Ma il Dibba, ma che faccia di tolla ha.
Signori, il vento sta cambiandoo, signori cittadini romani! Cinguettava come la vispa Teresa o Alice con il bianconiglio.
L’uomo forte in italia è un popolo che deve alzare la testa
Intollerabili quelli che si presentano sul pulpito blaterando con un coraggio da leoni ambizione sfrenata, incompetenza egoica e narcisismo senza limiti.
E poi, cambiando improvvisamente atteggiamento e indossando la maschera del’umiltà finta quanto mai, ma lasciateci sbagliare, in fondo è la prima volta e non abbiamo esperienza, nessuno di noi ce l’ha. Sic.
Sarai tu il candidato sindaco di Roma, gli chiedevano. E lui, ma no, abbiamo altre regole interne. Mica si rende conto che l’ha scampata bella. Di martedì con una clack stentorea da standing ovation in assoluto immeritata. E ora sta studiando da Premier, a giudicare quanto ce l’ha con Matteo. I.
Siamo entrati tutti senza avere uno straccio di esperienza istituzionale. Tuona il Dibba, quasi fosse una virtù. E si vede. Ma abbiamo imparato moltissimo, continua senza evidentemente avere contezza di quanto sta dicendo. E come accade spesso si arrampica sul viscido e scivola sempre più giù.
Ma hanno preso il Parlamento e le Istituzioni delocalizzate per un’ Accademia? Dove, giustamente s’impara e ci si forma, tecnicamente e professionalmente.
Non si fa politica e si raggiungono ruoli istituzionali per imparare a esercitare il ruolo, ma quando si sa già farlo. Questo ci hanno insegnato, a quelli della mia generazione, ma forse noi vecchi siamo stati abituati a lavorare sodo prima di esercitare professioni, dopo avere acquisito competenze conclamate per arrivare da qualche parte. Certo anche la fortuna ha la sua ruota, ma eravamo stati educati a non buttasi in avventure a casaccio. Anche perchè non ce lo avrebbero permesso. Allora Beppe e il povero Casaleggio non c’erano e se c’erano facevano altro. Ma non vorrei cadere nella vecchia nenia del’ai miei tempi, piuttosto odiosa, per altro. Ho giurato a me stessa, da giovane , che non lo avrei mai fatto. Ma ora non reggo più. Sento persone di crassa ignoranza blaterare a destra e a manca senza avere alcuna competenza, ovunque, nei media nei talk sul web e nei tiggì. Politici e giornalisti di testate più o meno ampie, dire sfondoni allucinanti e fare gaffes stepitose. Da fare impallidire il famoso bar dello sport o la casa del popolo.
Quando la Virgin si presentò in campagna elettorale pensavo, e tanti con me, scherzasse e fosse stata messa lì perchè giovane e carina e perchè, come ci ha ripetuto vieppiù, avendo una laurea in legge, durante il suo mandato di consigliere comunale d’opposizione, andava a scartabellare le carte alle quali aveva , ovviamente, accesso e prendeva, magari, in castagna la maggioranza.
Dopo essersi messa in mostra per queste sue eroiche azioni, pensava di avere ottenuto il diritto al tappeto rosso sul quale elegantemente zampettare e accedere al Campidoglio. E si è presentata come il salvatore dell’urbe sapendo di non saperlo fare.
Abbiamo sbagliato, dice il Dibba, ma dateci almeno questa opportunità, dopo trentanni di errori fatti da altri. Siamo alle prime armi.
E allora ti cascano le braccia, e anche qualche altra cosa, a chi ce l’ha.
La virgin ora indagata per la nomina del fratello di Marra. Non si dica che ce l’ho con lei. E neppure che l’orologio della giustizia batte a comando. Ricordando i tempi di Silvio.
E nonostante tutto i penta vanno avanti alla grande. Come ci ricorda il Prof D’Alimonte. E comunque con il loro trentapercento potrebbero governare se non cambia la legge. E i soloni continuano a esporre le loro teorie senza riuscire a fare una legge ad hoc. Per ora. Sembra il gioco delle tre carte.
Ma qualcosa di sensato l’ha detto il Dibba obiettivamente, sul tema del giorno, il Tycoon.
Valuteremo quel che farà. E meno male.
E poi.
L’uomo forte in italia è un popolo che deve alzare la testa.
Standing ovation alle stelle con ululato annesso.
Carla Ceretelli

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