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Digitale ed energia: spia dei legami dei nostri partiti sovranisti con Trump e Putin

Sino al 2020 la convergenza parallela di “trumpismo” e “putinismo” ha offerto una preziosa copertura ideologica ai comportamenti “disinvolti” dei partiti populisti italiani ed europei e ai loro leader. Di Marco Mayer

di Marco Mayer | 25 Luglio 2022

Negli ultimi anni Lega 5Stelle e FdI hanno invocato spesso, ma solo a parole,  la sovranità digitale e la sicurezza energetica del paese. 

La realtà dei fatti ci racconta una storia diversa. Tra  il 2016 e il 2020 i partiti sovranisti si sono mossi in una direzione diversa su suggerimento di Steve Bannon,  allo scopo di consolidare le loro relazioni con la Casa Bianca di Trump e contemporaneamente  con il Cremlino di Putin.

Sino al 2020 la convergenza parallela di  “trumpismo” e “putinismo” ha offerto una preziosa copertura ideologica ai comportamenti “disinvolti” dei partiti populisti italiani ed europei  e ai loro leader.

Sotto il profilo dell’analisi strategica e della promozione della cultura della sicurezza (2 compiti  che la legge affida specificamente  al DIS) viene spontaneo porsi la seguente domanda.  

Perché i cittadini non sono stati allertati sui rischi conseguenti all’aumento della dipendenza digitale dalla Cina e di quella energetica dalla Russia? 

La verità  è  che  i partiti sovranisti (al governo e all’opposizione) dovrebbero rendicontare le ragioni e le radici delle loro scelte specifiche. 

Più in generale tutto il mondo politico e il governo (sino all’arrivo di Draghi) hanno sottovalutato il dossier  energetico e  quello digitale. 

Da un lato si è  creduto  al mito (illusorio) della sovranità digitale, dall’altro non si sono contrastate le crescenti interferenze  russe (e cinesi). 

Per la verità il Copasir durante le Presidenze Guerini, Volpi e Urso ha lanciato più volte l’ allarme sui pericoli della dipendenza in campo digitale e energetico, ma senza suscitare reazioni adeguate come ho gia’ accennato sino all’arrivo di Mario Draghi.

A questo proposito tre notizie di questi giorni meritano una particolare attenzione: 

– secondo la CNN il controspionaggio del FBI  avrebbe scoperto e  disinnescato  un tentativo di istallare sofisticate apparecchiature Huwaei  in grado di interrompere le reti di comunicazione miltare del Pentagono in ambito nucleare;- Il 20 settembre prossimo – dopo un’ infinita di rinvii –   Mark Zuckerberg sara’ interrogato (per ben sei ore)  in merito al presunto coinvolgimento della sua azienda nello scandalo politico di Cambridge Analytica, proprio all’epoca in cui Steve Bannon era il vicepresidente della società.- pochi giorni fa Steve Bannon è stato incriminato per la sedizione armata e l’ assalto a Capitol Hill del 6 gennaio 2001 Cambridge Analytica ha avuto un ruolo significativo nella propaganda pro Brexit (vi ricordate il breve idillio tra Grillo e Farage?) nonché nella campagna presidenzuale di Trump. 

Secondo quanto ha scritto ieri Michele Mezza su Huffington Post Cambridge Analytica (o i russi) potrebbero aver esercitato condizionamenti social in Italia nelle elezioni politiche del 2018.

Ieri nello stesso articolo su Huffington Post Michele Mezza giustamente sottolinea, inoltre,  il ruolo cruciale che l’ Agcom potrebbe svolgere nei sessanta giorni della prossima campagna elettorale. Inserire Link 

Alla AGCOM spetta – o almeno spetterebbe – svolgere una  vigilanza quotidiana per garantire trasparenza, par condicio (e chiarezza sui finanziamenti)  delle campagne social dei partiti in rete nonche’  – come ho  suggerito le retribuzioni degli influencer ingaggiati.

Spiegare le ragioni della cresente dipendenza energetica dalla Russia e’ ancora più importante.

In una interessante intervista a Formiche il professore Polillo cerca di ricostruire le ragioni che hanno spinto l’ Italia a diminuire in modo significativo le importazioni di gas dall’ Algeria e aumentarle dalla Russia nell’ ultimo decennio. 

L’ incremento crescente delle importazioni di gas dalla Russia è iniziato nel  2009. 

Il mercato energetico è –  come tutti sanno  fortemente condizionato  –  da fattori extra economici e spesso direttamente politici (si pensi alla influenza trasversale di Putin sulla Germania di Schroeder e della Merkel).

In Italia cosa é  successo? Forse  Berlusconi, La Russa,   Frattini o Tremonti, Marini  –  solo per fare qualche nome di esponenti del governo dell’ epoca  –  possono spiegarci  come e perché e’ iniziata questa brutta storia del gas russo che non alimenta soltanto la disinformazione, ma colpisce cosi’ pesantemente sulla vita delle famiglie e sull’ andamento delle imprese? 

Marco Mayer 

Pubblicato in : EditorialeTag: 20 settembre, anni, azienda, berlusconi, campagna elettorale, casa bianca, cina, draghi, elezioni, elezioni politiche, germania, governo, guerini, intervista, italia, lega, mario draghi, mercato, merito, merkel, mondo, opposizione, putin, tremonti

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

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