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Ma il Dibba, ma che faccia di tolla ha.

di Carla Ceretelli | 25 Gennaio 2017
Signori,  il vento sta cambiandoo,  signori cittadini romani! Cinguettava come la vispa Teresa o Alice con il bianconiglio.
L’uomo forte in italia è un popolo che deve alzare la testa
Intollerabili quelli che si presentano sul pulpito blaterando con un coraggio  da leoni  ambizione sfrenata,   incompetenza egoica e narcisismo  senza limiti.
E poi, cambiando improvvisamente atteggiamento e indossando  la maschera del’umiltà finta quanto mai, ma lasciateci sbagliare, in fondo è la prima volta e non abbiamo esperienza, nessuno di noi ce l’ha. Sic.
Sarai tu il candidato sindaco di Roma, gli chiedevano. E lui, ma no, abbiamo altre regole interne. Mica si rende  conto che l’ha scampata bella. Di martedì con una clack stentorea da standing ovation in assoluto immeritata. E ora sta studiando da Premier, a giudicare quanto ce l’ha con Matteo. I.
Siamo entrati tutti senza avere uno straccio di esperienza istituzionale. Tuona il Dibba, quasi fosse una virtù. E si vede. Ma abbiamo imparato moltissimo, continua senza evidentemente avere contezza di quanto sta dicendo. E come accade spesso si arrampica sul viscido  e scivola sempre più giù.
Ma hanno  preso il Parlamento e le Istituzioni delocalizzate   per un’ Accademia? Dove, giustamente s’impara e ci si forma, tecnicamente e professionalmente.
Non si fa politica e si raggiungono ruoli istituzionali per imparare a esercitare il ruolo, ma quando si sa già farlo. Questo ci hanno insegnato,  a quelli della mia  generazione, ma forse noi vecchi siamo  stati abituati a lavorare sodo prima di esercitare  professioni,  dopo avere acquisito competenze conclamate per  arrivare da qualche parte. Certo anche la fortuna ha la sua ruota, ma eravamo stati educati a non  buttasi in avventure a casaccio. Anche perchè non ce lo avrebbero permesso. Allora Beppe e il povero Casaleggio non c’erano e se c’erano facevano altro. Ma non vorrei cadere nella vecchia nenia  del’ai miei tempi, piuttosto odiosa, per altro. Ho giurato a me stessa, da giovane , che non lo avrei mai fatto. Ma ora non reggo più. Sento persone di crassa ignoranza blaterare a destra e a manca senza avere alcuna competenza, ovunque, nei media nei  talk sul web e nei tiggì. Politici e giornalisti di testate più o meno ampie, dire sfondoni allucinanti  e fare gaffes stepitose. Da fare impallidire il famoso bar dello sport o la casa del popolo.
Quando la Virgin si presentò in campagna elettorale pensavo, e tanti con me,  scherzasse e  fosse stata messa lì perchè giovane e carina e perchè, come ci ha ripetuto vieppiù, avendo una laurea in legge, durante il suo mandato di consigliere comunale d’opposizione,  andava a scartabellare le carte alle quali aveva , ovviamente,  accesso e prendeva, magari, in castagna la maggioranza.
Dopo essersi messa in mostra per queste sue eroiche azioni, pensava di avere  ottenuto il diritto al  tappeto rosso sul quale elegantemente  zampettare e accedere al Campidoglio. E si è presentata come il salvatore dell’urbe sapendo di non saperlo fare.
Abbiamo sbagliato, dice il Dibba, ma dateci almeno questa opportunità, dopo trentanni di errori fatti da altri. Siamo alle prime armi.
E allora ti cascano le braccia, e anche qualche altra cosa, a chi ce l’ha.
La virgin  ora indagata per la nomina del fratello di Marra. Non si dica  che ce l’ho con lei. E neppure che  l’orologio della giustizia batte a comando. Ricordando i tempi di Silvio.
E nonostante tutto i penta vanno  avanti alla grande.  Come ci ricorda il Prof D’Alimonte.  E comunque con il loro trentapercento potrebbero governare se non cambia la legge. E i soloni continuano a esporre le loro teorie senza riuscire a fare una legge ad hoc. Per ora. Sembra il gioco delle tre carte.
Ma qualcosa di  sensato  l’ha detto il Dibba obiettivamente,  sul tema del giorno, il Tycoon.
Valuteremo quel che farà.  E meno male.
E poi.
L’uomo forte in italia è un popolo che deve alzare la testa.
Standing ovation alle stelle con ululato annesso.
Carla Ceretelli
Pubblicato in : EditorialeTag: campagna elettorale, campidoglio, italia, opposizione, parlamento, persone, roma

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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