Più galera e spiate per tutti dice il governo. Si tratta di un bruttissimo affare. Ed è diretta conseguenza di una vocazione al populismo male indirizzata.
Dunque, in nome dell’assunto che il governo Renzi è l’ultima spiaggia e che “finalmente dopo tanto tempo passato a sfogliare margherite, in Italia le cose si fanno”, dovremmo essere costretti a buttare giù di tutto, anche i bocconi più indigesti. Questo affermano i sostenitori acritici del nuovismo, che vorrebbero spacciare come nuovi anche i più vetusti arnesi e i più logori canovacci di pratiche politiche che conosciamo da moltissimo tempo.
Così, dopo la “abolizione” delle Province che non ne abolisce le spese, la “riforma” del Senato per il quale si punta non alla sua abolizione ma al suo addomesticamento, la modifica della legge elettorale mirata a salvare un paio di partiti consentendo loro di sopravvivere alla fuga in massa degli elettori, ora ci dovremmo sorbire anche le misure anticorruzione: che non risolvono niente quanto a lotta al malaffare, ma saranno un altro giro di vite contro le libertà dei cittadini ed ingolferanno ancora di più la macchina della giustizia.
Si tratta di un bruttissimo affare. Ed è diretta conseguenza di una vocazione al populismo male indirizzata.
Tutti sanno, proprio tutti, che i mezzi più efficaci per combattere la corruzione non risiedono nel continuo aumento delle pene per i reati e nei maggiori poteri conferiti ai magistrati (a danno dei diritti dei cittadini) nel condurre le indagini e frugare nella vita privata della gente. La corruzione si combatte efficacemente battendo su due punti: limitare la presenza dello Stato e semplificare le procedure. Creiamo un clima nel quale le persone siano certe dei loro diritti e non siano costrette ad andare a mendicare i favori dei pubblici ufficiali e le cose miglioreranno.
Il governo Renzi, invece, ha scelto un’altra strada, la più facile e pericolosa. Ha scelto di cavalcare gli umori manettari e giustizialisti risvegliati dai ricorrenti casi di malaffare, ed ha varato provvedimenti che potessero intercettare questi sentimenti. Ma si tratta di misure che non serviranno contro la corruzione, andranno contro i diritti dei cittadini, e ingolferanno ulteriormente la macchina della Giustizia.
Insomma: più galera e spiate per tutti, alla ricerca di un facile consenso.
Quando si dice che il governo Renzi, al pari di altri che lo hanno preceduto, opera talvolta contro i principi della democrazia liberale, si intende questo. Non che ci troveremo di fronte ad una giunta militare in stile sudamericano. Ma che lo riteniamo capace, per opportunismo, di violare, esplicitamente o di fatto, regole e comportamenti fino a ieri sacri per i diritti dei cittadini e per lo stato di diritto.
Ecco perché, per noi, le giustificazioni “ultima spiaggia” e “finalmente c’è qualcuno che le cose le fa” non valgono. A parte che non crediamo che in democrazia esista una spiaggia “ultima”, nessuno può esimersi dal valutare le cose nel merito.
Nei casi citati, il giudizio è pessimo. Tanto che c’è un trilemma che non riusciamo a risolvere: il governo sta in piedi per la bravura di Renzi, per la “bischeraggine” dei suoi avversari, o perché molti si apprestano a passare sotto le sue insegne? Insomma, ultima spiaggia non per gli italiani ma per la classe politica. Ci piacerebbe sapere cosa ne pensano i lettori.

Caro Direttore è il solito dilemma: può la democrazia esistere senza decidere? Può la democrazia esistere continuando a discutere all’infinito? La verità è però una: non c’è comunità. Lavorare perché ci sia sarebbe lo scopo della linfa istituzionale, ma se anche questa è marcia dove si sbatte la testa? Per ora lo schema Renzi regge, pur sotto il tiro al piccione di chi dovrebbe comprendere che lo stato attuale è uno stato di “eccezione” e invece pensa di navigare nella normale confusione dell’ultima spiaggia, che in democrazia non ci sarà. Eppure essa c’è, e sarà la fine per tutti, se consideriamo ancora la realtà un uccello imprendibile.
Pensa un po’, Paolo: e io, con le virgolette, intendevo prendere le distanze dai concetti di “ultima spiaggia” e “finalmente”. Lasciando immutato l’obbiettivo, sostituirò le virgolette con qualsiasi cosa tu mi suggerisca….
Poi, per essere piu’ concisi Nicola, il tuo virgolettato sembra uscire dalla tastiera di Chiara Boriosi e dei renziani, quindi un titolo piu’ azzeccato sarebbe stato…. “Dedicato a Chiara Boriosi & R”
;-)
Quello che penso è noto, la politica oggi la si fa piu di ieri senza noboiltà di intenti, ma solo per fregare chi la politica non puo’ seguirla e/o capirla, è quindi un tarocco questa democrazia che protegge solo chi la fa, e quello che la subiscono sono gabbati.
Tra le opzioni che proponi, Nicola, farei un mix, Renzi vince per la propria bischeraggine, la qualità che sempra premiare sempre di piu.
I renziani non hanno alcuna capacità critica, sono solo dei servi acerebrati.
Lui è bischero, cinico e furbissimo.
per combattere la corruzione non c’è che il sequetro di tutti i beni del corrotto e di tutti i parenti fino al 5° grado fino a che non ne possono provare senza alcun dubbio la provenienza lecita. E’ evidente che il corrotto mette nei paradisi fiscali solo una minima parte del frutto della corruzione mentre comprerà immobili, auto, barche ecc per sè e per i propri familiari altrimenti perchè farsi corrompere? D’altronde è una misura prevista in molti sistemi penali come per es. negli S.U. ! Un’altra misura accessoria potrebbe essere il totale bando dalla pubblica amministrazione anche come intermediario che lo costringerebbe a lavorare privatamente e quindi guadagnarsi veramente quello che spende e cos’ non si vedrebbero più dirigenti corrotti che escono dalla porta e rientrano dalla finestra!
Partendo dal concetto che la corruzione è fatta solo per i soldi o favori che qualcuno incassa, anzichè inasprire pene fantomatiche che poi si risolvono in niente, basterebbe mettere delle multe adeguate sia al corrotto che al corruttore di almeno 20 volte l’importo accertato o valutato
Per combatere la corruzione c’è, oltre ai due ben detti, un terzo strumento: per le grosse opere scegliere
( approvare ) , tra i progetti, non quello più pesante, costoso e pericoloso; ma quello più equilibrato, compatibile non a parole con l’ambiente, meno pericoloso per cittadini e territorio, meno costoso. Con margine limitato, dunque, per profitti illeciti e tangenti. Esempio che tutti conoscono ed hanno sott’occhio è il megatunnel per l’alta velocità ferroviaria sotto Firenze; al quale è stato contrapposto, per tempo, un progetto alternativo. Che gli ineffabli presidente del consiglio , governatore della Regione e compagnia brutta, hanno, ad oggi, rifiutato; continuando ( perchè ? ) a sostenere il progetto criminale del megatunnel anche dopo che sprechi, pericoli, errori sono venuti alla luce .
Di fatto, COMPLICI.
Finalmente un po’ di verità sul novantenne di Palazzo Chigi e la sua DC. E aggiungerei che la grancassa subito scatenata sulla ripresa non tiene conto dei prevedibili cicli macroeconomici in di cui il governo non ha alcun merito.
Per tutt’e tre i motivi in seconda battuta. In prima perché sono sempre per la critica costruttiva, anche se sono consapevole che non sia facile nella circostanza.