Solo un vergognoso e inesorabile muro di silenzio. Questo il comportamento delle Isituzioni: dalla più importante, il Quirinale, fino alla Provincia di Firenze. Il figlio dell’ex sindaco di Firenze, Lando Conti, da quasi venti giorni è in sciopero della fame per avere risposte, dalle Istituzioni locali e nazionali sulla presenza nelle assemblee e negli uffici pubblici di ex terroristi macchiatisi di efferati delitti.
Lorenzo ha anche inviato un appello al presidente della repubblica Napolitano, al quale aveva chiesto, inutilmente, un incontro in occasione della sua visita a Firenze.
Mentre a decine si susseguono le sottoscrizioni del nostro appello (da ogni parte di Italia donne e uomini non si limitano a firmare ma sentono il dovere di esprimere con parole appropriate tutta la loro indignazione), il silenzio di chi dovrebbe rispondere si fa sempre più assordante.
Ed è questo proprio l’aspetto più vergognoso della vicenda: il silenzio opposto a Lorenzo per stroncarne la resistenza. Amarissime, al riguardo, sono le riflessioni che Lorenzo Conti va facendo con i suoi amici e con coloro che sostengono la sua battaglia.
“Ne’ Domenici, sindaco di Firenze (cosa ancor piu’ grave poiché mio padre, ucciso dalle BR venti anni fa è stato un suo predecessore), ne’ Renzi, presidente della Provincia, ne’ Martini, presidente della Regione si sono dimostrati sensibili verso le mie richieste. Per non parlare del Capo dello Stato… Non solo non mi ha ricevuto quando è venuto a Firenze. Addirittura il responsabile del suo ufficio stampa mi ha rimproverato di non aver rispettato le forme. Di non aver preventivamente e in silenzio chiesto udienza al Presidente. E pensare che quando venne concessa la grazia a Bompressi, proprio dal Quirinale nessuno si premurò di avvertire la famiglia Calabresi…”
C’e’ anche un altro aspetto di non secondaria importanza: se puo’ essere comprensibile che Martini non gli risponda (dovrebbe ammettere quanto ha realmente fatto la Regione Toscana, cioè l’assunzione diretta o indiretta di ex terroristi), appaiono del tutto privi di motivazioni il silenzio di Renzi e soprattutto quello di Domenici, cui Lorenzo non ha chiesto niente.
Passano i giorni, ormai venti e Lorenzo continua a battersi contro il muro di indifferenza che vorrebbe piegarlo. Dobbiamo fare in modo che ciò non accada. Pensalibero continua a sostenere la sua civile protesta. Il numero di coloro che dedicano a Lorenzo parole sincere di solidarietà cresce di ora in ora come si può vedere sotto a questo articolo.
Porteremo quanto prima a Lorenzo Conti i pensieri di tutti coloro che si sono affiancati a lui nella sua battaglia e lo faremo nel corso di una manifestazione pubblica, contro ogni forma di silenzio vile e complice.
DA TUTTA ITALIA SOSTEGNO A LORENZO CONTI
Nei primi due giorni un centinaio di risposte all’appello di Pensalibero. Intanto prosegue lo sciopero della fame di Lorenzo che riporta di attualità i misteri sull’assassinio di Lando Conti: non tutti coloro che parteciparono all’agguato furono poi assicurati alla giustizia.

Come più volte detto a Lorenzo e con altri amici, è indispensabile e vitale sostenere la battaglia di Lorenzo, perchè tramite questa occasione, si sensibilizza l’opinione pubblica su qunata poca memoria vi sia nei confronti di chi silenziosamente compie il propprio dovere a rischio della vita.
Cosa questa che, purtroppo, coinvolge anche chi a questa persona sta vicino.
Per sommo spregio, lo stato dimentica tutto questo nei confronti dei suoi servitori caduti, “ma esalta”, i carnefici e gli ideologi di questi premiandoli nel più eclatante dei modi.
Non temo smentite.
A. Panajia
P.S.
Cerco un Carabiniere, Polizziotto, Finanziere, Guardia Carceraria o Forestale o simile da prendere a pistolettate, poi mi pento da brigatista, vengo scarcerato e divento Onorevole, così dopo poco ottengo la pensione.
A.P.