• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Digital RenzAkt di Giuseppe Mele

di Redazione Pensalibero.it | 17 Gennaio 2016

Digital RenzAkt di Giuseppe MeleUna spiegazione. Digital Renz Akt è un volume per buddies, bandìti, bandisti e bànditi sul perché e come l’Italia resti, a prescindere dagli investimenti materiali, digitalmente divisa. Più, che nei fatti, nella testa. Il digital divide è ben poca cosa rispetto al la divisione netta e sempre più peggiorata esistente materialmente nel territorio. Comunque ne è conseguenza inevitabile. La crescita non è quella del numero dei click. Il digitale in Italia ha vissuto una sua vicenda particolare, subendo la Rottamazione teorizzata dal Premier digitale, molto prima del suo avvento. Così gli ultimi e prossimi flop, da Digital Venice a Venaria Reale, dall’Italia log in, allo Spid che non è una malattia, alle nomine ed alle contorsioni dell’Agenzia Digitale, fino ai miliardi per la banda larga, stanziati sempre a due anni, non hanno toccato troppo gli attori di un settore abituato anche a peggio. Raccolta di articoli tra cronaca e vicenda politica, si cimenta attraverso le due sezioni, Digitale e Stampa, nel tentativo di interpretare la politica digitale nel periodo 2010-4, come parte della normale contesa economica e sociopolitica, senza soggiacere alla consueta tentazione di vedere la tematica dell’innovazione digitale, come neutra tecnologia o pratica di una logica efficienza. Fondamentale ad esempio nella storia della tecnologia contemporanea l’impatto giudiziario, all’estero concentrato sul problema dei diritti, in Italia sulla lotta della politica per mentite spoglie. Quando le due cose si incontrano, si realizza il terremoto del 2013 tra Telco francesi, spagnole e italiane. Cadono molti miti a partire dalla bontà intrinseca di Internet, dall’importanza delle competenze, dall’insistenza europea da Delors in poi nel credere alle favole, dalla democraticità delle Consultazioni on line, interattive come il marmo, la cui reale rappresentanza e rappresentatività sono nulle; o dalla capziosa propaganda senza dati di fatto dell’infoproviding. Le grandi kermesse presentate come espressioni culturali non dovrebbero vergognarsi di essee nient’altro che fiere del mobile virtuale destinato a trasformarsi in materiale, destinato a trasformarsi in virtuale.

Presentazione del libro 

18 gennaio h17.30 presso Fuis piazza Augusto Imperatore 4. 

Modera l’editore

Luca Rampazzo

Intervengono

Franco Lombardi

Presidente Asati
Antonio Preto

Commissario Agcom
Maurizio Matteo Dècina 

Esperto Tlc
Alessandro Cucchi

Segretario UilCom Roma Lazio

Riccardo Lucarelli
Rete liberale
Messaggio di
Giorgio Benvenuto

Sarà presente l’autore
Leolibri edizioni
http://www.leolibri.it/content/digital-renzak

Come per le tasse ed il debito pubblico, anche su Internet e dintorni ci sono dei veri e propri diktat da eseguire. Per le tasse, gli ordini sono europei; invece per il mondo digitale come per la finanza, la fonte di governo è l’America di cui l’Europa si fa tramite. Deutsche Telekom illustra così i risultati della politica europea: “Internet è presidiato da Google, Facebook e Amazon. Le alternative offerte dall’Europa sono pressoché nulle. Nel software primeggiano Microsoft, Oracle e IBM, nel mobile a farla da padroni sono la sudcoreana Samsung e l’americana Apple. Nella telefonia ‘pura’, le europee sono dietro i giganti nipponico NTT ed Usa AT&T. Le stelle dell’industria europea versano in condizioni estremamente difficili.” C’erano un tempo, le grandi telecomunicazioni ed informatica italiane, nel nome di Marconi, l’inventore dello spettro radio. Non si tratta di Olivetti, ma di Italcable, Sip, Sogei, Italsiel, poi Finsiel. Craxi prima del diluvio voleva creare, sull’esempio della chimica, Olisiel, fondendo l’informatica pubblica con quella privata. Non se ne fece di nulla evitando almeno gli scandali. Oggi, dal social al tablet, dalle infrastrutture all’hardware fino agli OTT, tutta l’offerta è un monopolio americano. Il ricco mercato italiano è in mano a quell’offerta, per la quale le nostre imprese del settore lavorano da intermediari subordinati. Il governo non ha competenze su un settore che di anno in anno più si estende più si fa specialistico. Soprattutto non vuole parlare con quelle imprese e con i centri che le hanno. Lo fa per scelta politica, poichè non vuole essere distratto dal compito che si è dato, il Digital RenzAkt, appunto. Il Dra si traduce in alcuni compiti, quali organizzare al meglio i consumatori italiani di digitale; facilitare la vendita e l’assistenza da remoto, che qui significa dall’estero; far credere che la Rete abbia quell’autorità didattica che un tempo aveva la televisione pubblica. In soldoni, bisogna diffondere il più possibile banda larga, ecommerce e Internet delle cose per la vendita straniera. Fra le pieghe non vista c’è la rinuncia a sostenere la produzione, massimamente quella da export. C’è la difesa della piccola, diffusa, frammentata informatica, legata agli enti locali e dintorni che di per sè impedisce economie di scala produttive. C’è, connesso a tutto ciò, il mito delle start up. C’è la dialettica distorta secondo bisogni e desideri apicali tra il più grande cliente digitale (Pubbliche amministrazioni) ed il fornitore privato. Tutto ciò appare un incredibile e irrazionale suicidio ecosociale, quasi non credibile alla stregua di tanti complottismi. Negli altri paesi si preoccupano: il ministro francese dell’Economia Montebourg diceva: “Non vogliamo diventare una colonia digitale dei giganti mondiali di internet”. Nel nostro si è felici e purtroppo si spiega benissimo. Il digitale è da tempo unione di Internet e TV. Lo sposalizio è stato in passato impedito a tutti i costi, dalla politica terrorizzata dall’incapacità di Rai e dai fallimenti di De Benedetti. Di fronte al rischio dell’entrata di Berlusconi nelle telecomunicazioni, l’unica soluzione accettabile per i partiti di governo è affondare la produzione interna ed affidarsi del tutto ai monopoli stranieri che hanno già Internet, i cellulari, le mappe interattive, l’ecommerce e domani avranno anche gli Internet Tubies.

Di questo si occupa, raccontando 5 anni di cronaca delle politiche settoriali, Digital Renz Akt di Giuseppe Mele preceduto nelle introduzioni da esperti quali Davide Giacalone, Maurizio Matteo Dècina ed Alessandro Cucchi. Il libro verte attorno agli ultimi 5 anni di politiche digitali e degli eventi che hanno avuto protagonisti l’Agid, l’Agcom, l’Antitrust, Telecom e le altre Telco, le Emittenti televisive e l’impatto degli Over the top con particolare attenzione al lavoro digitale. Un punto di vista spesso sottovalutato, che l’autore, cui si devono le tesi sul Digitale dell’ultimo congresso Uil e UilCom, ha maturato dalla posizione di notista e rappresentante sindacale di società Tlc, e di referente UilCom e Uil per i gruppi di lavoro Agid.

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, apple, berlusconi, consumatori, costi, craxi, debito pubblico, estero, europa, governo, italia, kermesse, lavoro, mercato, mercato italiano, mondo, politica europea, punto di vista, rai, riccardo, roma, rottamazione, soluzione, stranieri, tasse

Info Redazione Pensalibero.it

Redazione della testata

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti