
Datosi che i cittadini di questo Paese hanno poco altro da pensare, si occupano e si preoccupano dei mezzi di trasporto usati e, talvolta abusati, da chi è soggetto , e spesso senza scelta, a usufruirne.
Lo sanno anche gli imberbi, parecchi dei quali riescono a comunicare unicamente spippolando, fra twitter whatsapp e selfie, neologismi finalmente ammessi anche nei compiti in classe, che esiste un protocollo di sicurezza che prevede e impegna sempre e comunque forze dell’ordine, coordinate alla bisogna da ministri interni/esteri questure prefetture governatori e sindaci.
Dunque anzichè fare il punto sui massimi sistemi e sugli angoscianti problemi che ci attanagliano, quali la disoccupazione giovanile e non, il depauperamento della classe media e molto altro. sono attratti magneticamente dai media che ci raccontano quotidianamente e in tempo reale fino all’esaurimento, tutto quel che ci accade intorno. E dato che la disoccupazione è scesa di uno zero via zero percento, la legge elettorale è in dirittura d’arrivo se nessuno fa lo sgambetto, il jobs act sarà a breve attuato, afferrano binocoli e telescopi e all’occorrenza li puntano sul premier. Già ma il premier ha considerato che tutto quanto suddetto non basta. Allora stiamo sereni e gli facciamo le bucce, noi cittadini italiani, scartabellando.. pardon, clikkando qua e là con un occhio alla tv un orecchio alla radio, o, più raramente sfogliando un quotidiano.
Per avere contezza di cosa? O perbacco, dei suoi spostamenti .
Ora, direte, eccerto, è utile e d’uopo essere edotti sulle location frequentate dal nostro. Una volta a Ovest una volta a Est. Da Obama per parlare di diritti umani o da Putin per parlare di gas. Si si, anche della pace nel mondo, of course.
No! Ci preoccupiamo di come ci va.
Da Obama a remi, da Putin con la transiberiana.
E da solo. Insomma.. che bisogno ha di portarsi la scorta zavorrante che costa un fottio.
Ha preso l’aereo di stato? No, non la sora Cesira, il Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica. Detto amichevolmente Matteo. Ok, è giovane e svettante elastico e atletico e sempre in prima fila. Non come Silvietto bello che non si vedeva nemmeno, tanto era circondato e protetto dai suoi uomini e dalla pazza folla e spesso portato a braccia da gorilla pubblici e privati. Ne ricordo uno grosso e nero con cui era facile discutere ai tempi in cui la gente amava arrivare viciniore al divo Silvio. Si si, c’eravamo anche noi.
Oltre al fatto che sottolinea, Matteo:
“Non mi spiego certe posizioni che ha preso negli ultimi giorni, uscendo anche dal suo perimetro di intervento istituzionale con valutazioni di merito se fare o no un decreto, che non spettano al presidente di un ramo del Parlamento.” Senza stare a guardare il pelo nell’uovo, pur non condividendo sempre tutto quello che fa e dice, questo ragazzo ha qualcosa in più. D’altra parte chi non fa non falla. Ecco, francamente con questa asserzione ci ha conquistato. Va adelante per la propria strada rischiando in proprio. No, non perché si schiera contro e critica la suddetta carica che simpatica non è, ma perché è di buon senso e soprattutto oggettivamente veritiera. Valutazione lapalissiana senza arrampicarsi sugli specchi. Si ha di fatto l’impressione che alcune cariche fondamentali siano ricoperte da parvenue, chiaramente politicizzate, che non sembrano avere compreso appieno dove stanno e come dovrebbero starci. Vero è che la nostra generazione era abituata a personaggi di grande autorevolezza che conoscevano bene il bon ton dei palazzi…
Ma siamo scivolati vieppiù fuori tema. Si parlava dei mezzi di locomozione. E, dato che in bicicletta non ci può andare che sembrerebbe il tour de France, con scorta, inevitabilmente annessa, e monopattino e i pattini sono da escludere per evidenti motivi, si potrebbe allora suggerire, in alternativa a treni aerei elicotteri tramvie e auto presidenziali, il blablacar.
Così si condividono le spese e si fa conversazione.
Sulle acque naturalmente, ci si cammina. A costo zero.

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