E’ possibile che per delle vignette satiriche si sia scatenata un’ondata di violenze , di manifestazioni, d’odio che non si placa ma anzi cresce e si autoalimenta? Evidentemente è la fatidica scintilla di un malessere che ha poco a che fare con la religione ma che esprime un’avversione sempre più accentuata del mondo islamico verso l’ Occidente.
E questo,purtroppo,non riguarda solo gruppi fondamentalisti; o meglio, i fondamentalisti fanno facilmente breccia nelle grandi masse popolari, addirittura sembrano esprimerle un po’ come è sempre accaduto quando minoranze ben determinate riescono a guidare le masse con la pretesa di farsene interpreti .O sono davvero interpreti dei loro sentimenti profondi?
Il problema è che il mondo musulmano – pur diviso nei metodi – sembra compatto nell’avversione per l’occidente. E’ davvero così? E se lo è quali sono i motivi ?
Gabriele Parenti

Più che domandarsi se è vero che tutti i musulmani sono avversi all’occidente (il che mi sembra inutile perchè è oggettivamente innegabile) bisognerebbe domandarsi perchè vengono in occidente ! perchè non stanno a casa loro visto che sono i buoni, i bravi e i giusti e soprattutto perhè noi gli permettiamo prima, di venire, e poi di dirci
se dobbiamo tenere o meno il crocifisso in classe, se vogliamo le moschee accanto alle nostre chiese, o quant’altro.
Non mi risulta che alla Mecca ci siano chiese e allora, per quale motivo, noi dovremo permettere che siano costruite moschee vicino alle nostre chiese ?
Sono molto, molto invelenita contro queste
persone, non mi danno fastidio coloro che si comportanto bene (anche se purtroppo sono una minoranza a mio parere) ma non sopporto che qualcuno comandi a casa mia
MAI E PER NESSUN MOTIVO !
Quello che ci deve far pensare è: come mai persone che stanno molto peggio di noi (oltrettutto in un clima molto infelice) e subiscono uno sfuttamento inumano, sono cosi determinate nel contestare l’occidente.
Queste risposte le devono dare in ordine: Religiosi; Sociologi; Psicologi.
Ciò perchè il loro comportamento va “contronatura” in quanto è impensabile per un qualsiasi essere vivente, rifiutare una vita migliore (cioè con più disponibilità e benessere primariamente materiale) di quella di cui e costretto a vivere.