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La strategia di difesa USA si sta evolvendo per contrastare i droni nemici attraverso l’integrazione di sistemi intercettatori a basso costo e il potenziamento tecnologico dei Marines. In particolare, 10.000 droni intercettatori Merops sono stati dispiegati in Medio Oriente per difendere le basi, mentre i Marines nel Baltico testano nuove tecnologie per proteggere le infrastrutture strategiche. Per approfondire le operazioni dei Marines. La situazione attuale della difesa statunitense vede una massiccia mobilitazione tecnologica e umana per contrastare la crescente minaccia dei droni, specialmente nel contesto del conflitto in Medio Oriente. Gli Stati Uniti hanno cambiato approccio alla difesa aerea, passando da costosi missili a sistemi più economici e scalabili, spesso basati sull’esperienza maturata in Ucraina. Per supportare le operazioni contro le forze iraniane e garantire la sicurezza delle rotte marittime, il Pentagono ha disposto nuovi dispiegamenti.
È stato approvato l’invio di un’unità di spedizione dei Marines (MEU) e di un gruppo anfibio pronti all’azione per contrastare gli attacchi iraniani nella regione. La nave d’assalto anfibio USS Tripoli è in viaggio verso il Medio Oriente per aiutare a riaprire lo Stretto di Hormuz, vitale per il traffico petrolifero globale. Lo scenario attuale (marzo 2026) è caratterizzato da un’escalation militare diretta tra gli Stati Uniti e l’Iran, avviata con l’operazione statunitense Operation Epic Fury il 28 febbraio 2026. La situazione è in rapida evoluzione e vede un massiccio dispiegamento di nuove tecnologie anti-drone e truppe specializzate per far fronte a un numero senza precedenti di attacchi nemici. La strategia degli Stati Uniti, sotto la presidenza di Donald Trump, mira esplicitamente a un cambio di regime a Teheran. Il 22 giugno 2025 gli USA hanno colpito tre impianti nucleari iraniani. Più recentemente, a marzo 2026, l’Iran ha risposto con attacchi di droni e missili contro ambasciate (Riad) e basi americane in Qatar e Iraq. Solo negli Emirati Arabi Uniti sono stati intercettati oltre 1.000 droni e centinaia di missili in una singola ondata di attacchi. Le forze USA hanno dichiarato di aver colpito il vettore di droni iraniano Shahid Bagheri poco dopo l’inizio dell’offensiva.
Per contrastare l’arsenale iraniano (stimato fino a 80.000 unità), il Pentagono ha accelerato la distribuzione di sistemi economici ma tecnologicamente avanzati. Gli USA hanno dispiegato circa 10.000 intercettatori Merops dotati di intelligenza artificiale per abbattere i droni kamikaze Shahed.
Questi sistemi riducono drasticamente i costi di difesa; un Merops costa circa 14.000-15.000 dollari, a differenza dei missili da crociera che costano milioni. Kiev ha fornito supporto agli USA condividendo l’esperienza operativa acquisita contro i droni russi. Il Pentagono sta riposizionando le sue forze d’élite per garantire la sicurezza marittima e supportare le truppe di terra. È in corso il movimento di circa 5.000 Marines e nuove navi da guerra verso il Medio Oriente. La nave d’assalto anfibio USS Tripoli è stata inviata per monitorare lo Stretto di Hormuz e contrastare le minacce alla navigazione. L’escalation ha portato al massimo livello di allerta anche le basi americane sul suolo italiano. Sono state adottate misure straordinarie presso la base USAF di Aviano e monitoraggi intensificati a Sigonella e Camp Ederle per il rischio di ritorsioni. Le stime suggeriscono che il conflitto contro l’Iran possa costare agli USA fino a 2 miliardi di dollari al giorno. Il Presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che la guerra continuerà finchè gli Stati Uniti e Israele non se ne pentiranno. “Trump e’ stato raggirato da Netanyahu e indotto a iniziare la guerra, e ora agisce sotto il suo controllo”, ha affermato Ghalibaf in un post sui social media. “Riguardo ai gravi crimini che hanno commesso, l’Iran non fa piu’ ‘alcuna distinzione’ tra gli Stati Uniti e il regime sionista”. Diverse esplosioni nelle zone occidentali e orientali di Teheran sono state udite da una troupe televisiva cinese durante una nuova ondata di attacchi israeliani sulla capitale iraniana. Le esplosioni si sarebbero verificate anche nei pressi del Ministero della Difesa iraniano. Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno successivamente annunciato di aver lanciato una nuova ondata di attacchi aerei su Teheran. L’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim ha riferito che le difese aeree della città erano state attivate per contrastare obiettivi ostili statunitensi e israeliani.
Giuseppe Basilico

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