
Se non parli e non fai come dico io allora sei un nemico della nazione e lavori per un’altra squadra.
Meloni, Salvini e anche Tajani accusano Gentiloni con parole sprezzanti perché ha ricordato loro che nella formazione del bilancio ci sono vincoli da rispettare.
Ieri, il commissario europeo agli affari economici, presentando le previsioni per il 2024, ha dato altri dispiaceri alla destra: “In Italia -ha detto- la crescita nel secondo trimestre ha sorpreso al ribasso con una contrazione dello 0,4%, trainata dal calo della domanda interna. Sebbene sia previsto un leggero rimbalzo nella seconda metà di quest’anno e nel prossimo, le proiezioni di crescita annuale sono state riviste al ribasso. Si prevede che il Pil italiano crescerà dello 0,9% nel 2023 e dello 0,8% nel 2024”.
Sono dati oggettivi, elaborati dai centri studi europei, ma chissà cosa risponderà oggi Meloni.
Il fatto è che la realtà contraddice le aspettative del governo che aveva parlato addirittura di miracolo economico e che aveva fatto promesse mirabolanti.
Per dirla in bersanese avevano annunciato “un maiale tutto di prosciutti”.
Ora che emergono le difficoltà, il governo non sa che pesci pigliare e la reazione è infantile, si torna cioè all’antieuropeismo e alla ricerca di un colpevole.
Ma in questo modo non si fanno gli interessi dell’Italia; al massimo ci si prepara alle elezioni europee dell’anno prossimo.
Enrico Rossi

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