“Una legge inutile, priva di contenuti che non apporta alcun significativo cambiamento alla normativa in vigore. La Regione ha perso la grande occasione di valorizzare in modo adeguato i corpi di polizia e garantire maggiore sicurezza ai cittadini toscani”. Questo il primo commento del capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Maurizio Dinelli e del consigliere regionale di Forza Italia, Alessandro Antichi, alla legge regionale sulla polizia comunale e provinciale approvata oggi in Consiglio regionale con il voto contrario di Forza Italia.
“E’ una legge frutto di una visione centralista e statalista della pubblica sicurezza – continuano Dinelli e Antichi. Invece di concentrare la sua attenzione sugli interventi per il rafforzamento, la formazione e l’aggiornamento professionale dei corpi di polizia locale, la giunta Martini sceglie ancora una volta di irrigidire gli apparati burocratici e accrescere l’incertezza normativa.
Passa così in secondo piano il ruolo degli operatori ed il loro rapporto con il territorio e dunque anche la tutela dei cittadini, che oggi più che mai considerano una priorità il tema della sicurezza nelle loro città.
Era necessario fare un salto di qualità – incalzano gli azzurri – investendo sulla formazione e sull’aggiornamento, sulle forme di collaborazione (sistematica) tra forze di polizia comunale e corpi di pubblica sicurezza, sull’integrazione strutturale delle misure di contrasto alla criminalità con le politiche sociali. Era inoltre opportuno dotare i corpi di polizia di maggiori risorse e garantire un organico adatto alla tipologia del territorio e al servizio che sono chiamati a svolgere.
In particolare – concludono gli azzurri – la maggioranza ha mostrato scarsa lungimiranza e sostanziale disinteresse nel respingere, senza neppure averle volute discutere, la proposta di istituire una scuola regionale per la formazione e l’aggiornamento della polizia locale; la richiesta di una reale indipendenza del Comandante da qualsiasi figura che non sia il Sindaco; la sollecitazione a costituire un’anagrafe dei Comandanti alla quale si possa accedere a seguito di una specifica formazione e dalla quale attingere per la copertura dei ruoli”.
In definitiva un’occasione mancata, anche per il pervicace rifiuto della maggioranza di aprire una seria discussione sulle proposte emendative avanzate, con spirito costruttivo e di leale collaborazione, dalla Casa delle Libertà.

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