
In quale cassonetto dell’immondizia è stata buttata la Costituzione, legge madre e guida per tutte le azioni tendenti allo sviluppo sociale e alla democrazia.
Quali le ragioni storiche sociali per trasformare così radicalmente i comportamenti dei cittadini, tra di loro e nei confronti delle Istituzioni.
Tutto parte dal boom economico degli anni sessanta dovuto allo sviluppo tecnologico e al mercato mondiale favorevole per i nostri manufatti.
Col passar degli anni le materie prime sono diventate sempre più care e i prodotti italiani hanno trovato difficoltà a competere con quelli degli altri Paesi.
I Governi italiani non hanno saputo interpretare, al momento giusto, le conseguenze delle nuove offerte più vantaggiose da parte dei Paesi concorrenti. Si è voluto assicurare un buon tenore di vita ai cittadini favorendo, anziché frenare la spesa facile favorita dal sistema delle rate di pagamento .
E’ mancata in Italia una politica di rigore condiviso. E’ stato tutto legittimato per mantenere un livello di vita superiore alle proprie forze economiche.
Ciò ha favorito lo sviluppo della Mafia, Nandragheta, Camorra, Droga, Estorsioni, Rapine, Usura. Lo Stato si è ammalato e indebitato. Le Istituzioni si sono lottate tra di loro a tutto vantaggio delle Lobby che hanno svalutato i Poteri e gli Ordinamenti Costituzionali.
I Poteri forti illegali hanno professato e imposto la religione del Dio denaro. Ne è scaturita la corsa all’illecito arricchimento, che è spaziato, quest’ultimo, dai rimborsi elettorali previsti per legge, all’esagerata indennità di carica per gli eletti a guidare il Paese, alle tangenti varie e all’accaparramento di privilegi nonostante, la vittoria del referendum contro il finanziamento pubblico ai partiti.
L’altro brutto fenomeno che ha reso debole l’Italia nel suo interno e verso l’Europa è stato il conflitto, in forma tribale, tra i partiti per il dominio politico sul territorio. Al governo Berlusconi non è stato concesso un attimo di tregua per dedicarsi ai problemi del Paese. Complice la Magistratura, marcatamente politicizzata, che non s’è data pace da quando è spuntato un altro avversario politico a difendere la democrazia e la libertà in Italia dopo il fenomeno di Mani Pulite.
Provvederà la storia a puntualizzare i comportamenti e le responsabilità che hanno portato l’Italia sull’orlo del precipizio dal quale difficilmente ci si potrà allontanare.
I primi segnali provengono dal Procuratore Nazionale Antimafia Piero GRASSO, che intervistato da Radio24, elogia il Governo Berlusconi e polemizza con Antonio INGROIA, Procuratore Aggiunto a Palermo, per le sue manifestazioni politiche.
Lo stesso Capo dello Stato non ha potuto più continuare a lanciare raccomandazioni ai politici per cambiare atteggiamenti di fronte alla crisi economica internazionale e italiana.
Berlusconi, avvertito il momento difficile per il Popolo italiano, si è dimesso per favorire un governo di unità nazionale.
Il Capo dello Stato, per sue considerazioni personali, ha preferito un governo di soli tecnici. Il risultato è stato subito negativo soprattutto per le giovani generazioni che sono state trascurate per salvare i Poteri forti. Molti piccoli e medi imprenditori, indebitati e insolventi hanno preferito uccidersi lasciando nel dolore mogli e figli.
Il pericolo, per fatti luttuosi che possono insorgere, oggi sono i giovani che guardano con rabbia i parlamentari che continuano a navigare con arroganza nel benessere, in barba alla dilagante povertà. La situazione greca dovrebbe indurre tutti a profonda meditazione.

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