• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Dalle finestre rotte ai bisogni per strada

di Carla Ceretelli | 28 Giugno 2015

“La “teoria delle finestre rotte” è stata applicata per la prima volta alla metà degli anni ottanta nella metropolitana di New York City, il punto più pericoloso della città.

 

Rimaniamo in   casa, che andare in giro per il mondo è diventato davvero pericoloso. E allora godiamoci  lo spettacolo di chi fa i propri bisogni i mezzo alla strada o  davanti ai  portoni   e attraverso le fessure,  cerca,  con dolo,   di inondare gli atri delle  case altrui.

Quasi mezzo secolo fa , un professore  dell’Università di Stanford, Stati uniti,  fa un esperimento di psicologia sociale. Lascia due  macchine  per strada,  identiche, stessa marca, modello e colore. Una nel Bronx,  l’altra a Palo Alto,  per gli smemorati  zona ricca e tranquilla della California.  Due quartieri diversi e quindi abitati da gente di estrazione sociale altrettanto diversa.  Un team di specialisti in psicologia sociale, ne studia  il comportamento.

Come  prevedibile l’auto  abbandonata nel Bronx comincia  ad essere smantellata in poche ore.  Come da noi succedeva  a Napoli  e dintorni ma anche altrove,  oggigiormo.  Quella di   Palo Alto, è rimasta intatta.

È  facile attribuire  le cause  alla povertà.  Comunque andiamo oltre.

Dopo una settimana   i ricercatori decidono di  rompere un vetro della vettura di  Palo Alto,  con il risultato identico a quanto avvenuto nel povero e degradato   Bronx di New York . Infatti   il veicolo viene smantellato.

Dunque non è, o almeno, non è soltanto  la povertà,  che innesca questo processo demolitorio  ma qualcosa che ha a che fare con la psicologia,  il comportamento umano  e le relazioni sociali. Un  semplice vetro rotto  trasmette un senso di deterioramento, di disinteresse, di non curanza, sensazioni di rottura dei codici di convivenza, di assenza di norme, di regole e di inutilità  nel cercare di tutelare le cose, fino ad arrivare a una violenza irrazionale.

Ma gli studiosi sono andati oltre dichiarando che l’incuria ed il disordine accrescono addirittura  mali sociali, fisiopsicologici  e contribuiscono a far degenerare l’ambiente. Anche in una casa privata il disordine e il caos tendono a rendere più difficile l’educazione dei figli generando anche mancanza di rispetto fra i membri della famiglia e   possono avere una ricaduta nella qualità di rapporti interpersonali con la società in generale.

“La “teoria delle finestre rotte” è stata applicata per la prima volta alla metà degli anni ottanta nella metropolitana di New York City, il punto più pericoloso della città. Si cominciò combattendo le piccole trasgressioni: graffiti scomposti,  lo sporco dalle stazioni, ubriachi e drogati cronici, evasione del pagamento del biglietto, piccoli furti e vari e azioni disturbatorie. I risultati sono stati evidenti: a partire della correzione delle piccole trasgressioni si è riusciti a fare della Metro un luogo sicuro.  E nel  1994   l’allora sindaco di New York, Giuliani, basandosi sulla teoria delle finestre rotte e l’esperienza della metropolitana, ha promosso una politica di tolleranza zero. Il risultato pratico è stato un enorme abbattimento di tutti i tassi di criminalità a New York City.”

Anche da noi   la  tolleranza zero è risuonata per decenni, ma dato che qui siamo buonisti e tolleranti,  e abbiamo una gran paura  della repressione e  ci portiamo dietro il complesso dell’autoritarismo, rimembranza  quasi un secolo fa,  abbiamo consentito    le piccole cose  al grido di soragassi.. Senza contare il rifiuto senza appello  di una  di maggiore  prevenzione e repressione delle forze dell’ordine, sentita come una sorta di  militarizzazione che una parte politica in particolare ha sempre  temuto e aborrito.  Ma se si rompe il  vetro di  una finestra, si notano segni di deterioramento , e  se  vengono  tollerati   sfregi di carrozzerie, vetri rotti di bottiglie usate da giovani che strabevono e si fanno di canne e atro,   o altri piccoli reati ,  si andrà incontro automaticamente, quasi per istinto,  a  crimini più gravi. Se  gli spazi pubblici sono  danneggiati e nessuno interviene,  saranno abbandonati anche per paura di incontri spiacevoli   progressivamente occupati da piccoli o grandi criminali.

E  il concetto principale è più prevenzione e promozione di condizioni sociali di sicurezza e   la questione  non riguarda  tanto la   violenza sui trasgressori, né manifestazione di arroganza da parte delle forze dell’ordine. D’altra parte, anche in merito all’ abuso di autorità, dovrebbe valere la tolleranza zero. Non tanto  nei confronti della persona che commette il reato, ma  di fronte al reato stesso.  Per vivere in comunità  ordinate, rispettose della legge e delle regole che sono alla base della convivenza  civile  e socialmente accettabile. In mancanza di una adeguato metodo di tutela della convivenza civile , assistiamo  allo spettacolo di chi fa i propri bisogni i mezzo alla strada o verso i portoni per cercare di inondare gli atri delle  case degli altri. O, andando oltre.  all’uso sempre più consueto di  spranghe di ferro, coltelli o addirittura machete.

E  proprio in momenti così critici per la  nostra sicurezza  siamo a  parlare  di rimedio  a un caso di tortura  inflitta, almeno così è stato provato, alla Diaz con una legge  fatta con animo non sereno che potrebbe rischiare di mettere a disagio o rendere  addirittura impotenti e  con le mani legate,  per il timore di essere accusati di eccesso di zelo, al minimo,   gli uomini delle forze dell’ordine…perchè in Italia si fa tutto in ritardo in fretta  e con astio gli uni verso gli altri.  D’altra parte, come ci  informa  chi  ne sa più di noi, i   parametri sono scritti chiari e tondi nella convenzione internazionale contro la tortura e i trattamenti inumani o degradanti. C’è scritto tutto per filo e per segno.  E il nostro progetto di legge, che dobbiamo adottare per gli obblighi che abbiamo liberamente sottoscritti, pare che li rispecchi in pieno. Per altro dopo la sentenza della Corte Europea sul caso Diaz siamo obbligati a fare la legge.

La speranza è  quella di vivere in un mondo senza finestre rotte, ma la vediamo dura.

Pubblicato in : Editoriale

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti