• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Dettano il rating, ma sono tigri di carta

di Simone Atzeri | 21 Luglio 2013

Può un’agenzia privata influire sulle politiche economiche pubbliche intaccando la credibilità di rimborso di uno Stato, che invece deve occuparsi di interessi collettivi?

imagesIl declassamento del debito italiano stabilito il 9 luglio da Standard & Poor’s ha riproposto alcuni temi rilevanti.
Può un’agenzia privata, che persegue interessi privati, influire sulle politiche economiche pubbliche intaccando la credibilità di rimborso di uno Stato, che invece deve occuparsi di interessi collettivi finanziando opere e servizi anche con debito? Quali poteri forti si celano dietro il sistema di classificazione del rating?
Queste domande, complicatissime, forse stanno perdendo rilievo da sole. Si tratta solo di indizi (e prima di mostrare soddisfazione sarebbe opportuno attendere dati più robusti), ma sembra che i mercati stiano cominciando a snobbare le agenzie di rating.
Il 10 luglio Piazza Affari chiudeva con un calo dell’1% (peraltro in linea con Madrid e non troppo peggio delle altre piazze europee), lo spread a 280 punti base (poco in rialzo) con buona risposta del collocamento dei BOT. Il titolo più colpito è risultato Telecom Italia, non a caso un’azienda fortemente indebitata. Primo indizio: a risultare penalizzato è l’azionario e non (come dovrebbe essere per natura) l’obbligazionario? A sostegno c’è il caso USA dell’agosto 2011.
All’onta del downgrade Wall Street risultò dapprima scossa (-5,5%), poi recuperò chiudendo la settimana a -1,5%. Nel frattempo però scese il rendimento dei titoli, che favorì domanda e prezzo e quindi il venditore, cioè il governo americano.
Fra gennaio e febbraio di quest’anno sono state declassate Francia e Gran Bretagna. I mercati hanno dimenticato in due giorni (rispettivamente CAC40 a +1,4% e Ftse100 a +0,7%).
Il 20 settembre e il 5 ottobre 2011 due declassamenti per l’Italia (uno da S&Poor’s, l’altro da Moody’s). Il primo causò un crollo in giornata di Piazza Affari dell’1,7%, ma poi il recupero in settimana fece registrare +3,7%.
Il secondo sembra addirittura una pacchia: la giornata del 5 ottobre si chiuse sfiorando il +4% nella settimana più spettacolare degli ultimi due anni (+12%). Secondo indizio: le più generali condizioni favorevoli  rendono i mercati indifferenti alle agenzie di rating, se non subito entro la fine della settimana.
Ragionando per estremi, se questi indizi fossero confermati da serie storiche più stabili si verificherebbe una situazione intrigante. Primo: sarebbe il mercato azionario a dover temere i declassamenti, fino al paradosso che chi dovrebbe essere tutelato dalle agenzie ne diviene vittima.
Secondo: gli Stati possono stare tranquilli e snobbare serenamente i declassamenti, seppure entro certi limiti. Anzi a volte devono tifare downgrade.
Sarà mica che nel medio periodo chi fa bene le macchine viene premiato dal mercato e chi si distrae a giocare con le azioni fa pessime macchine e viene penalizzato? Perché se così fosse le agenzie di rating non avrebbero più ragione di esistere. No non succede, non può succedere, ma se succede …

Pubblicato in : Primo piano

Info Simone Atzeri

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Fabio Maiorano su Il Miracolo di San Gennaro: quando il giornalismo diventa superstizione
  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti