“L’assessore Montemagni è la prima persona a pagare il prezzo dell’alleanza fra la giunta Martini e Rifondazione Comunista. Nelle sue dimissioni sta tutta la contraddizione di Toscana Democratica incapace di aprirsi realmente al nuovo”.
Lo ha dichiarato il portavoce della Casa delle Libertà, Alessandro Antichi, commentando la notizia delle dimissioni dell’assessore al Bilancio Montemagni.
“Lo stesso comportamento di Martini è contraddittorio – prosegue il portavoce della Cdl che già nel suo intervento in aula sul nuovo PRS aveva chiesto al presidente di spiegare ai toscani “quanto costa e chi paga” il preannunciato confronto con Rifondazione – Da un lato Martini presenta un Piano regionale di sviluppo apparentemente innovativo; parla della necessità di una svolta riconoscendo di fatto gli errori commessi nel passato che hanno portato la nostra regione ad essere il fanalino di coda delle regioni del centronord.
Dall’altro il governatore apre il confronto con Rifondazione senza chiarire come saranno risolte le enormi divergenze programmatiche su temi strategici per il futuro della Toscana quali le infrastrutture, la politica energetica, il governo dell’immigrazione, la sostenibilità della spesa sanitaria, le politiche demografiche, il reperimento delle risorse, la liberalizzazione dei servizi pubblici.
Apprezzo – conclude Antichi – le dimissioni dell’assessore Montemagni che dimostrano la sua onestà intellettuale e la sua coerenza ma di fronte a tale situazione Martini non può continuare a fare come gli struzzi. La nostra regione ha bisogno di una svolta coerente e chiara con gli obiettivi che il documento preliminare sul PRS propone e non di aperture al nuovo di tipo solo stilistico o formale”.

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