
A Gaza un’altra strage della fame mentre Trump medita se scendere in guerra e chiede la resa incondizionata dell’Iran.
I militari israeliani sparano ancora una volta con le mitragliatrici sulla folla radunata intorno ad un camion di grano e fanno 60 morti.
Il presidente degli USA parla come fosse un gangster e minaccia direttamente di morte i capi dell’Iran.
Nessuno dei leader occidentali al G7 si schiera contro Israele nè ha il coraggio di prendere posizioni autonome rispetto a Trump.
Meloni si siede su una panchina a parlare con Trump che l’ascolta visibilmente distratto.
La guerra ormai domina ogni discorso pubblico e mette la sordina a tutte le questione a cominciare da quella sociale.
Ieri l’altro il manifesto riportava una importante indagine sulla povertà.
Il terzo rapporto statistico 2025 della Caritas Italiana denuncia una crescita allarmante della povertà in Europa e in Italia, mentre l’Unione Europea e il governo Meloni scelgono di aumentare la spesa militare fino a 800 miliardi di euro, sottraendo risorse fondamentali al welfare.
Secondo la Caritas, oltre 93 milioni di europei (21%) vivono in condizioni di povertà o grave deprivazione. In Italia, il tasso è al 23,1%, settimo paese peggiore dell’UE. La situazione rischia di peggiorare con l’adesione italiana al piano NATO di portare la spesa militare al 5% del PIL, che potrebbe comportare tagli per 100 miliardi alla spesa sociale.
L’indagine su oltre 277.000 famiglie conferma che la povertà è aumentata del 3% in un anno e del 62,6% rispetto al 2014. Il 30% dei poveri lavora, ma non basta a garantirsi una vita dignitosa.
L’Assegno di Inclusione, che ha sostituito il Reddito di cittadinanza, copre solo l’11,5% degli assistiti Caritas, lasciando fuori gran parte dei più marginalizzati. La misura discrimina anche i cittadini stranieri.
Il 9,7% della popolazione italiana vive in povertà assoluta, mentre cresce il disagio abitativo e l’impossibilità di accedere a cure sanitarie: il 10% degli italiani ha rinunciato a prestazioni sanitarie nel 2024 per costi e attese.
Il rapporto lega infine la povertà al crollo dei salari reali: tra il 2008 e il 2024 il potere d’acquisto è diminuito dell’8,7%, il peggior dato del G20.
Nonostante il rallentamento dell’inflazione, i prezzi restano elevati, soprattutto su beni essenziali e servizi estivi. L’Italia appare oggi come un paese in affitto ai turisti e ai profittatori, dove il disagio è normalizzato e la povertà istituzionalizzata.
Io oggi mi associo alle parole di Marco Tarquinio: “no armi. Schlein vada avanti. Le politiche per la pace saranno un pilastro dell’alternativa alle destre. I democratici a favore del riarmo ci isolano dai nostri elettori.”
Ho deciso che sabato andrò a Roma alla manifestazione per la pace, in quanto delegato di me stesso.
Enrico Rossi

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