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Da anni si invoca il voto eppure tanti oggi  si girano dall’altra parte: denigrandolo

Al voto al voto! Era il grido che da tutte le parti d’italia arrivava all’urbe , alle sedi regionali, ai comuni, ai quartieri. Il grido di quelli capaci soltanto di lamentarsi senza mettere mano alla nostra unica arma. Di Carla Ceretelli

di Carla Ceretelli | 19 Settembre 2022

L’Italia è il paese degli eccessi e  dei conflitti permanenti. Di quei silenzi assordanti di chi fino a ieri urlava lamentandosi che “loro”, chi sono loro è da appurare,  non ci facevano votare.

Al voto al voto! Era il grido che da tutte le parti d’italia  arrivava all’urbe , alle sedi regionali, ai comuni, ai quartieri. Il grido di quelli capaci soltanto di lamentarsi senza mettere mano alla  nostra unica arma.  Ora che possono  usufruirne, finalmente, molti, troppi, lo rifiutano.

“Tanto non serve a nulla, tanto loro fanno quello che vogliono, non ho più fiducia in nessuno, sono tutti uguali” e via discorrendo.

ll 25 settembre nelle urne ci saranno due grandi assenti, la speranza e la paura. Che poi sono le molle che motivano le passioni politiche.

Quella in corso è una campagna elettorale senza passioni, disincantata.

La pandemia dalla quale non siamo ancora usciti del tutto, una guerra non nostra, che non ci riguarda direttamente ma che si ripercuote sulla nostra vita, l’inflazione galoppante, la crisi energetica. Le bollette alle stelle.

Per fronteggiare la crisi in atto non servono le bandiere, occorrono le competenze. Che poi sono merce rara nel nostro Paese.

E tutti ci rendiamo conto  che i vincoli finanziari e sovranazionali costringeranno chiunque siederà a Palazzo Chigi a scelte obbligate, con margini di manovra ridottissimi.

Infatti l’unico, forse,  che queste competenze le ha , si è ritirato quatto quatto. Evidentemente ha ben capito l’antifona e si quarda bene dalla chance di entrare nella fossa dei leoni.

Schieramenti che si fronteggiano, da destra a sinistra passando per il terzo polo neonato e  ancora poppante, che si offendono in maniera pesante,  e  immaginano di stare dalla parte del bene contro il male, divisi nei valori, nelle visioni e negli interessi. Mentre sarebbe opportuno che si tendessero la mano e lasciassero, per una volta, che fossero i cittadini, gli elettori a scegliere. Con calma e con poca ansia.

Il centrosinistra, chiama  al voto contro un paventato ritorno del fascismo con la Meloni.  E appare il suo unico programma. Battere le destre!

La destra chiama per vincere le elezioni. E se questo accadesse, dovrà fare i conti con la denatalità, l’invecchiamento della popolazione italiana ed il calo demografico, che privano l’Italia di braccia e di menti giovani, indispensabili per garantire il futuro al Paese ed il presente agli  anziani che vivono di pensioni.  Già quello che potrebbe essere  il guardasigilli in un governo di centrodestra, Carlo Nordio, a mio avviso una delle persone più equilibrate che offre  il convento,  candidato con Meloni, la fa scendere dalle nuvole sostenendo che  “il blocco navale inteso come cintura di navi da guerra nel mediterraneo è impraticabile”  L’ex magistrato cita l’esempio della legge Turco Napolitano. poi modificata dalla Bossi Fini.” In Italia si entra solo con il permesso. Chi viola viene espulso e chi resta nonostante l’espulsione viene processato”. O così dovrebbe essere . Comunque, il blocco,   lo ritiene uno slogan da campagna elettorale. “La soluzione è mettersi d’accordo con gli stati rivieraschi. Quando c’era Minniti questa cosa è stata fatta bene”, ammette, con l’ onestà intellettuale che lo contraddistingue.

Infine, alla luce delle nostre attuali,  benché limitate conoscenze,  considerato  che anche i sondaggi non danno grande affidabilità,  è prevedibile per il prossimo 25 settembre un consistente assenteismo.

Carla Ceretelli

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, anziani, bossi, campagna elettorale, centrosinistra, conti, crisi, elezioni, fascismo, fini, futuro, giovani, governo, italia, manovra, meloni, napolitano, palazzo chigi, pensioni, persone, slogan, soluzione, speranza, terzo polo

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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