Avevamo subito detto e scritto che all’interno del PD difficilmente sarebbe stata “digerita” la nuova composizione della giunta regionale del nuovo Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. La facile profezia trova riscontro nei malumori che non hanno tardato a manifestarsi. Fatta la tara del malcontento degli esclusi e di coloro che non hanno visto coronata la speranza di essere imbarcati nel nome di un generale rinnovamento, non sono da sottovalutare le considerazioni degli ambienti vicini al PD che sono largamente presenti nei campi dell’Università, della Ricerca e dell’economia. Da questi ambienti promanano critiche pungenti insidiosissime: perché, giuste o sbagliate, niente hanno a vedere con frustrazioni derivanti da ambizioni inappagate. Si tratta piuttosto di critiche che prendono di mira la mancata considerazione che è stata fatta della realtà economica e produttiva della Toscana. In particolare, si afferma, nella nuova Giunta non è rappresentata adeguatamente (quanto meno a livello di esponenti del PD) proprio l’area maggiormente produttiva e intensamente abitata: ovvero, il driver dello sviluppo regionale, l’ellisse che tocca le province di Firenze, Prato, Pistoia, Lucca, Pisa. “A partire dai viali di circonvallazione di Firenze fino a Pontremoli – ha detto a Pensalibero uno studioso dell’economia toscana che ha ricoperto importanti incarichi a livello istituzionale – non c’è un assessore in giunta. Sono i comuni della Piana (i reprobi resistenti). Escluse Empoli franceschiniana, (in realtà è di Empoli il capogruppo Vittorio Bugli, ma è altra cosa), Prato, Pistoia, Lucca, Viareggio, Massa, Carrara. Insomma, a partire dai viali di circonvallazione di Firenze fino a Pontremoli non c’è un assessore in giunta. Alla lunga, ma non troppo, tutte le tensioni oggi sopite esploderanno”.
Anche la distribuzione degli incarichi all’interno della giunta viene ritenuta censurabile: “Se per gestire l’80% del bilancio regionale basta un tecnico di fiducia del presidente (l’assessore alla sanità è il coniglio a sorpresa uscito dal cilindro del presidente), 9 assessori per gestire le “briciole” residue sono troppi, basta valorizzare i dirigenti e si risparmia”.
Infine la stoccata che ha direttamente come destinatario il nuovo presidente: “un uomo solo al comando, non so se la maglia è biancoceleste ma di certo non si chiama Fausto Coppi e quindi non è il campionissimo”.
Insomma, come previsto, la scelta di fare da solo per Rossi era obbligata perché le troppe richieste non avrebbero consentito la quadratura del cerchio tramite la mediazione. Ma dentro il PD la marea sta montando più del previsto.
P.
DAI VIALI DI FIRENZE FINO A PONTREMOLI NON C’E’ UN ASSESSORE IN GIUNTA
La giunta regionale varata dal neopresidente Rossi sta già provocando critiche e polemiche: per la distribuzione degli incarichi e per la scarsa rappresentanza degli interessi dell’area maggiormente sviluppata della regione. ( P.)

Due assessori della vecchia giunta Martini sembravano sicuramente degni di riconferma: il fiorentino Riccardo Conti ed il pisano Gelli. Il primo aveva una delega “pesante”, i trasporti e lUrbanistica, l’altro era addirittura vice-presidente. Addirittura dovevano partecipare alle primarie e, per intervento romano, hanno dovuto rinunciare a gareggiare per la presidenza, lasciando via libera a Rossi.
Strano che siano stati lasciati fuori. anzi, no!