Credevamo di aver visto tutto, dopo la vicenda dei Dico, rapidamente diventati Direi ma non posso, orrendo pastrocchio che secondo lo stile della politica italiana, molto attenta a non chiamare mai le cose con il proprio nome, aveva proposto il riconoscimento di qualunque forma di contiguità fra persone, comprese le riunioni di condominio e l’ambigua relazione fra Titti e Gatto Silvestro, per mascherare l’unica soluzione veramente necessaria, ovvero il riconoscimento dei diritti – e dei doveri – delle coppie di fatto. Ma naturalmente ci sbagliavamo perché, se c’è una caratteristica veramente originale del nostro sistema politico, sta certamente nella capacità di sorprenderci scendendo sempre più in basso e, laddove ciò sia impossibile, trivellare il suolo. Ebbene, per l’anno appena iniziato si annuncia l’era dei Didorè, acronimo che con il solo fonema già dovrebbe allarmarci parecchio. Perché i due autori della proposta di legge, Brunetta e Rotondi, sono partiti dal presupposto che questa volta, per tentare di confondere le acque ma soprattutto la vista lunga dei censori in servizio permanente effettivo – tranne che per se stessi – era necessario un tentativo di distrazione da asilo infantile. Ma quante belle figlie Madama Didorè, le voglio maritare…ed infatti il succo della proposta è questo, ovvero Diritti e Doveri di Reciprocità, in parole poverissime, e perciò pericolose, riconoscimento e tutela delle coppie di fatto senza discriminazione di sesso. Vuoi vedere, devono aver pensato i due geniali estensori, che se proponiamo una bella canzoncina da giardino d’infanzia, una filastrocca innocua per bambini ingenui, forse quegli eterni bambinoni che siamo chiamati a governare sentiranno il richiamo dell’infanzia e si decideranno a metter riparo ad una palese inciviltà?! In effetti, ha funzionato, perché il primo a rispondere all’appello è stato uno dei massimi esperti dell’infantilismo nazionale, quello spiritoso ragazzone di Maurizio Gasparri che, dopo aver simpaticamente salutato Obama come sostenitore di Al Qaeda – ma si faceva per scherzare – non ha ancora imparato il valore del silenzio ed ha immediatamente dichiarato: “I Didorè non saranno mai messi all’ordine del giorno”, con ciò dimostrando per l’ennesima volta di che pasta, di quale rigore morale, di quale inflessibilità siano fatti i nostri governanti. Che hanno riconosciuto a se stessi da gran tempo il diritto ad usufruire dei Pacs e dunque a tutelare le loro compagne – anzi, diciamola alla Ruini, conviventi more uxorio – ed i figli nati al di fuori del matrimonio, e dunque sono seriamente impegnati ad impedire che i cittadini italiani usufruiscano dello stesso diritto, perché se un privilegio si estende a tutti, e diventa per l’appunto un diritto, perbacco, ma allora uno in parlamento cosa ci va a fare?! Il bene del paese?! Ma non scherziamo, via. Proibire si deve, proibire con forza ciò che con altrettanta generosità si è concesso a se stessi, e con ciò ribadire nella testa dei sudditi l’abissale distanza che li divide dal potere. Naturalmente, siamo appena agli inizi, la Befana non è ancora passata e dunque la Binetti è impegnata a distribuire il carbone ai gay, ma ci aspettiamo una sua pronta presa di posizione appena conclusa la faticaccia dell’Epifania, mentre l’Udc del convivente pluriennale Casini si è già collocata sulle barricate della difesa del matrimonio e si attende da un momento all’altro la cannonata ufficiale della Cei, seguita da quella dell’Osservatore Romano, rafforzata dall’artiglieria di Schifani…e sarà divertente vedere cosa farà il fresco convivente Fini, un altro che ha eseguito la rottamazione della moglie con una di vent’anni più giovane, che per sua fortuna – e lo diciamo senza ironia – è tutelata dal privilegio parlamentare, mentre tutte le Marie Rossi di questo paese sono esposte all’imperscrutabile – e non sempre benevolo – capriccio della sorte. Seguirà l’immediata convocazione di un’altra piazzata alla Family Day, sostenuta dalla stampa amica che concorrerà a reiterare nelle anime semplici la mistificante affermazione che il riconoscimento delle coppie di fatto non è un contratto ma un vero e proprio matrimonio, volto per giunta a sbeffeggiare tutti coloro