
“Dimmi che non puoi finire”, il titolo è struggente, ha in sé un affanno, un patema; perché allude alla felicità, ma più che altro al pensiero di poterla perdere. Di questo parla Simona Sparaco nel suo ultimo romanzo pubblicato da Einaudi Stile Libero. La protagonista Amanda (nome affatto casuale, sta per ‘colei che deve essere amata’) fin da piccola vive nella consapevolezza che ogni situazione di felicità che la riguardi è destinata a finire, e sa (crede di sapere) persino il giorno in cui ciò accadrà grazie a una suo innato talento per la matematica: “Se i numeri mi venivano incontro, lo facevano sempre in serie per formare una data, e per avvertirmi che una felicità appena scoperta sarebbe finita per sempre.” Dunque, per scongiurare che questo accada, Amanda si premunisce, inibisce in sé qualsiasi sogno, progetto o scelta che possa farla sentire appagata. Non ha affetti, vive con la mamma che non chiama mamma, ma solo per nome, Emma. Il padre non c’è. Era piccola quando, condannato per bancarotta fraudolenta, fuggì in Sud America e per lei non è più esistito. Gli unici rapporti umani sono quelli con una vicina di casa, sua psicoterapeuta, e una soubrette, bòna, impudente, effimera. Amanda ha perso pure il lavoro e, così, accetta di fare la baby sitter a un bambino, Samuele. Non ama i bambini, dunque non potranno esserci coinvolgimento e gratificazione: è una garanzia affinché il lavoro possa durare. Ipotesi, però, presto smentita, perché Samuele la rispecchia in tutto: è un bimbo asociale, orfano di madre, con un padre completamente preso dal lavoro, in cerca di affetto. Inizia così un rapporto con il bambino e con suo padre che va a scalfire quell’approccio minimale, controllato, su cui Amanda aveva impostato una vita tutta in sottrazione (“Potevo imparare a guardarmi con i loro occhi, e lasciare la mia tana una volta per tutte. Ero pronta a incendiare la notte e anche il giorno”). Peraltro si sta avvicinando una scadenza, e nuovamente i numeri si fanno insidiosi. Questa volta Amanda dovrà scegliere. Correre il rischio di poter essere felice. Leggi tutto: http://www.toscanalibri.it/it/scritti/dimmi-che-non-puoi-finire-mica-facile-correre-il-rischio-della-felicita_3107.html

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