Per Diliberto, segretario dei comunisti italiani, “Berlusconi fa schifo”. Per Mastella, ministro della Giustizia e segretario Udeur, il segretario della Fiom-CGIL Giorgio Cremaschi “è da considerare un vero imbecille politico”. Per Paolo Cento, che sta al governo come sottosegretario all’Economia di questo Stato, esistono “pezzi di Istituzioni (cioè dello Stato, n.d.r.) contrari ai movimenti che lavorano per creare incidenti. Per Lamberto Dini, che è stato Presidente del Consiglio, ministro degli Esteri, tante altre cose, ed ora è un pezzo di questa maggioranza, “la sinistra antagonista in generale, e soprattutto Rifondazione, altro pezzo importante della medesima maggioranza, non ha cultura di governo”.
Nel 1995, all’inizio della costruzione dell’Ulivo e dello schieramento che avrebbe conquistato per due volte il diritto a governare (1996 e 2006), Massimo D’Alema raccolse tutti i suoi proponimenti in un ponderoso saggio intitolato “Un Paese Normale”, normalmente pubblicato da Mondatori, cioè la casa editrice che appartiene al suo principale competitor, Silvio Berlusconi.
Ora D’Alema fa il ministro degli Esteri ed è sempre in giro per il mondo.
Ma nemmeno negli ultimi dieci anni sembra sia stato molto in Italia.
D’ALEMA E IL SUO PAESE NORMALE
Per Diliberto, segretario dei comunisti italiani, “Berlusconi fa schifo”. Per Mastella, ministro della Giustizia e segretario Udeur, il segretario della Fiom-CGIL Giorgio Cremaschi “è da considerare un vero imbecille politico”. Per Paolo Cento, che sta al governo come sottosegretario all’Economia di questo Stato, esistono “pezzi di Istituzioni (cioè dello Stato, n.d.r.) contrari ai movimenti che lavorano per creare incidenti. Per Lamberto Dini, che è stato Presidente del Consiglio, ministro degli Esteri, tante altre cose, ed ora è un pezzo di questa maggioranza, “la sinistra antagonista in generale, e soprattutto Rifondazione, altro pezzo importante della medesima maggioranza, non ha cultura di governo”.
Nel 1995, all’inizio della costruzione dell’Ulivo e dello schieramento che avrebbe conquistato per due volte il diritto a governare (1996 e 2006), Massimo D’Alema raccolse tutti i suoi proponimenti in un ponderoso saggio intitolato “Un Paese Normale”, normalmente pubblicato da Mondatori, cioè la casa editrice che appartiene al suo principale competitor, Silvio Berlusconi.
Ora D’Alema fa il ministro degli Esteri ed è sempre in giro per il mondo.
Ma nemmeno negli ultimi dieci anni sembra sia stato molto in Italia.

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