Incredibile, anche per molti veri credenti, la sentenza che la croce come
unico simbolo possa rimanere esposta nelle scuole ed aule giudiziarie. In fondo
non mi meraviglia più di tanto e dimostra il declino della religione cattolica
che ha questo grande bisogno di esternazione come qualsiasi altro prodotto
vendibile attraverso un’accanita pubblicità. Anzi, ritengo che con questa
“fissazione” stiano dando la zappa sui propri piedi.
Si è detto che l’esposizione di un unico simbolo non dovrebbe arrecare danno
ad altre convinzioni, ma un simbolo è e fa sempre pubblicità e quindi influenza
positivamente o negativamente noi esseri umani. Gli esperti di pubblicità
dicono che quando si vede una pubblicità per la terza volta già si forma nel
cervello la tendenza all’acquisto. Quando, per esempio si va in un’aula
giudiziaria dove sta appeso bene in vista sopra la testa del giudicante un
crocifisso col povero Cristo condannato a morte è probabile che si pensa o
possa ritenere che il giudice lì sotto sia di parte.
I diritti civili forse non vengono direttamente calpestati a causa di questa
sadica esposizione, ma indirettamente ed a lunga scadenza senz’altro mettendo
inoltre in crisi la parità delle persone da giudicare che possono essere ebrei,
musulmani, buddisti, laici od altro.
Inoltre bisogna tener conto che questo simbolo ha rappresentato nei secoli
un’enormità di azioni criminali, persecuzioni, crociate, caccia alle streghe,
torture, omicidi, emarginazioni e che tutt’oggi il cosiddetto cristianesimo
cattolico è accusato di brogli, riciclaggi (banca del Vaticano, Istituto Opere
Religiose), di plurifavoreggiamento della pedofilia ed altre amenità del
genere.
E’ un simbolo gravemente abusato da una chiesa che avrebbe dovuto dare il buon
esempio e perciò non si capisce per quale motivo “educativo” dovrebbe venir
esposto soprattutto nelle scuole che sono multinazionali, per forza anche negli
uffici pubblici che dovrebbero invece rispettare ogni diversità legale degli
abitanti.
E’ vero che la nostra cultura è stata influenzata dal cristianesimo, ma poggia
le sue basi culturali e di pensiero sul medio oriente più antico, sulla civiltà
greca e romana, in seguito sul Rinascimento ed il Risorgimento.
Se tutti i simboli dovessero venir esposti nelle aule non ci sarebbe più
spazio per noi, eppure per il diritto all’uguaglianza si dovrebbero esporre
tutti o….nessuno!
Se continueranno testardamente a riempirci di crocifissi con attaccato quel
povero Cristo che pensò di sacrificarsi per salvare tutti noi, allora
mettessero almeno un’altra immagine accanto e cioè quella di un terribilmente
torturato corpo di Giordano Bruno dato alle fiamme in piazza Campo de’ Fiori a
Roma e … visto che sono un pansessuale ci metterei pure un bel quadruccio di
Alfredo Ormando datosi alle fiamme proprio in piazza San Pietro in protesta
contro la perfida e gravissima emarginazione perpetuata dai cosiddetti preti
“cristiani”.
Da ciò si può dedurre che quello che hanno fatto altri contro la persona di
Gesù, la chiesa cattolica l’ha fatto con coloro che la pensavano diversamente.
Peter Boom
http://digilander.libero.it/pboom – http://www.pansexuality.it

A parte esplicitare la mia perplessitò rispetto alla diffusione di un simile commento,caratterizzato più da meschinità che da apertura mentale ,non mi sembra che gli argomenti siano convincenti .Un giudice con il distintivo di magistratura democratica sì ,rivela d essere di parte .Il Crocifisso alla parete si può solo sperare che lo illumini.Essendo simbolo non di parte ,ma di tolleranza ed eguaglianza. E con le “preferenze sessuali” non ha certo niente a che fare.Inoltre tra partigianeria e nichilismo ci corre un poco ,mi sembra.Ed i simboli…si può pensare di vietare le bandiere ,rosse o nere che siano…o magari a strisce multicolore come ai gay-pride,in quanto tutte negano la legittimità dei colori diversi da quelli !….boooom…!