che credevano di aver formato una famiglia davanti al prete od all’ufficiale di stato civile e che non sono in vena di soffermarsi a pensare sulla incontrovertibile realtà, da noi ripetuta fino alla nausea, che il matrimonio non è per tutti, non per una differerenza sessuale ma per una serie di difficoltà legate alle circostanze di vita. Insomma, ci pare chiaro che nell’oroscopo per l’anno 2009 di questo paese si possa fare la seguente previsione: dopo un’apposita enciclica papale, seguita da una manifestazione dell’Opus Dei, rinforzata da un corsivo di Sandro Bondi e conclusa da un’omelia di Bruno Vespa, i Didorè finiranno nello stesso cestino dove sono finiti i Dico, insieme alla presunta democrazia nella quale crediamo di vivere, che non prevede la tutela delle minoranze a meno che queste non siano costituite da parlamentari, giornalisti, militari e tutte le altre lobbies che si sono già autoriconosciute i Pacs. Per cui, alla luce di questa purtroppo scontata previsione, ci sentiamo di augurare buon anno non tanto agli incivili ipocriti che ci governano, ma a tutte le Marie Rossi di questo paese: che la sorte sia buona con voi, e non faccia morire il vostro compagno, magari in un incidente sul lavoro, lasciandovi in mezzo ad una strada per poi sentirvi dire in tribunale che per la legge italiana voi non esistete. Non potendoci appellare alla legge, che non è mai uguale per tutti, ci appelliamo al Fato: su questo ormai si reggono le vite dei cittadini italiani. Auguri.
ChiBo

un pò ci mancavano questi “battibecco” tra chi.bo e puccio.. diciamocelo!
da cattolica che si è sposata in Chiesa sono d’accodo con Chi.bo che c’è chi fa della religione un uso strumentale ed in malafede. Regolamentare le unioni di fatto non è un assalto al matrimonio tradizionale. Chi desidera sposarsi in chiesa o in comune può ancora farlo, non glielo impedisce nessuno. Ma chi per qualsiasi motivo non può o non vuole “sposarsi” non può avere il monastero come unica alternativa ed uno stato moderno ha il dovere di regolamentare anche queste situazioni.
E’ come per il semaforo. Prima che fossero inventate le automobili nessuno sentiva il bisogno di avere dei semafori. Quando il traffico è aumentato è stato neecssario mettere semafori agli incroci. E il semaforo non è nè di destra ne di sinistra, nè cattolico nè laico.
Se le coppie di fatto esistono e sono in aumento lo stato deve solo prenderne atto e mettere in opera quei provvedimenti che possono far funzionare meglio la società, anche se i vescovi storcono il naso.
No caro Puccio, il disprezzo è per chi di quella religione fa pessimo uso, facendone uno strumento politico peraltro utilizzato in malafede. Non mi attribuire cose che non penso.
Leggiamo questo : ,,,”si possa fare la seguente previsione: dopo un’apposita enciclica papale, seguita da una manifestazione dell’Opus Dei, rinforzata da un corsivo di Sandro Bondi e conclusa da un’omelia di Bruno Vespa” , e vediamo se ,dando dell’ipocrita a politici e lacchè, non ci sia anche un briciolo di disprezzo per una religione (non partito politico )e per i relativi credenti. Senza offesa ,naturalmente! Incontrovertibilmente .
Caro Puccio, eh, discutiamone…ma in questo paese non si può fare neanche quello. Le basi di chiarezza sono io la prima ad invocarle, ma mi pare di essere anche la sola o comunque in una ristretta minoranza. Non credo di offendere nessuno se do dell’ipocrita ad esponenti di governo che negano ai cittadini ciò che hanno da molto tempo concesso a se stessi: è un dato di fatto incontrovertibile.
Dunque ,Chiara ,non sarebbe meglio fare chiarezza fino in fondo ? Perchè il privilegio è un conto ,va contro ogni diritto . Ma per affermare l’esistenza di un diritto non si può
argomentare per contrapposizione ,o per emulazione . Il ” diritto ” ha una sua dignità originale ,indipendentemente da ogni prevaricazione ,o da ogni pretesa di accaparramento .Condivido certo “incivili ipocriti che ci governano”,osservando magari che il tuo augurio a “le Marie Rossi di questo paese” non va a placare le aspirazioni zapateriane del Grillini nostrano.
E concludo : discutiamone ,ma su basi di chiarezza ! Offendere a destra e manca per intorbidare le acque mi pare poco…signorile !