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Dazi: riascoltare la “lezione” di Reagan…

L’economia moderna, dopo aver superato l’impostazione keynesiana che prevedeva un intervento diretto dello Stato nell’esercizio dell’economia ha abbracciato una delle teorie su cui si basa l’economia di mercato e che ha creato il presupposto di decenni di prosperità post guerre mondiali. Il monetarismo liberale di Friedman che ha influenzato il pensiero e l’agire di due leader carismatici ed emblematici per questo movimento di pensiero e per me di democrazia: Reagan e la Tatcher, convinti che il ruolo della politica dovesse essere solo quello di guardiano dell’economia ma con un mercato che era l’unico e vero sovrano. Il liberismo cominciava il suo percorso.

di Mario Alparone | 7 Aprile 2025

Ricordate che un po’ di tempo fa ho cominciato a scrivere degli hashtag#dazi ricordando quanto fossero la negazione di una una libera economia di mercato e quanto fossero alla fine miopi e pericolosi per chi li introduce anche per l’effetto di disincentivare il miglioramento tecnologico ed industriale inducendo alla fine circostanze recessive.

Oggi vorrei fare una considerazione di contesto macro economico politico ma meno tecnica.

L’economia moderna, dopo aver superato l’impostazione keynesiana che prevedeva un intervento diretto dello Stato nell’esercizio dell’economia ha abbracciato una delle teorie su cui si basa l’economia di mercato e che ha creato il presupposto di decenni di prosperità post guerre mondiali. Il monetarismo liberale di Friedman che ha influenzato il pensiero e l’agire di due leader carismatici ed emblematici per questo movimento di pensiero e per me di democrazia: Reagan e la Thatcher, convinti che il ruolo della politica dovesse essere solo quello di guardiano dell’economia ma con un mercato che era l’unico e vero sovrano. Il liberismo cominciava il suo percorso.

Aveva le sue storture ed imperfezioni ma era basato su un principio: il libero Mercato crea valore e ricchezza che viene distribuita a tutti i partecipanti imprenditori e lavoratori creando benessere per tutti.

Dopo 40 anni stiamo tornando ad un intervento diretto della politica nell’economia che non può che essere preludio di una visione che poco ha a che fare con la Libertà di mercato e la democrazia e può riportare allo spettro dell’ autarchia e dell’ oligarchia.

Ecco perché temo che l’introduzione dei dazi non sia un goffo e antico tentativo di restaurazione di politiche vecchie ma l’inizio della cancellazione dell’economia moderna basata sul valore reale della produzione manufatturiera.

Quella che ha garantito la prosperità del dopoguerra.

I mercati finanziari lo hanno capito e reagiscono. Noi ancora non completamente.

Un mondo a vantaggio di oligarchi, ad est e ad ovest, che, con il monopolio delle informazioni e della tecnologia non hanno più bisogno di questo mondo.

Sentite cosa diceva Reagan dei dazi …Ronald Reagan … sicuramente non un socialista. Meditate. Meditate.

Mario Alparone


Pubblicato in : Editoriale, EsteriTag: anni, democrazia, mercati, mercati finanziari, mercato, mondo, monetarismo, movimento, thatcher

Info Mario Alparone

Mario Alparone vanta una multiforme esperienza in ambito dirigenziale, dal mondo bancario a quello della sanità: laureato presso l’Università Commerciale Luigi Bocconi, attualmente Direttore Generale della Finanziaria Regionale del Piemonte, ha ricoperto ruoli di Direttore Generale di aziende sanitarie in Piemonte e in Lombardia. Ha lavorato come manager e dirigente in Italia ed all’estero presso Credito Italiano, Price Waterhouse Coopers Consulting, Banca C. Steinhaslin & C. Banca Monte dei Paschi, Deloitte. “Credo nel principio della “contaminazione” , il cambiamento e la diversità di contesti arricchiscono il bagaglio professionale ed umano”.

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