L’iniziativa dell’Avv. Gino Di Maro, intesa a promuovere un forum monotematico, sui problemi della Giustizia giusta in Italia, è opportuna ed indispensabile in un momento, come questo, in cui una parte della Magistratura rivendica il diritto di fare politica in prima persona e in campo aperto, ignorando il giuramento e l’obbligo di servire lo Stato applicando le leggi emanate dal Parlamento.
La pretesa, di molti magistrati, d’essere onnipotenti e, quindi, con licenza a commettere ogni abuso per delegittimare i politici a loro non simpatici, deve essere ridimensionata al punto di definire i limiti, entro i quali potersi muovere.
E’ alquanto strano e illogico che un Giudice dichiari spudoratamente di non voler rispettare una legge dello Stato e il CSM non prenda alcun provvedimento disciplinare nei confronti di costui, quasi a voler istigare tutta la categoria a seguire le orme illegali del giudice ribelle. Per una tale dichiarazione deve essere prevista l’immediata sospensione dalle funzioni e un severo provvedimento disciplinare.
E’ un segnale preoccupante, l’intervista rilasciata dal giudice Spataro al giornale La Repubblica. Lo Spataro bacchetta il ministro Mastella, il Capo dello Stato e la maggioranza politica di centro sinistra per non aver abolita, con decreto legge, la riforma Castelli, e poi dichiara la sua contrarietà a quella parte della riforma che vieta ai magistrati l’attività
politico-associazionistica.
Di fronte a tutto ciò, il CSM tace.
Si spera che non rimanga in silenzio il Capo dello Stato, di fronte all’indolenza del giudice Spataro. Si spera che dove non arriverà Mastella, gli Avvocati delle camere penali, potranno arrivare i cittadini con una legge d’iniziativa popolare che vieti ai giudici di fare politica attiva pro o contro determinate forze politiche.
L’arroganza di detti giudici, marcatamente politicizzati, si combatte con una legge che vieti tassativamente di fare politica attiva e che reintroduca, contestualmente, la responsabilità civile del giudice per i danni che può arrecare all’onesto cittadino.
Tale divieto, peraltro, è previsto per i cardinali e per gli ufficiali delle diverse armi.
Ciò premesso, il forum sulla giustizia giusta, deve poter indicare le mete che si vogliono raggiungere e i mezzi più idonei a tale scopo.
Il Polo laico liberalsocialista non può e non deve rimanere indifferente di fronte al tentativo delle procure di dettare la politica in Italia con la complicità di determinate forze politiche.
Domenico Civitano

Vorrei sottolineare che, lo strabordare di parte della magistratura, con picchi di protagonismo decisamente inaccettabili, il conservatorismo da loro inteso come difesa della autonomia della magistrtura, sono figlie anche del malvezzo dei partiti di occupare a proprio uso e consumo le istituzioni, tutte,
Sicuramente una riforma generale della giustizia per riportarla finalmente al servizio del cittadino è necessaria, molte di queste riforme sono palesemente auspicate nei 31 punti di Fiuggi che non sto ad elencare in quanto certamente a vostra conoscenza.
Ripeto una riforma generale e di struttura, e non, quel che mi appare dal suo intervento, avvocato Civitano, un rientro nei ranghi per questa invadente magistratura, rea di toccare ‘gli intoccabili’ politici.
Parlare chiaro è necessario, è ora, e non da poco, che i politici imparino loro stessi a svolgere la loro funzione nei dovuti termini e modi, cioè al servizio dei cittadini, e non al proprio e a quello di lobby nascoste, spesso rappresentate da amici e parenti.
Spero un gran bene per la vostra associazione dei 101, al momento non colgo, a parte il furore anti-magistratura, nessuna di quelle progettualità programmatiche che in un suo intervento su http://www.ilsocialista.com addebita quale carenza alla Rosa nel Pugno.
Carissimo Mimì,
desidero che queste poche righe, che ti invio, siano pubbliche.
Non amo la società delle lagnanze. E ammonisco un superficiale lettore dal fraitendere, il nostro corrispondere, quale immersione nel compiacente e sterile commento.
Gli anni di vita, non solo politica, ti consentono di sterrare i sottintesi della attività giudiziaria in Italia. Non uso, volutamente, “pratica della Giustizia”.
Non voglio rubare a mia moglie i commenti etici sulla “doppia morale”. Voglio solo modificare la tua riflessione: “ La pretesa, di molti magistrati, d’essere onnipotenti e, quindi, con licenza a commettere ogni abuso per delegittimare i politici a loro non simpatici”; aggiungendo, o sostituendo, ai “politici” “i cittadini dei loro poteri costituzionali”.
Essere Giudici è un onere terrificante. Che molti Togati sopportano e nobilitano. Che molti, al rovescio, affrontano nella superficialità abitudinaria. Essi nella sola tutela di un presunto privilegio di impunità di casta.
Non va.
Penso alla meccanicizzazione morale dell’attività giudiziaria. Alla Giustizia non umanizzata. Che si pone a baluardo dei poteri finanziari vincenti. E questi, con quali metodi?
Quale ordine giudiziario tutela, dovrebbe tutelare, dovrà tutelare il diritto del più debole, del più povero, dell’emarginato nello scontro di civiltà tra il sopruso e la dignità?
In quale aula e davanti quale Giudice?
Deboli, poveri, emarginati: sono questi i portatori della conta statistica dei processi.
Ti lagni. Mi lagno. Ma, siamo Socialisti. E voglio cantare la nostra Costituzione.
Qualcuno ascolta?
Ti abbraccio,
franchini