Il leader dell’Italia dei valori risolve la disputa che contrapponeva il coordinatore regionale Misiti e l’europarlamentare de Magistris appoggiando quest’ultimo e commissariando il partito in Calabria. Al centro dello scontro, il sostegno alla ricandidatura di Loiero alle regionali della primavera prossima. Adesso prende corpo la possibilità di un terzo polo alle spalle della discesa in campo dell’ex presidente della Confindustria calabrese, Callipo. Ma la trattativa con il Pd non è ancora chiusa, a patto che esca dalla scena il governatore in carica.
L’Italia dei valori calabrese è commissariata. La decisione l’ha presa il presidente Antonio Di Pietro dopo settimane di discussione all’interno della dirigenza locale del partito del Gabbiano. Da una parte c’era Aurelio Misiti, deputato e segretario regionale dell’Idv. Dall’altra l’europarlamentare Luigi de Magistris che, fresco del record di preferenze ottenuto alle consultazioni del giugno scorso, puntava i piedi. Non stava bene, a de Magistris (che a Catanzaro ha condotto da pm le inchieste che gli sono valse la ribalta nazionale), quanto voleva Misiti: che l’Idv sostenesse alle regionali della primavera prossima la conferma del governatore del Partito democratico, Agazio Loiero. E si spendeva per un nome “fuori dalla mischia”, quello di Filippo Callipo, ex presidente della Confindustria calabrese. Sembra che l’abbia avuta vinta, su tutta linea.
Di Pietro ha rimosso Misiti (che ritiene Loiero l’uomo che darebbe al centrosinistra più possibilità di vittoria), e collocato a presidiare la Calabria il responsabile enti locali del partito, Ignazio Messina. Contattato da “Aprileonline”, Messina non ha voluto commentare: per farlo attende di conoscere i contenuti del provvedimento preso da Di Pietro. Trattasi, evidentemente, di un fedelissimo.
Misiti non l’ha presa bene: “Idv nazionale con la decisione di commissariare gli organi regionali solo sulla base di una differenza di opinioni in ordine al giudizio sul centrosinistra calabrese viola l’autonomia di partito federale e impedisce ogni forma di democrazia al suo interno. Sono, infatti, commissariati gli organi che non accettano imposizioni e scelte che non siano frutto di una discussione tra le varie istanze del partito”. Parlando di “tentazioni cesariste inaccettabili” Misiti ha accusato Di Pietro di aver scavalcato, con il commissariamento, la decisione dell’esecutivo nazionale di aprire immediatamente un congresso regionale. L’ex coordinatore calabrese ha minacciato la scissione: “Con l’impegno assunto alle elezioni, continueremo a lavorare per il rafforzamento centrosinistra nell’interesse della Calabria”.
Prima dello sfogo di Misiti in una dura conferenza stampa il leader dell’Idv – accompagnato da de Magistris – aveva spiegato le motivazioni della decisione, con un secco “l’Italia dei valori non sosterrà la ricandidatura di Agazio Loiero alla presidenza della Regione Calabria”. L’ex pm ha proseguito: “Non lo sosteniamo e lo diciamo ora, perché così coalizione avvisata mezza salvata. Idv crede nella logica dell’alternanza e vuole creare un’alternativa nell’area riformista del centrosinistra. Non mettiamo in discussione i partiti in quanto tali, ma le persone convinti come siamo che persone brave ci siano sia a destra che a sinistra”.
A seguire Di Pietro e de Magistris hanno incontrato Callipo. Un vertice di un’ora, al termine del quale l’imprenditore ha commentato: “Tutto procede nella giusta direzione”. Di Pietro ha frenato limitandosi ad annunciare un confronto.
Prende corpo, quindi, un “terzo polo” che avrà Callipo come candidato presidente con alle spalle l’Idv. Una grana in più per il Pd, che dovrà decidere se andare a un voto che si annuncia complicato senza allearsi con il Gabbiano o, sulla falsariga di quanto fatto in Abruzzo con Carlo Costantini, accettare il candidato dell’Idv. Di Pietro lo spera: “Idv si fa promotore di una coalizione fatta, ci auguriamo, di tutti i partiti di centrosinistra ma anche di liste civiche”. I fili tra Pd e Idv, stando a quanto dice Di Pietro, potrebbero tuttavia riannodarsi attorno a una terza via, che non preveda il nome di Callipo come candidato presidente, ma fermo restando il veto a Loiero: “Se il centrosinistra propone una candidatura alternativa a quella di Loiero, la guarderemo con estremo interesse”.
De Magistris e Di Pietro ritengono che Loiero abbia “fallito politicamente”. Lo mettono sul banco degli imputati anzitutto per la gestione della sanità: la Calabria è una delle regioni con il deficit più alto. Al proposito il leader dell’Idv ha commentato: “Di sanità in Calabria si muore. La sanità calabrese è malata e quando la malattia arriva alla fase terminale bisogna tagliare la parte malata, a cominciare dalle teste. C’è la responsabilità politica di chi era ed è al governo della Regione e non ha risolto ma aggravato i problemi. Sappiamo – ha sostenuto Di Pietro riferendosi al piano di rientro dal deficit che la Regione sta predisponendo – che sarà proposto un piano dell’ultimo minuto. un piano che non ha valore perché chi lo propone non ha titolo politico”. L’ex pm, in particolare, vuole che il commissario sia “terzo”, insospettabile, con pieni poteri. E soprattutto non sia lo stesso Loiero.
Ci sono poi le storie di assessori e consiglieri regionali di maggioranza indagati e le accuse di scarsa discontinuità con l’esecutivo precedente, di centrodestra. La goccia che ha fatto traboccare il calice, poi, è stata la riforma elettorale regionale varata a gran maggioranza dal Consiglio. La nuova legge istituzionalizza le primarie, ma non tutela la segretezza del voto obbligando l’elettore a servirsi di schede con il nome del candidato già stampato. Praticamente un assist al voto di scambio. Le primarie saranno sottoposte, poi, al meccanismo dei rimborsi elettorali, direttamente proporzionali al numero di voti che il partito ottiene. Di Pietro ha condannato inoltre un tentativo di modifica della legge stessa, che introdurrebbe una soglia di sbarramento (del quindici per cento) per le coalizioni di partiti. Un modo, lo ritiene, per sabotare il terzo polo che sta sostenendo.
Lo stesso Di Pietro, nel corso della conferenza stampa di oggi, ha annunciato la “road map” del partito per i prossimi mesi. Assemblea programmatica a Vasto dal 18 al 20 settembre, congresso a febbraio a Roma. Nel frattempo andrà avanti il tesseramento fino alle elezioni, poi ci saranno, entro l’estate, i congressi regionali e provinciali.
(Da Aprile on Line, testo di Andrea Scarchilli)

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