Isgrò ha cominciato a cancellare negli anni Sessanta i testi di libri. In seguito, le cancellazioni hanno interessato la Treccani, la Divina Commedia, la Costituzione, il Debito Pubblico: «Un auspicio, un augurio – sottolinea Isgrò – anche se una scuola di economisti dice che in piccola parte sia necessario, che non sia da sopprimere completamente, anche se non sappiamo le giuste misure da mantenere». Orario: mart-dom 8.15-18.50, chiuso lun.
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