La proposta di Italiani Europei e Fare Futuro, i due centri studi vicini rispettivamente a Massimo D’Alema e Gianfranco Fini, di introdurre nelle scuole l’insegnamento della religione islamica, se ha il merito di segnalare un problema, comporta anche il non trascurabile inconveniente di prospettare una soluzione che è forse peggiore del male.
L’ora di religione attuale, più propriamente ora di religione cattolica, ha motivazioni che si spiegano con la nostra storia e, forse, anche con il sentimento diffuso nella maggior parte degli italiani. In realtà è il risultato di un compromesso dettato dal realismo politico. Accettabile, dai tempi del fascismo fino a tutti gli anni ’50, tollerabile dopo la rivoluzione del nostro costume dagli anni ’60 in poi, del tutto anacronistico ai tempi nostri.
Ma affiancare all’ora di religione cattolica quella di religione islamica non significa risolvere il problema, o meglio i problemi: quello di rendere tutti uguali e quello di dare attuazione al principio di uno stato laico.
Perché la religione islamica? Per il numero dei suoi adepti? E qual è la quantità che fa scattare il diritto all’insegnamento scolastico?
Se davvero fosse questo il motivo, come non tener conto allora della quantità di atei e agnostici, certamente, in questo momento, più numerosi degli stessi islamici?
Sono in molti a proporre di sostituire l’insegnamento di una o due religioni determinate con lezioni dedicate alla storia delle religioni.
A noi sembra che tutti questi tentativi di rendere più laici la nostra scuola ed il nostro stato siano inadeguati e rispondano alla presunzione che tutto si possa e si debba insegnare tramite la scuola.
Non è così, soprattutto oggi, in una epoca in cui i metodi per insegnare ed apprendere sono molteplici e quello scolastico risponde all’esigenza di dotare i giovani soltanto dei fondamentali, al più di un metodo.
Non siamo portati alle guerre di religione e nemmeno ci scandalizziamo troppo per atteggiamenti confessionali, provengano pure dalle pubbliche istituzioni. E tuttavia siamo convinti che l’insegnamento della religione possa ormai uscire dalle nostre scuole. Ci sono, per chi lo desidera molti altri modi e molte altre sedi per coltivare la materia. D’Alema e Fini non si complichino inutilmente la vita complicandola anche a noi.
Nicola Cariglia

Bravi !!! lasciamo le generazioni future nell’ignoranza , ancora di più ignoranti di quello che già sono… così si possono manovrare meglio , si possono imbottire di idee ad uso e consumo dell’oratore di turno. I giovani devono sapere tutto , conoscere tutto, per poter fare poi una scelta consapevole che possa aiutarli ad avere una vita decente per loro stessi e per coloro che incontreranno. Nella vita prima o poi (succede a tutti!)avrai bisogno di una stampella , a volte anche di due,che ti aiuti ad andare avanti , lasciamo che studino LE religioni come le altre materie, poi decideranno loro. (risposta agi ultimi 2 interventi9
E poi, oltre alla cristiana cattolica ed a ll’islamica ci sono la cristiana evangelica, l’ortodossa, quella ebraica,; e la buddista. E, via credendo, altre ancora . Aggiungendo poi, come opportunamente nota Nicola Cariglia, gli atei ed i non credenti..Vogliamo una scuola/supermercato delle religioni?
Via ! Il problema, in particolare nella nostra Italia – ahimè – concordataria , è di difficile soluzione, nel senso che è difficile e lontana una soluzione liberale. I binari da seguire, però, dovrebbero essere quelli di una scuola – la statale, si intende – senza alcun specifico insegnamento religioso e, in sostituzione, con un’ora di storia delle religioni, al plurale, interessante tutti gli alunni, inserita nell’insegnamento di storia e/o filosofia. Ma…a questa “destra” e a questa “sinistra” interessa una pur lontana soluzione liberale del problema?
Condivido interamente il pensiero di Nicola Cariglia con la variante di incrementare di un’ora la cattedra di Storia e Filosofia, o insegnamenti analoghi negli istituti tecnici, da dedicarsi allo studio storia delle religioni.
A me fanno ridere Fini e D’Alema che in mancanza d’altro da una decina d’anni vanno a braccetto per assolversi a vicenda dal complesso dell’ex neofascista e dell’ex comunista. La politica come intruglio alto.
Lasciamo uscire la religione dalle scuole. Questa è l’unica cosa saggia da fare.
Perefttamente d’accordo con te.