Questo paese è la patria del paradosso che pare ormai elevato ad unica forma praticabile di attività politica ed istituzionale, laddove si sostiene a parole un principio, anzi la dignità e persino la non trattabilità di un principio, e poi lo si nega nei fatti tagliando i fondi che supportano indispensabilmente l’applicazione del principio stesso. La settimana scorsa, nella nostra rubrica, ci siamo occupati della indegna bagarre mediatica scatenata dal suicido di Monicelli e dello scontro fra le associazioni Pro-Vita e la Rai dopo la trasmissione di Fazio e Saviano che aveva ospitato i racconti delle esperienze di Mina Welby e di Beppino Englaro, con tutto il contorno di ipocrite dichiarazioni di politici, che si dicono cattolici, riguardo al rispetto dovuto ai malati ed alle famiglie che combattono strenuamente ogni giorno la battaglia contro la malattia e per la migliore assistenza possibile. Dunque, dovremmo pensare che strutture come gli Hospice che in alcune città italiane – troppo poche ancora, purtroppo – garantiscono la possibilità ai malati terminali di accedere alle cure lenitive e palliative e di essere assistiti insieme ai loro familiari non solo dal punto di vista terapeutico ma anche psicologico, in ambienti accoglienti e per quanto possibile sereni, pensati e realizzati come residenze vere e proprie e dotati di un personale non solo altamente specializzato ma anche ricco di una umanità indicibile, debbano essere non solo finanziate, non solo sostenute ma anche incrementate incessantemente da coloro, ovvero i nostri governanti, che a parole giurano di non contemplare altra possibilità che quella della cura amorosa ed ottimale per i malati che affrontano patologie gravissime e dolorose.
Invece – invece, come sempre in questo paese parolaio ed ipocrita, avviene l’esatto contrario, perché la Finanziaria che prevede, fra le altre cose, il taglio del 5 per mille riservato fin qui dai contribuenti al finanziamento di associazioni di volontariato od Onlus degne, a loro avviso, di essere sostenute, finisce per ricadere pesantemente anche sugli Hospice che, pur essendo strutture della sanità pubblica e che dunque dovrebbero vedere le loro esigenze adeguatamente coperte dal cosiddetto Welfare, contano invece, e molto, sull’apporto delle molte associazioni di volontariato che grazie ai loro collaboratori ed al loro costante apporto economico, permettono a queste strutture di svolgere attività di assistenza anche domiciliare e di dotarsi di attrezzatura e di personale specializzato necessario a svolgere il loro servizio nel migliore dei modi. Detto in parole semplici e chiare: il taglio del 5 per mille comporterà un freno all’attività degli Hospice per le cure lenitive e palliative togliendo a tutte le associazioni di volontariato che li sostengono la possibilità di appoggiare finanziariamente la loro crescita in tutti i sensi, compreso la copertura di nuovi posti di lavoro indispensabili a garantire l’ottimale svolgimento delle cure. Ora, ci piacerebbe che Eugenia Roccella, Sottosegretario alla Salute, invece di perdere il suo tempo in battaglie integraliste di retroguardia contro la libertà di scelta, dimostrasse la sua buona fede e soprattutto la ragione per cui occupa il suo posto, spiegandoci come mai non si è opposta a questo taglio sconsiderato che incide così pesantemente sulla assistenza sanitaria a malati terminali, quei malati di cui a parole sostiene di preoccuparsi tanto, e rendesse conto a loro ed ai loro familiari della stretta inevitabile cui sarà sottoposto il settore delle cure palliative e lenitive. Perché la malattia è reale, ma le chiacchiere e le ipocrite prese di posizione non la curano.
Chiara Boriosi

“…un’intera classe politica bugiarda, malnata, malpreparata e scelta solo per cooptazione”.
Appunto : le tre qualifiche sono il risultato (non necessario ,ma sempre molto probabile,salvo colpo di fortuna particolarmente benevola) del tipo di scelta adottata. Garantisce abbastanza il timoniere ( salvo ammutinamenti ) ,ma non tiene conto ,comunque,delle esigenze dei passeggeri . Ora che siamo al capolinea , si dovrebbero trovare il coraggio di adottare scelte di tipo diverso ,altrimenti non se ne esce. E..tantissimi auguri a tutti !
Caro Francesco, ricambio gli auguri e naturalmente li estendo anche a Puccio. Riguardo al resto, a me pare semplicemente un esempio eclatante di malafede politica, laddove i politici come la Roccella che a parole sostengono la vita e l’assistenza al fine-vita, poi nei fatti non si oppongono a provvedimenti che di fatto privano i malati delle cure cui pure hanno diritto. Qui la magistratura non c’entra, questo è il fallimento di un’intera classe politica bugiarda, malnata, malpreparata e scelta solo per cooptazione.
Cara Chiara hai fatto un’analisi perfetta facendo emergere la crudelta’ di certi politici, che non avendo argomenti speculano o cercano di speculare anche su disgrazie immense. Non credo che potranno avere benefici da simili comportamenti, non sarebbe male anche un eventuale interessamento della magistratura su argomenti cosi’ delicati trattati con tanta superficialita’. Ne approfitto per farti tanti cari auguri.
Se ai tempi di Dante Alighieri avevamo( sia pure all’ Inferno !) “la contradizion che nol consente ” ,oggi certi impedimenti sono stati tolti . E’ un bel progresso !