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Delio Tessa, così antico così moderno

di Luigi Oliveto | 4 Dicembre 2017

Quand’è che Milano e più Milano che mai? Non c’è dubbio, nei primi giorni di dicembre: allorché i primi freddi, la nebbia, le precoci sere avvolgono la città e il suo modo “d’essere Milano”. Le vie del centro si infittiscono di gente, il cielo si fa basso. Chi può permettersi allegria la scoppietta in qua e là, chi non ne ha motivo passa svelto di ombra in ombra. E’ questo il tempo in cui la città pare rivelare meglio la propria memoria, il tempo andato, un racconto da ascoltare necessariamente in dialetto. Perché se i milanesi discorrono in meneghino, risultano arguti, imaginifici, ironici; se lo fanno in italiano, appaiono fatui e supponenti. E se diciamo dialetto milanese, è inevitabile non ripensare ai versi di Delio Tessa (1886-1939), grande poeta dialettale (e forse già questa definizione è limitante) che, con estremo disincanto, seppe raccontare la quotidianità, le pochezze umane e i loro cupi destini. Lo fece, appunto, usando il dialetto e – come scrive Franco Brevini in “Poeti dialettali del Novecento” – aggiornando “perentoriamente la poesia dialettale al più corposo espressionismo”. Ecco così il dialetto piegato a una lingua poetica disgregata, a momenti spiazzante, ma bene sfruttata in tutto il suo potenziale sonoro. “La più tipica operazione della poesia di Tessa – afferma ancora Brevini – consisterà nell’esporre una materia tradizionale, ottocentesca, vernacolare alle ustioni del presente, istituendo la caratteristica tensione, che sconcerta i suoi lettori, tra gli ingredienti e il loro trattamento”. Leggi tutto:

http://www.toscanalibri.it/it/scritti/delio-tessa-cosi-antico-cosi-moderno_2613.html

Pubblicato in : Invito alla letturaTag: milano, poesia

Info Luigi Oliveto

giornalista e scrittore. Ha pubblicato i saggi: La grazia del dubbio (1990), La festa difficile (2001; 2003; seconda edizione accresciuta), Il paesaggio senese nelle pagine della letteratura (2002), Siena d’Autore. Guida letteraria della città  e delle sue terre (2004). Suoi scritti sono compresi nei volumi collettanei: Musica senza schemi per una società nuova (1977), La poesia italiana negli anni Settanta (1980), Discorsi per il Tricolore (1999). Arricchiti con propri contributi critici, ha curato il libri: InCanti di Siena (1988), Di Siena, del Palio e d’altre storie. Biografia e bibliografia degli scritti di Arrigo Pecchili (1988), Dina Ferri. Quaderno del nulla (1999), la silloge poetica di Arrigo Pecchioli L’amata mia di pietra (2002), Di Siena la canzone. Canti della tradizione popolare senese (2004). Così come è curatore, insieme a Carlo Fini, del libro di Pecchioli Chi la sa non la insegna. Raccolta di proverbi e modi di dire senesi (1995), dell’intervista di Mario Luzi realizzata per il calendario – libro Le Crete e la Val d’Orcia. Un terra di celeste stella (2000), dei volumi Mi guarda Siena con testi di Mario Luzi e immagini fotografiche di Pepi Merisio (2002) e Toscana Mater (2004) con testi di Mario Luzi e foto degli Archivi Alinari. Suoi anche i testi della guida Castelnuovo Berardenga. Storia, arte, natura e tradizioni (2007) e dell’album Indy e Lib (la “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo” adatta per i bambini delle scuole elementari) giunto alla terza edizione. Oliveto è anche autore/sceneggiatore del documentario televisivo La città raccontata (2004) e, per la parte dei testi, del documentario Palio (2006) pubblicato in dvd. Nel 2007 ha curato il libro Qui sostò l’eroe. Garibaldi in terra di Siena (2007, primamedia editore). Nel 2011 ha scritto Giosué Carducci.Una vita da poeta e nel 2012 Giovanni Pascoli. Il poeta delle cose (primamedia editore). Da oltre dieci anni tiene una rubrica (Aforismi del giorno dopo) sul Corriere di Siena. Nel 2006 la sua attività pubblicistica trova un significativo riconoscimento con la menzione speciale al Premio giornalistico “Paolo Frajese”. È direttore responsabile di Sienalibri.it, portale di cultura e promozione libraria.

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