Mi rivolgo all’onorevole Giorgia Meloni, con tutta la deferenza dovuta ad una Premier in pectore: sia gentile e generosa con Matteo.
Sono mesi e mesi che brama il rientro al Viminale a fare il Ministro dell’Interno.
Un gioco che gli è piaciuto tanto: sempre in aereo o in macchina per correre a bloccare ogni sbarco, sempre presente sui pontili di Lampedusa, Porto Empedocle, Pozzallo, petto in fuori pancia dentro, sguardo fiero dritto al mare e alle telecamere, armato di felpa ad hoc pronto a difendere i confini nazionali dal periglioso sbarco del migrator errante, a crear barriera fisica all’odor scortese del pargolo invasor senza il pannolin perduto in mare.
Un vero patriota insomma, perchè non dar contento a cotanto cimento.
Illustrissima Premier, comprendo la sua perplessità di fronte alle non proprio eccelse competenze strategiche del valoroso, non è Avvocato, Giudice, Generale, ma quanto sprezzo del pericolo, quanta temerarietà, suvvia!
In fondo all’uomo non interessano le intere competenze del Ministero dell’Interno, giornate e giornate fermo in ufficio, riunioni su riunioni, decreti scrivere, da leggere, sempre molto più lunghi di un tweet, nessuna telecamera, che barba!
Lo faccia felice, le sarà grato per sempre, non serve nemmeno spremere originalità. Rispolveri l’astuta idea della vecchia giunta Galan, ricicli l’allora Assessorato ai Flussi Migratori della Giunta Regionale Veneta, nel Ministero ai Flussi Migratori.
Un ministero, anzi di più, un gioco sartoriale su misura per Matteo.
Costo limitato, quasi un ministero senza portafoglio: qualche spesuccia di viaggio e carburante per essere sempre presente ove s’avvisti il barcon, una buona scorta di razioni k per il sostentamento muscolar, perché serve fisicità per respingere il tripolitan.
Suggerisco almeno tre garitte alte fronte mare sui tre porti chiave per poter controllare di persona un vasto specchio di cielo e mare e non ultimo un buon binocolo.
Cielo perché, dirà lei, l’invasione migratoria dell’Italia via aerea non è ancora iniziata!
Per fare più felice Matteo e dargli l’opportunità di porre in mostra il suo sorriso televisivo, al ruolo patriotico di difensore dei confini, suggerisco umilmente, aggiungerei a tal ministero un ruolo ecologico basilare: il controllo celeste dei flussi migratori di rondini, papere, ibis e soprattutto, nel caso, per riaprire i confini alle cicogne perché, lo sanno tutti, senza l’arrivo di tante cicogne saremo costretti a dare un lavoro persino al migrante invasor arrivato col barcon.
Mi rimetto alla sua generosità.
Fiorenzo Da Ros

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Suggerimenti accoglibili cominciando dai “barcon”, meglio con navi trasponder e banchine riservate nei porti dell’altra mediterranea sponda con destinazione diversificata ex dominio coloniale referente e quota pro indivisa per l’inventato istituto giuridico del “richiedente asilo” infantile.