“La Toscana rossa di Martini rappresenta un’anomalia rispetto al Paese, cresciuto del 4%, sotto la guida del Governo Berlusconi per quanto riguarda le esportazioni.
È evidente che siamo di fronte ad un “caso Toscana” (evidenziato dal rapporto Irpet 2005-2006 sul commercio estero della nostra Regione)”. Attacca duramente l’amministrazione regionale Maurizio Dinelli – Presidente del gruppo regionale di Forza Italia – che stigmatizza il dato negativo toscano in preoccupante controtendenza rispetto a quello nazionale.
“Il sistema economico che la sinistra non ha saputo ammodernare e rilanciare durante i decenni in cui ha governato la Toscana comincia a crollare sotto il peso dell’immobilismo amministrativo della Giunta Martini impegnata, al contrario, a gestire il fronte delle spartizioni di poltrone, a far durare fragili alleanze interne e più recentemente imprigionata tra la nuova “alleanza impossibile” con Rifondazione Comunista e la necessità di prendere decisioni in campo economico di chiaro stampo liberale e riformista, aperto alle sfide della globalizzazione.
I dati negativi delle esportazioni toscane costituiscono un campanello di allarme per il futuro del sistema produttivo interno.
Per chiunque mastichi minimamente un po’ di economia, il calo dell’export rappresenta l’inizio del disastro.
E di fornte a questa situazione il Documento di Programmazione Economico Finanziaria della Regione Toscana per l’anno 2007 letto in aula da Martini, è basato “sull’attesa riduzione del prezzo del petrolio” come recita testualmente! (mentre è noto che tutti gli economisti pronosticano l’aumento del petrolio fino a 100 dollari al barile).
Nell’attesa di quello che sarebbe un autentico “miracolo laico”, auspicato da Martini, si realizzi l’economia toscana continua ad andare sotto e i posti di lavoro diminuiscono.
Infatti la mancanza di materie prime e il divieto (da parte degli ambientalisti e della sinistra) di sfruttare quelle esistenti, come la geotermia o le fonti rinnovabili, condanna l’economia toscana ad un continuo calo determinando un’involuzione dal punto di vista reddituale per i cittadini toscani.
Siamo di fronte a leggi minimali di economia che, se ignorate, producono la drammatica realtà che tutti noi abbiamo di fronte.
Come spiegherà Martini ai toscani che il Governo Berlusconi ha realizzato un + 4% e la Toscana, che dovrebbe rappresentare un modello per il Paese con il futuro Governo Prodi, ha registrato un pesante –1,2%?
La “detoscanizzazione” dell’Italia rivendicata più volte dai vertici regionali e nazionali di Forza Italia trova oggi il suo triste fondamento.
Forza Italia, durante la seduta del “Parlamento toscano” per la discussione del Piano di Sviluppo Regionale, ha aperto al dialogo con la Giunta di Martini che adesso deve decidere se stare dalla parte della sinistra massimalista e radicale, perché tutto rimanga come prima e i segno meno continuino ad aumentare, oppure se intraprendere un serio e costruttivo dialogo con le forze di opposizione per dare risposte decisive al sistema economico-produttivo, così da incrementare benessere e posti di lavoro nella nostra Regione”.

Lascia un commento