“Basta fango sulla Magistratura” irrompe l’on. Di Pietro contro Berlusconi. Poi si rivolge al Capo dello Stato e lo esorta a esercitare tutti i suoi poteri per ripristinare il clima di rispetto delle Istituzioni, di salvaguardare la democrazia e la libertà del Popolo italiano.
Di Pietro sarebbe stato apprezzato da tutti se, avesse gridato: “Finiamola col buttarci fango in faccia e uniti lavoriamo per risolvere i problemi seri del Paese”.
Dovrebbe essere proprio lui, Di Pietro, a proporre la tregua, tra tutte le forze politiche e Istituzionali della Repubblica per creare le condizioni per un nuovo rapporto civile che porti alla reciproca legittimazione delle forze politiche e al confronto propositivo sui problemi della collettività martoriata e danneggiata dalla crisi economica ancora in atto anche in Italia.
Il Capo dello Stato ripetutamente ha invitato tutti ad abbassare i toni nella lotta politica e a rispettare la democrazia e lo Stato di diritto di ognuno. Nessuno potrebbe affermare il contrario.
Proprio Di Pietro ha avuto scatti irriguardosi verso Napolitano, quando questi firmò il decreto riguardante il carattere interpretativo delle norme sull’ammissione delle liste elettorali alle votazioni programmate.
Di Pietro non può dimenticare di aver chiesto di mettere sotto accusa il Capo dello Stato per aver firmato il suddetto decreto.
Trascurando tutto ciò, se le lamentele di oggi di Di Pietro hanno un minimo di consapevolezza che ad abbassare i toni devono essere tutti, allora si può onestamente condividere la richiesta rivolta al Capo dello Stato di intervenire per ripristinare un clima di serenità sociale.
La Magistratura per un verso e la politica, nel senso lato della parola, per l’altro verso, devono riprendere a svolgere il compito assegnato loro dalla Costituzione senza manie di sopraffazione e di delegittimazione, più volte richiamato dallo stesso Capo dello Stato.
Il clima di distensione civile, che si avverte come bisogno primario da tutte le parti, non deve costituire vittoria o sconfitta per alcuno.
Il Popolo può e deve svolgere un gran ruolo nel determinare il cambiamento, smettendo di comportarsi come i tifosi di stadio durante un confronto calcistico.
Ciò sarebbe di grande aiuto allo stesso Capo dello Stato.
Domenico Civitano

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