L’improvviso attivismo del ministro degli esteri Massimo D’Alema sui temi che maggiormente dividono la maggioranza dall’opposizione, ma anche la sinistra comunista dalla sinistra moderata e riformista, suscita sentimenti contrastanti. Favorevoli alla “svolta” gli esponenti della sinistra estrema, che vedono un avvicinamento alle loro posizioni nelle dichiarazioni del vice-presidente del consiglio su Irak, Afghanistanan e Medio Oriente. Come riporta l’Unità, “Pino Sgobio, capogruppo dei Comunisti Italiani alla Camera dei Deputati giudica le dichiarazioni del titolare della Farnesina «incoraggianti», e auspica una «svolta reale che vada fino al ritiro delle truppe». D’accordo anche il capogruppo dei Verdi a Montecitorio, Angelo Bonelli, secondo cui «il voto americano insegna che non solo l’Iraq, ma anche l’Afghanistan è un conflitto sbagliato, tragico, che non ha portato i benefici sperati». Rifondazione si attribuisce parte del merito: «D’Alema si sta muovendo lungo le linee da noi indicate, anche in fase di discussione per il rifinanziamento della missione in Afghanistan. Questo è anche il risultato del dibattito critico sostenuto dal Prc a livello politico e non solo» dichiarano in coro i senatori Giovanni Russo Spena, presidente del Gruppo a Palazzo Madama e Francesco Martone, membro della Commissione Affari Esteri ed Emigrazione.”
Proprio queste reazioni rafforzano il sospetto che d’Alema sia mosso soprattutto da ragioni che riguardano gli equilibri politici italiani, addirittura i rapporti all’interno del centro-sinistra.
Non è purtroppo la prima volta che la politica estera italiana viene usata per banali ragioni di “schieramento”; al contrario, questo è sempre stato il limite sopratutto da parte della sinistra italiana.
D’Alema parlando di Afghanistan, Irak e Israele ha voluto mandare anche due messaggi all’interno dei nostri confini. Uno a Prodi, cui comunica che non ha l’esclusiva del dialogo con Rifondazione e compagnia bella; l’altro al rivale di sempre, Valter Veltroni, che si era presentato come l’uomo del dialogo bipartisan. D’Alema gli fa sapere che è pronto a stopparlo.
D’Alema parla di Afghanistan e Israele pensando a Prodi e Veltroni
Non è la prima volta che la politica estera italiana viene usata per banali ragioni di “schieramento”; al contrario, questo è sempre stato il limite sopratutto da parte della sinistra italiana.

Lascia un commento