Negli ultimi anni Lega 5Stelle e FdI hanno invocato spesso, ma solo a parole, la sovranità digitale e la sicurezza energetica del paese.
La realtà dei fatti ci racconta una storia diversa. Tra il 2016 e il 2020 i partiti sovranisti si sono mossi in una direzione diversa su suggerimento di Steve Bannon, allo scopo di consolidare le loro relazioni con la Casa Bianca di Trump e contemporaneamente con il Cremlino di Putin.
Sino al 2020 la convergenza parallela di “trumpismo” e “putinismo” ha offerto una preziosa copertura ideologica ai comportamenti “disinvolti” dei partiti populisti italiani ed europei e ai loro leader.
Sotto il profilo dell’analisi strategica e della promozione della cultura della sicurezza (2 compiti che la legge affida specificamente al DIS) viene spontaneo porsi la seguente domanda.
Perché i cittadini non sono stati allertati sui rischi conseguenti all’aumento della dipendenza digitale dalla Cina e di quella energetica dalla Russia?
La verità è che i partiti sovranisti (al governo e all’opposizione) dovrebbero rendicontare le ragioni e le radici delle loro scelte specifiche.
Più in generale tutto il mondo politico e il governo (sino all’arrivo di Draghi) hanno sottovalutato il dossier energetico e quello digitale.
Da un lato si è creduto al mito (illusorio) della sovranità digitale, dall’altro non si sono contrastate le crescenti interferenze russe (e cinesi).
Per la verità il Copasir durante le Presidenze Guerini, Volpi e Urso ha lanciato più volte l’ allarme sui pericoli della dipendenza in campo digitale e energetico, ma senza suscitare reazioni adeguate come ho gia’ accennato sino all’arrivo di Mario Draghi.
A questo proposito tre notizie di questi giorni meritano una particolare attenzione:
– secondo la CNN il controspionaggio del FBI avrebbe scoperto e disinnescato un tentativo di istallare sofisticate apparecchiature Huwaei in grado di interrompere le reti di comunicazione miltare del Pentagono in ambito nucleare;- Il 20 settembre prossimo – dopo un’ infinita di rinvii – Mark Zuckerberg sara’ interrogato (per ben sei ore) in merito al presunto coinvolgimento della sua azienda nello scandalo politico di Cambridge Analytica, proprio all’epoca in cui Steve Bannon era il vicepresidente della società.- pochi giorni fa Steve Bannon è stato incriminato per la sedizione armata e l’ assalto a Capitol Hill del 6 gennaio 2001 Cambridge Analytica ha avuto un ruolo significativo nella propaganda pro Brexit (vi ricordate il breve idillio tra Grillo e Farage?) nonché nella campagna presidenzuale di Trump.
Secondo quanto ha scritto ieri Michele Mezza su Huffington Post Cambridge Analytica (o i russi) potrebbero aver esercitato condizionamenti social in Italia nelle elezioni politiche del 2018.
Ieri nello stesso articolo su Huffington Post Michele Mezza giustamente sottolinea, inoltre, il ruolo cruciale che l’ Agcom potrebbe svolgere nei sessanta giorni della prossima campagna elettorale. Inserire Link
Alla AGCOM spetta – o almeno spetterebbe – svolgere una vigilanza quotidiana per garantire trasparenza, par condicio (e chiarezza sui finanziamenti) delle campagne social dei partiti in rete nonche’ – come ho suggerito le retribuzioni degli influencer ingaggiati.
Spiegare le ragioni della cresente dipendenza energetica dalla Russia e’ ancora più importante.
In una interessante intervista a Formiche il professore Polillo cerca di ricostruire le ragioni che hanno spinto l’ Italia a diminuire in modo significativo le importazioni di gas dall’ Algeria e aumentarle dalla Russia nell’ ultimo decennio.
L’ incremento crescente delle importazioni di gas dalla Russia è iniziato nel 2009.
Il mercato energetico è – come tutti sanno fortemente condizionato – da fattori extra economici e spesso direttamente politici (si pensi alla influenza trasversale di Putin sulla Germania di Schroeder e della Merkel).
In Italia cosa é successo? Forse Berlusconi, La Russa, Frattini o Tremonti, Marini – solo per fare qualche nome di esponenti del governo dell’ epoca – possono spiegarci come e perché e’ iniziata questa brutta storia del gas russo che non alimenta soltanto la disinformazione, ma colpisce cosi’ pesantemente sulla vita delle famiglie e sull’ andamento delle imprese?
Marco Mayer

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