L’Italia è il paese degli eccessi e dei conflitti permanenti. Di quei silenzi assordanti di chi fino a ieri urlava lamentandosi che “loro”, chi sono loro è da appurare, non ci facevano votare.
Al voto al voto! Era il grido che da tutte le parti d’italia arrivava all’urbe , alle sedi regionali, ai comuni, ai quartieri. Il grido di quelli capaci soltanto di lamentarsi senza mettere mano alla nostra unica arma. Ora che possono usufruirne, finalmente, molti, troppi, lo rifiutano.
“Tanto non serve a nulla, tanto loro fanno quello che vogliono, non ho più fiducia in nessuno, sono tutti uguali” e via discorrendo.
ll 25 settembre nelle urne ci saranno due grandi assenti, la speranza e la paura. Che poi sono le molle che motivano le passioni politiche.
Quella in corso è una campagna elettorale senza passioni, disincantata.
La pandemia dalla quale non siamo ancora usciti del tutto, una guerra non nostra, che non ci riguarda direttamente ma che si ripercuote sulla nostra vita, l’inflazione galoppante, la crisi energetica. Le bollette alle stelle.
Per fronteggiare la crisi in atto non servono le bandiere, occorrono le competenze. Che poi sono merce rara nel nostro Paese.
E tutti ci rendiamo conto che i vincoli finanziari e sovranazionali costringeranno chiunque siederà a Palazzo Chigi a scelte obbligate, con margini di manovra ridottissimi.
Infatti l’unico, forse, che queste competenze le ha , si è ritirato quatto quatto. Evidentemente ha ben capito l’antifona e si quarda bene dalla chance di entrare nella fossa dei leoni.
Schieramenti che si fronteggiano, da destra a sinistra passando per il terzo polo neonato e ancora poppante, che si offendono in maniera pesante, e immaginano di stare dalla parte del bene contro il male, divisi nei valori, nelle visioni e negli interessi. Mentre sarebbe opportuno che si tendessero la mano e lasciassero, per una volta, che fossero i cittadini, gli elettori a scegliere. Con calma e con poca ansia.
Il centrosinistra, chiama al voto contro un paventato ritorno del fascismo con la Meloni. E appare il suo unico programma. Battere le destre!
La destra chiama per vincere le elezioni. E se questo accadesse, dovrà fare i conti con la denatalità, l’invecchiamento della popolazione italiana ed il calo demografico, che privano l’Italia di braccia e di menti giovani, indispensabili per garantire il futuro al Paese ed il presente agli anziani che vivono di pensioni. Già quello che potrebbe essere il guardasigilli in un governo di centrodestra, Carlo Nordio, a mio avviso una delle persone più equilibrate che offre il convento, candidato con Meloni, la fa scendere dalle nuvole sostenendo che “il blocco navale inteso come cintura di navi da guerra nel mediterraneo è impraticabile” L’ex magistrato cita l’esempio della legge Turco Napolitano. poi modificata dalla Bossi Fini.” In Italia si entra solo con il permesso. Chi viola viene espulso e chi resta nonostante l’espulsione viene processato”. O così dovrebbe essere . Comunque, il blocco, lo ritiene uno slogan da campagna elettorale. “La soluzione è mettersi d’accordo con gli stati rivieraschi. Quando c’era Minniti questa cosa è stata fatta bene”, ammette, con l’ onestà intellettuale che lo contraddistingue.
Infine, alla luce delle nostre attuali, benché limitate conoscenze, considerato che anche i sondaggi non danno grande affidabilità, è prevedibile per il prossimo 25 settembre un consistente assenteismo.
Carla Ceretelli

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