in avanti verso la semplificazione e la certezza delle procedure amministrative. Se gli indirizzi della delega non verranno stravolti, potremo iniziare a lavorare su un modello di Pubblica Amministrazione piu’ moderno e vicino alle reali esigenze dei cittadini’’. Lo afferma il vicepresidente dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani con delega alla Pubblica amministrazione, Umberto di Primio, commentando il via libera definitivo del Senato al disegno di legge delega sulla riforma della Pubblica amministrazione.
‘’L’auspicio – afferma – e’ che la norma terra’ per davvero in considerazione la necessita’ per cittadini ed enti di avere conferenze di servizio in grado di decidere subito in modo chiaro e senza inutili dilazioni; nonche’ la necessita’ per i governi locali di poter contare su una dirigenza che si distingua per qualita’ professionale e con certezza di ruolo e funzioni’’.
Secondo l’esponente dell’Associazione dei Comuni, ‘’positiva certamente e’ anche la possibilita’ di poter avere, come piu’ volte richiesto dall’Anci, una figura apicale della dirigenza che sia capace di coordinare gli uffici ed attuare i programmi di governo cittadino’’.
Sul tema del personale, pero’, ‘’deve stigmatizzarsi – afferma Di Primio – come il problema sia rappresentato oggi piu’ che mai dalla elevata eta’ dei dipendenti degli enti locali, generata dall’irrazionale applicazione del blocco del turnover, e dalla necessita’ di una formazione continua che raramente nella Pubblica amministrazione e’ rinvenibile. Non resta che aspettare il testo del governo – conclude Di Primio – che confidiamo sia capace di recepire gli input che verranno dal mondo delle autonomie locali, vero ed unico termometro dello stato di salute e delle esigenze della societa’ e dei cittadini’’. Per ora sospediamo il giudizio sulla riforma proposta dalla giovane ministro Marianna Madia, sperano che possa prendere maggiore coraggio e intervenire con più determinazione nella asfissiante burocrazia e nel consolidato sistema di potere dei boiardi e dei funzionari di Stato.

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